Conte una furia alla Camera contro Meloni e disastro su Brunetta – La denuncia – VIDEO

ROMA, 7 novembre 2025 – Uno scontro frontale, dai toni durissimi.
Nel corso del dibattito parlamentare sulla manovra economica, Giuseppe Conte ha rivolto un attacco diretto alla premier Giorgia Meloni, accusandola di “prendere in giro i lavoratori italiani” e di “vantarsi di risultati economici inesistenti”.

“Oggi si è superata – ha detto Conte rivolgendosi ai banchi del governo –. Ha rimproverato le opposizioni perché non sarebbero state al suo fianco nell’aumento dei salari. Ma lei ha le traveggole. Io sono venuto da Palazzo Chigi, mi sono affiancato a lei, le ho proposto di lavorare insieme sul salario minimo. E cosa ha detto all’Italia intera? Ci penserò. E come ci ha pensato? Aumentando lo stipendio a Brunetta e ai suoi ministri”.

Un intervento che ha scatenato applausi tra i deputati del Movimento 5 Stelle e forti proteste dai banchi della maggioranza.

“Tre anni di governo e l’Italia più povera: di cosa si vanta?”

Conte ha poi elencato una lunga serie di dati che, a suo giudizio, smentiscono la narrativa trionfalista del governo Meloni.

“Lei si vanta di tre anni di governo – ha incalzato – ma di che cosa si vanta esattamente? Di 31 mesi su 34 di calo della produzione industriale? Del fatto che dal 2021 a oggi i salari reali segnano un meno 9%? Dei 6 milioni di cittadini che rinunciano a curarsi per mancanza di soldi o per liste d’attesa infinite? O dei 6 milioni di precari che guadagnano meno di mille euro al mese?”

 

“Questo è il bilancio del suo governo – ha continuato l’ex premier –: stipendi da fame per i lavoratori, povertà record, salari fermi e un Paese piegato. Mentre i ministri brindano con stipendi gonfiati e il presidente del CNEL, Brunetta, si aumenta la retribuzione di 60 mila euro l’anno.”

“L’Italia vera non ride: piange miseria”

Il leader del M5S ha poi citato gli ultimi dati diffusi dall’Istat, secondo cui l’85% del taglio Irpef deciso dal governo andrà ai redditi più alti, lasciando briciole alla classe media e ai lavoratori.

“Un operaio guadagnerà 23 euro in più al mese – ha ricordato Conte – un dirigente 408. E Meloni ride, si vanta, mentre il popolo piange. Questa è l’Italia che avete costruito.”

 

“Ma noi – ha aggiunto – continueremo a lottare per un salario minimo legale, per una sanità pubblica che non costringa i cittadini a scegliere tra curarsi e mangiare, e per un’economia che non si regga sulle disuguaglianze.”

Brunetta e il CNEL nel mirino

L’attacco di Conte arriva a poche ore dalle polemiche scatenate dalla denuncia del deputato M5S Dario Carotenuto, che ha definito “indecente” la decisione del CNEL guidato da Renato Brunetta di aumentare i compensi dei vertici, “con effetto retroattivo e senza attendere il via libera del governo”.

“Parliamo dello stesso Brunetta che si oppone al salario minimo – ha sottolineato Conte –. Quello che dice che gli aumenti vanno meritati. E infatti li merita lui, non chi lavora nei cantieri o negli ospedali. È questa la vostra idea di giustizia sociale?”

Il Movimento 5 Stelle annuncia un’interrogazione parlamentare alla premier e al ministro Giorgetti per chiedere chiarimenti “sull’aumento indecente dei compensi di chi dovrebbe rappresentare i lavoratori, non umiliarli”.

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Con toni accesi ma determinati, Conte ha chiuso il suo intervento rilanciando la sfida politica al governo Meloni:

“Noi ci mettiamo la faccia, sempre. Non sfilate di ministri, non bonus per i dirigenti, ma soluzioni per chi lavora e non arriva a fine mese. Gli italiani meritano rispetto, non propaganda.”

Un discorso che segna un nuovo capitolo nel confronto tra governo e opposizione, con il Movimento 5 Stelle deciso a fare del salario minimo e della lotta alla povertà il cuore della propria battaglia politica.

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