– Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha denunciato pubblicamente quella che definisce “un’ingiustizia democratica” ai danni di Elisa Scutellà, esclusa dal Parlamento in circostanze che giudica irregolari. Durante un punto stampa a margine della manifestazione organizzata a Cosenza, Conte ha affermato: “Oggi siamo qui per denunciare un furto di democrazia. Quello che è stato fatto contro Elisa Scutellà rappresenta un torto non solo nei confronti del Movimento 5 Stelle, ma anche di tutti i cittadini calabresi che hanno espresso liberamente e coraggiosamente il loro voto a favore della nostra parlamentare”.
Secondo Conte, le regole elettorali che avevano permesso alla deputata di ottenere il seggio sono state “sovvertite” per favorire un’altra figura politica. “Hanno buttato fuori la nostra rappresentante e al suo posto è stato inserito, grazie a una gentile concessione, un ‘figlio d’arte’ appartenente a una famiglia con un forte potere di condizionamento e legata a un sistema clientelare. Questo sistema influenza anche Roma, arrivando a incidere sulle dinamiche della maggioranza di governo”.
Il duro attacco a Crosetto e al “partito delle armi”
Nel corso della stessa manifestazione, Conte ha rivolto critiche anche al ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Non so quale conoscenza abbia Crosetto dell’avvocatura e se sia in grado di giudicare chi sia un avvocato di prima o sesta fila. So per certo che in un paese serio e con un governo serio, lui non sarebbe mai stato ministro della Difesa, visto che un minuto prima era rappresentante ufficiale delle industrie delle armi”.
L’ex premier ha poi attaccato duramente la politica del governo in materia di difesa, dichiarando che l’Italia non può permettersi di investire miliardi nel riarmo: “Oggi il partito trasversale delle armi, da Meloni a Calenda, attacca furiosamente il M5S, ma noi non ci fermeremo. Il 5 aprile saremo a Roma per dire no a questo piano di riarmo, perché dobbiamo offrire ai nostri giovani un futuro di speranza, non di disperazione. Non possiamo permetterci di buttare via 800 miliardi, ci servono per la sanità, la scuola, la ricerca, l’università, per combattere il caro-vita e il caro-bollette”.
L’impegno del M5S per la Calabria
Parlando del futuro del Movimento in Calabria, Conte ha ribadito che il M5S avrà un proprio candidato alle prossime elezioni regionali. “La Calabria soffre troppo per una sanità al di sotto della media nazionale, con ambulanze senza personale. Noi dobbiamo investire nella scuola, nell’università, nella sanità, non nelle armi”.
Nel corso dell’evento “La Calabria alza la testa”, organizzato dai pentastellati, la deputata calabrese Anna Laura Orrico ha mostrato le immagini dei momenti vissuti alla Camera quando è stato ufficializzato il ritorno di Andrea Gentile al posto di Elisa Scutellà. Una decisione che ha generato malcontento tra i sostenitori del M5S, presenti numerosi alla manifestazione di Cosenza, molti dei quali con cartelli recanti scritte come “Basta favori, vogliamo diritti”, “Merito, non cognomi” e “Democrazia, non dinastia”.
Posizione su dazi e politica estera
Conte ha anche toccato il tema dei dazi commerciali, sottolineando che l’Italia non può discostarsi dalle linee guida dell’Unione Europea. “Di fronte a una minaccia, bisogna rispondere con una contro-minaccia. Dobbiamo restare in Europa e dare un segnale forte di dissuasione ai nostri alleati tradizionali. I dazi fanno male prima a loro che a noi”.
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Infine, sul fronte della politica estera, l’ex premier ha voluto chiarire la sua posizione sulle recenti polemiche relative alle sue dichiarazioni su Israele: “Non volevo offendere nessuno, ho semplicemente espresso il mio dissenso verso l’azione del governo Netanyahu, che considero criminale. In Israele esiste una democrazia, ed è importante manifestare il dissenso per condizionare l’operato del governo. Sosteniamo tutte le forme di dissenso che servano a far sentire una voce critica rispetto a scelte sbagliate”.
La manifestazione di Cosenza ha visto una forte partecipazione di esponenti politici, rappresentanti istituzionali e simpatizzanti del Movimento, un segnale che il tema della democrazia interna e della giustizia politica resta centrale nell’agenda dei 5 Stelle.
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