Arriva l’annuncio più temuto sulla strage di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo al Tg2, ha confermato che le vittime italiane sono sei e che il bilancio è ormai definitivo:
“Purtroppo le vittime italiane sono sei, tutte accertate”.
Una frase che chiude le ore di attesa e incertezza legate alle operazioni di identificazione e che consegna alla cronaca una tragedia che ha colpito soprattutto giovani.
Identificazioni concluse: completati gli accertamenti
Il completamento del riconoscimento delle vittime è stato riferito anche dall’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, che ha comunicato la conclusione delle procedure.
Secondo quanto riportato, ai quattro giovani già identificati nei giorni scorsi si aggiungono altri due nomi, arrivati al termine delle verifiche, incluse quelle legate agli esami di Dna.
Chi sono le sei vittime italiane
L’elenco dei ragazzi e delle ragazze deceduti — così come riportato — è composto da giovanissimi:
Giovanni Tamburi, 16 anni, bolognese
Achille Barosi, 16 anni, milanese
Emanuele Galeppini, quasi 17 anni, genovese
Chiara Costanzo, 16 anni, di Arona residente a Milano
Sofia Prosperi, 15 anni, italo-svizzera
Riccardo Minghetti, 16 anni, romano
La dimensione generazionale di questo elenco rende ancora più lacerante il quadro: una serata di festa si è trasformata in un bollettino di adolescenti strappati alla vita.
Le salme rientrano in Italia: volo di Stato dell’Aeronautica militare
Nell’intervento televisivo, Tajani ha indicato anche la procedura decisa per il rientro delle vittime: le salme saranno riportate in Italia con un volo di Stato dell’Aeronautica militare.
È una scelta che punta a garantire rapidità, dignità e coordinamento istituzionale in un momento che resta delicatissimo per le famiglie, già provate da giorni di attese, speranze e poi conferme definitive.
I feriti: trasferimenti in corso verso gli ospedali italiani
Accanto al bilancio dei morti, resta aperto il capitolo dei feriti. Tajani ha spiegato che si sta procedendo al rientro anche dei feriti, con trasferimenti organizzati verso strutture ospedaliere italiane.
Secondo quanto riferito:
tre feriti sono destinati all’ospedale Niguarda di Milano
uno verrà trasferito a Torino
Il quadro sanitario, dunque, si sposta gradualmente dall’emergenza sul territorio svizzero alla gestione ospedaliera in Italia.
Il caso di Chiara Costanzo: la conferma dopo l’attesa
Tra le identificazioni, un passaggio particolarmente doloroso riguarda Chiara Costanzo, 16 anni, indicata come rimasta bloccata nel locale Le Constellation, dove l’incendio si sarebbe sviluppato in pochissimi istanti.
Nelle ore precedenti al riconoscimento ufficiale, il padre — secondo quanto riportato — aveva già raccontato di avere poche speranze. Aveva spiegato di aver ricevuto informazioni dalle autorità sul fatto che la figlia non risultava tra gli ospedalizzati non identificati e che, “per esclusione”, si temeva fosse tra le vittime. L’ufficialità è arrivata con gli accertamenti del Dna, gli stessi condotti anche per altri ragazzi identificati in precedenza.
Il cordoglio del ministro Valditara: “Studenti strappati alla vita”
Alla tragedia si è aggiunto anche il cordoglio istituzionale. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha espresso sui social la sua vicinanza alle famiglie, parlando di studenti strappati alla vita in una serata che doveva essere di spensieratezza.
Il messaggio, per tono e contenuto, sottolinea la dimensione umana e scolastica della tragedia: non “numeri”, ma ragazzi e ragazze nel pieno della vita.
Niguarda: arriva una donna di 55 anni, il numero dei pazienti sale a 10
Nel frattempo, sul fronte sanitario, viene segnalato anche l’arrivo di un nuovo paziente al Dipartimento Emergenza-Urgenza del Niguarda: una donna italiana di 55 anni, residente in Svizzera, trasferita in elicottero e precedentemente ricoverata ad Aarau.
Con il suo arrivo, il numero complessivo di pazienti accolti al Niguarda sale a 10, un dato che fotografa l’impatto complessivo dell’evento anche sul sistema ospedaliero italiano, ora chiamato a seguire la fase di cura e riabilitazione.
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L’annuncio di Tajani — “sei vittime italiane, tutte accertate” — non è soltanto un aggiornamento ufficiale: è il punto in cui la cronaca smette di oscillare tra speranze e attese e diventa certezza. E la certezza, in casi come questo, pesa più di qualsiasi parola.
Ora restano due tempi: quello istituzionale, con il rientro delle salme e dei feriti, e quello privato, delle famiglie, dei compagni di scuola, delle comunità locali colpite. Perché se la macchina dei riconoscimenti e dei trasferimenti può concludere le sue procedure, la ferita di Capodanno a Crans-Montana resterà aperta molto più a lungo.



















