Nell’ultima puntata del suo show, Maurizio Crozza ha dedicato un monologo tagliente alla politica italiana e internazionale, mettendo al centro della sua satira Giovanni Donzelli, esponente di Fratelli d’Italia e braccio destro di Giorgia Meloni nell’organizzazione del partito. Con il suo stile inconfondibile, Crozza ha tracciato un parallelo tra la politica americana e italiana, ridicolizzando la gestione delle crisi e il modo in cui certe decisioni vengono prese nelle stanze del potere.
Il monologo ha preso spunto da una recente fuga di notizie negli Stati Uniti, dove una chat riservata contenente alti funzionari del governo è stata accidentalmente resa accessibile anche a un giornalista. Crozza ha enfatizzato l’assurdità della situazione, paragonandola a una discussione tra amici che organizzano una partita di calcetto. “Ma questi sarebbero la prima potenza militare del mondo?”, ha ironizzato, immaginando i vertici della Casa Bianca che discutono un bombardamento con la stessa leggerezza con cui si pianifica un’uscita serale.
Donzelli e l’attacco alla libertà di espressione
Dopo aver smontato la politica americana, Crozza ha rivolto la sua attenzione a Giovanni Donzelli, definendolo “politicamente una nutria” perché, come questo roditore rompe gli argini, lui rompe la libertà di espressione. Il comico ha ricordato il recente attacco di Donzelli al giornalista Giacomo Salvini de Il Fatto Quotidiano, insultato pubblicamente e definito “pezzo di merda” per aver pubblicato un libro contenente chat riservate dei parlamentari di Fratelli d’Italia. “Lo so che un insulto a Salvini solitamente non è una notizia, ma in questo caso era un altro Salvini”, ha aggiunto Crozza con una battuta caustica.
Il crescente conflitto tra politica e giornalismo
Il monologo ha sottolineato la crescente tensione tra politica e giornalismo, mettendo in evidenza come sempre più spesso i giornalisti vengano attaccati per il loro lavoro. “Questa deve essere la settimana dei giornalisti maltrattati anche dagli insospettabili”, ha ironizzato, facendo notare come gli episodi di intimidazione nei confronti della stampa siano sempre più frequenti.
Meloni e l’ossessione per la durata del governo
Nella stessa puntata, Crozza ha dedicato un segmento alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ironizzando sul fatto che il suo governo abbia raggiunto il quinto posto tra i più longevi della storia repubblicana.
Il comico ha esordito con una battuta tagliente: “Giorgia Meloni esulta perché il suo governo è il quinto più longevo della storia italiana. Perfetto, ora punti a battere Stalin e Francisco Franco. D’altronde, come nel sesso, non è la durata che conta, ma la qualità”.
Crozza ha poi interpretato un’esilarante versione della premier, immaginandola intenta a confrontare la sua permanenza a Palazzo Chigi con quella di storici leader italiani, da Alcide De Gasperi a Silvio Berlusconi. “Con questo ritmo, tra qualche anno la vedremo lodare il ventennio di Mussolini solo per superarlo in classifica”, ha ironizzato, scatenando le risate del pubblico.
La “borsa della resilienza” dell’UE e la parodia di von der Leyen
Non solo Meloni. Durante la puntata, Crozza ha preso di mira anche l’Unione Europea e la sua “borsa della resilienza”, un kit di emergenza pensato per garantire ai cittadini la sopravvivenza per almeno 72 ore in caso di guerra. Vestendo i panni della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, Crozza ha ironizzato: “Abbiamo finalmente risolto ogni problema. Con dieci oggetti possiamo sopravvivere tre giorni! Dopo, beh… arrangiatevi”.
L’imitazione della von der Leyen, ormai un cult del programma, ha suscitato ilarità soprattutto quando il comico ha mostrato una finta lista degli oggetti contenuti nella borsa: “Una torcia senza batterie, una coperta termica per illuderci che faccia caldo, un fischietto per comunicare con i piccioni e una guida su come farsi amici i ratti per condividere il cibo”.
Meloni e l’autocelebrazione della stabilità
Tornando sulla premier, Crozza ha sottolineato come il governo Meloni stia investendo molto nella narrazione della propria solidità politica. “Stabilità, stabilità, stabilità. Manco fosse una lavatrice della Bosch”, ha detto il comico, facendo riferimento ai frequenti richiami della presidente del Consiglio alla tenuta del suo esecutivo. “E poi c’è chi dice che il governo durerà fino al 2027. Magari sarà anche vero, ma resta da vedere in che condizioni”.
La parodia di Meloni, che si chiude con una scena surreale in cui la premier dialoga con i fantasmi di Andreotti e Cavour per chiedere consigli sulla longevità politica, ha conquistato il pubblico dello show, che ha accolto le gag con applausi e risate.
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Una risata amara sulla libertà di stampa
L’intervento di Crozza non è solo satira, ma anche un’occasione per riflettere sulla libertà di stampa e sull’atteggiamento di certi politici nei confronti dell’informazione. In un momento in cui il dibattito pubblico è sempre più polarizzato, il comico ha usato la sua voce per smascherare le contraddizioni del potere, regalando al pubblico una risata amara ma necessaria.
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