Davano Conte e M5S per finiti ma arriva il sondaggio shock che stravolge tutto – I DATI

La nuova Supermedia YouTrend/AGI sulle intenzioni di voto all’11 dicembre 2025 segna un passaggio politico simbolico:
Fratelli d’Italia scende al 29,7%, cioè torna sotto la soglia psicologica del 30%, mentre il Movimento 5 Stelle sale al 12,8%, con un balzo di +0,8 punti, la crescita più forte tra tutti i partiti monitorati.

Il Partito Democratico continua la sua lenta risalita e arriva al 22,0% (+0,1), ma è proprio il partito di Giuseppe Conte a segnare il vero “boom” di questa rilevazione, guadagnando quasi un punto in due settimane e consolidando il suo ruolo di terza forza nazionale.

Nel centrodestra, oltre al calo di FdI, si registra un arretramento di Forza Italia, che scende all’8,7% (-0,2), mentre la Lega resta stabile all’8,3%.

I numeri nel dettaglio: chi sale, chi scende

Secondo la tabella diffusa da YouTrend, la fotografia è questa:

Fratelli d’Italia (FdI) – 29,7% (-0,7)

Partito Democratico (PD) – 22,0% (+0,1)

Movimento 5 Stelle (M5S) – 12,8% (+0,8)

Forza Italia (FI) – 8,7% (-0,2)

Lega – 8,3% (=)

Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) – 6,6% (+0,1)

Azione – 3,2% (-0,2)

Italia Viva (IV) – 2,5% (-0,3)

+Europa (+E) – 1,8% (+0,3)

Noi Moderati (NM) – 1,0% (-0,1)

Al netto delle oscillazioni fisiologiche, colpiscono tre elementi:

1. Il netto -0,7 di FdI, che perde quasi un punto e torna sotto il 30%.


2. Il +0,8 del M5S, la variazione più forte di tutta la Supermedia.


3. La sostanziale stabilità del PD, che cresce ma solo di un decimale.

 

Il resto del quadro vede un centrosinistra “largo” che si muove lentamente in avanti (PD, AVS e +E in lieve crescita) e il centro liberal-riformista in difficoltà: Azione e Italia Viva arretrano, confermando la fragilità dell’area centrista.

“Boom Conte”: perché il +0,8 del M5S pesa più dei numeri

A prima vista, il 12,8% del Movimento 5 Stelle non è un dato clamoroso se paragonato alle stagioni del 30 e passa per cento. Ma in politica contano soprattutto le tendenze, e la tendenza di questa Supermedia è chiarissima:

mentre il primo partito (FdI) arretra in modo significativo;

mentre il secondo (PD) avanza a passo lento;

il M5S è l’unico dei “big three” a guadagnare quasi un punto intero.


Questo “+0,8” dice almeno tre cose:

1. Conte sta recuperando consensi personali e di partito in quello spazio elettorale fatto di delusi, astenuti e ceto popolare dove il Movimento ha sempre pescato.


2. Il M5S torna a essere un competitor diretto del PD nell’area progressista: la distanza resta ampia, ma se il trend dovesse continuare, il rapporto di forza nel “campo largo” diventerebbe più equilibrato.


3. L’opposizione più netta al governo Meloni – su salario minimo, sanità, guerre, invio di armi – sembra pagare più per Conte che per Schlein: chi cerca un’alternativa più radicale all’esecutivo tende a guardare ai 5 Stelle.

 

Non è un caso che diversi commentatori abbiano parlato di “partito che cresce di più” proprio riferendosi al M5S, sottolineando come, in questa fase, il motore di movimento nel fronte progressista sia più Conte che il PD.

FdI sotto il 30%: una soglia psicologica che si rompe

Il secondo dato politico forte è il calo di Fratelli d’Italia: -0,7 e discesa al 29,7%. Per un partito che da mesi viene descritto come stabilmente sopra il 30%, la rottura di questa soglia ha un significato simbolico:

racconta un logoramento di governo che, pur non mettendo in discussione la leadership di Meloni, inizia a farsi vedere nei sondaggi;

indica che una parte dell’elettorato di FdI si sta muovendo: in parte verso l’astensione, in parte forse verso Lega o M5S, in parte semplicemente tornando indeciso.


Non si tratta di un crollo, ma di un campanello d’allarme: quando la forza egemone di una coalizione scende sotto una soglia “tonda”, il messaggio percepito è che il picco è stato superato.

A questo si aggiunge il leggero arretramento di Forza Italia (-0,2), mentre la Lega resta inchiodata all’8,3%: il centrodestra non sfonda, e la somma dei tre principali partiti non compensa il calo di FdI.

PD: crescita minima, ruolo ancora da definire

Il Partito Democratico con il suo 22,0% e un modestissimo +0,1 resta il secondo partito del Paese, ma non dà l’idea di un soggetto in grado di trainare da solo l’alternativa.

Da settimane le Supermedie YouTrend registrano un PD in crescita lenta, quasi millimetrica, e un M5S che alterna fasi di stallo a scatti in avanti come quello di oggi.

Questa fotografia alimenta un interrogativo politico:

può il PD, con questo ritmo di crescita, presentarsi come perno indiscusso del campo progressista?

oppure sarà costretto – numeri alla mano – a condividere leadership e agenda con un M5S che, quando accelera, sottrae visibilità e centralità ai dem?


La risposta non sta solo nei numeri, ma la dinamica YouTrend rende evidente che il rapporto Schlein–Conte è destinato a restare il centro di gravità dell’opposizione.

Gli altri partiti: AVS regge, centro in crisi, +Europa si rianima

Tra le forze “di contorno”, ma tutt’altro che irrilevanti, la Supermedia segnala:

AVS (Alleanza Verdi e Sinistra) al 6,6% (+0,1): conferma un elettorato fedele e un ruolo fondamentale in qualsiasi ipotesi di coalizione progressista.

Azione al 3,2% (-0,2) e Italia Viva al 2,5% (-0,3): il “terzo polo” esploso si traduce in un centro riformista sempre più marginale, in costante erosione.

+Europa al 1,8% (+0,3): piccolo ma significativo rimbalzo, che dimostra come esista ancora uno zoccolo duro liberal-europeista.

Noi Moderati all’1,0% (-0,1): conferma la sua natura di forza satellite del centrodestra, utile per allargare la coalizione più che per portare grandi numeri.


Il quadro complessivo è quello di un sistema ancora tripolare (destra, PD, M5S) con partiti medi e piccoli che oscillano, ma senza ribaltare gli equilibri.

Blocchi a confronto: centrodestra ancora avanti, ma il divario si assottiglia

Se sommiamo i consensi per blocchi, la situazione – calcolando sui dati YouTrend – resta favorevole al centrodestra, ma meno di qualche mese fa:

Centrodestra di governo
FdI (29,7) + Lega (8,3) + FI (8,7) + NM (1,0) ≈ 47,7%

Campo progressista “allargato”
PD (22,0) + M5S (12,8) + AVS (6,6) + +Europa (1,8) ≈ 43,2%


Lo scarto tra i due poli è quindi di poco più di 4 punti: ancora robusto, ma molto più stretto rispetto alla fase post-elezioni. La tendenza – già messa in evidenza da AGI e YouTrend nelle ultime settimane – è quella di un centrodestra in lieve flessione e di un campo progressista in graduale recupero.

Dentro questo recupero, il contributo maggiore oggi viene proprio dal boom del M5S.

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Conclusione: il segnale politico della Supermedia – Meloni rallenta, Conte torna in corsa

La Supermedia YouTrend dell’11 dicembre 2025 manda un messaggio chiaro:

Giorgia Meloni resta saldamente in testa, ma non è più intoccabile: FdI scende sotto il 30% e il centrodestra nel suo complesso perde qualcosa.

Il Partito Democratico continua la sua risalita, ma a un passo troppo lento per cambiare da solo la geografia del consenso.

Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle sono oggi il fattore più dinamico del quadro politico: crescono più di tutti, intercettano malcontento e astensione, riaprono il gioco nel campo progressista.


Se questo trend dovesse consolidarsi nelle prossime settimane, l’effetto politico sarebbe doppio:

1. Sul governo, costretto a fare i conti con una percezione di forza meno schiacciante rispetto al passato e con un’opposizione che, nel suo complesso, rosicchia terreno.


2. Sul rapporto PD–M5S, destinato a diventare sempre più competitivo: chi guiderà il “campo largo” se i 5 Stelle continueranno a crescere mentre FdI cala e il PD sale di poco?

 

Per ora, il dato è semplice e difficilmente contestabile: nel nuovo sondaggio YouTrend il partito che guadagna di più è il Movimento 5 Stelle.
E mentre FdI scivola sotto il 30%, l’immagine che resta è quella di un sistema in cui Meloni rallenta e Conte torna in corsa, pronto a giocarsi un ruolo centrale nel futuro equilibrio politico italiano.

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