– Cagliari. Il Tribunale civile di Cagliari ha stabilito che non spetta alla magistratura ordinaria, ma al Consiglio regionale della Sardegna la competenza sulla possibile decadenza della presidente Alessandra Todde, eletta lo scorso febbraio con il sostegno di M5S e centrosinistra. È questa la conclusione a cui sono giunti i giudici dopo il ricorso presentato da Todde contro l’ordinanza di decadenza emessa dal Collegio regionale di garanzia elettorale.
La vicenda nasce da presunte irregolarità formali nella rendicontazione delle spese elettorali presentate dalla presidente all’indomani della sua vittoria. Il Collegio elettorale, organo tecnico preposto alla verifica delle candidature, aveva sanzionato la presidente con una multa e disposto – con un provvedimento a forte impatto politico – la decadenza dalla carica. Todde ha subito impugnato l’atto, contestandone sia il merito che la legittimità.
Secondo i giudici, tuttavia, la competenza a decidere sull’effettiva rimozione di un presidente eletto non rientra nei poteri del tribunale, ma deve essere rimessa al Consiglio regionale, come previsto dallo Statuto sardo e dalle norme che regolano l’autonomia regionale. In altre parole, il Tribunale non entra nel merito della decadenza, ma stabilisce che saranno i consiglieri regionali, in sede politica, a dover eventualmente deliberare in merito.
In attesa della Consulta
La partita resta però aperta. La stessa presidente Todde ha annunciato che attenderà con serenità il parere della Corte Costituzionale, previsto per luglio, che potrebbe esprimersi sull’eventuale incostituzionalità dell’intero impianto normativo in base al quale è stato emesso il provvedimento di decadenza.
Le reazioni politiche
Il caso ha generato forti tensioni tra le forze politiche sarde e nazionali. Il centrodestra ha colto la palla al balzo, denunciando presunti vizi di forma e possibili conflitti d’interesse all’interno del Collegio elettorale. Dal canto suo, la presidente ha ribadito la correttezza del proprio operato, dichiarandosi “serena e concentrata sul lavoro per la Sardegna”.
Intanto, sul piano giuridico e istituzionale, Todde rimane pienamente in carica. Solo un eventuale voto contrario del Consiglio regionale – al momento improbabile, vista la maggioranza favorevole – potrebbe concretizzare l’ipotesi di decadenza.
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Conclusione
La decisione del Tribunale segna un passaggio delicato ma fondamentale in questa vicenda. Non risolve il nodo politico-giuridico, ma traccia un confine netto tra giustizia ordinaria e autonomia istituzionale. Alessandra Todde, prima presidente donna della Sardegna, continua a governare in un clima teso, con lo spettro della decadenza ancora sullo sfondo e un’ulteriore prova attesa davanti alla Corte Costituzionale.
La crisi è tutt’altro che chiusa. Ma per ora, il messaggio che arriva da Cagliari è chiaro: la parola passa alla politica, che dovrà assumersi la responsabilità di decidere se – e come – andare avanti.



















