Un malore improvviso, durante una normale giornata di lavoro in municipio, ha spezzato la vita di Paolo Oreste Morra, 64 anni, segretario generale del Comune e della Provincia di Asti. È accaduto nel primo pomeriggio di martedì 18 novembre 2025, a Palazzo Mandela, sede provvisoria del Comune: Morra stava partecipando a una riunione di giunta, si è alzato per andare in bagno e non ha più fatto ritorno. A trovarlo sono stati i colleghi, allarmati dalla prolungata assenza; i sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimarlo, senza esito.
Il malore a Palazzo Mandela
Secondo le ricostruzioni concordanti di stampa locale e nazionale, Morra aveva partecipato in mattinata ai lavori di giunta, come di consueto. Poco dopo, si sarebbe sentito poco bene e avrebbe chiesto di allontanarsi per raggiungere i servizi. È lì che avrebbe accusato il malore fatale.
Quando i colleghi hanno notato che non rientrava in sala riunioni, hanno iniziato a cercarlo e lo hanno trovato riverso a terra in bagno. Subito è scattato l’allarme ai soccorsi: sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, che hanno tentato manovre di rianimazione per diversi minuti, ma ogni sforzo si è rivelato inutile.
Alcune testate parlano esplicitamente di infarto come causa più probabile del decesso, anche se il quadro clinico definitivo potrà essere chiarito solo dagli accertamenti medici.
Chi era Paolo Oreste Morra
Nato ad Asti nel 1961, Morra aveva alle spalle una lunga carriera nella pubblica amministrazione. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Torino, aveva ricoperto per anni il ruolo di segretario comunale in numerosi enti dell’Astigiano e del Torinese, costruendosi la reputazione di tecnico rigoroso, competente e sempre disponibile al confronto. La voce di Asti+1
Prima di approdare al Comune capoluogo, era stato segretario generale della Provincia di Asti e aveva lavorato in diversi Comuni del Chierese, tra cui Chieri, Pino Torinese e Buttigliera, dove il suo nome è ricordato con stima da amministratori e cittadini che in queste ore stanno lasciando messaggi di cordoglio.
Dal 1° settembre 2022 Morra era segretario generale del Comune di Asti e, in quella veste, svolgeva anche le funzioni di responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, un ruolo centrale nel garantire il corretto funzionamento della macchina amministrativa.
Il cordoglio di Rasero e delle istituzioni
La notizia della morte improvvisa di Paolo Morra ha scosso profondamente l’ambiente istituzionale astigiano. Il sindaco e presidente della Provincia, Maurizio Rasero, è stato tra i primi ad arrivare a Palazzo Mandela, visibilmente provato.
In più dichiarazioni alla stampa locale, Rasero ha parlato di un “dolore profondissimo” per la scomparsa di un collaboratore che considerava non solo un punto di riferimento professionale, ma anche una presenza umanamente preziosa. Ha ricordato come con Morra avesse condiviso “molti anni” di lavoro nelle due istituzioni e come, spesso, la sera, si trovassero quasi scherzosamente a “gareggiare” per chi uscisse per ultimo dagli uffici, segno di un impegno che andava ben oltre il normale orario.
Il sindaco ha sottolineato il “grande vuoto umano e professionale” che la sua morte lascia nel Comune, nella Provincia e tra tutti i dipendenti: una figura capace di coniugare rigore tecnico e capacità di ascolto, qualità non scontate in ruoli ad alta responsabilità
Messaggi di cordoglio sono arrivati anche da assessori, consiglieri comunali, rappresentanti della Provincia e delle realtà con cui Morra aveva lavorato negli anni. In molti ne ricordano la calma, l’educazione, la disponibilità e la capacità di tenere insieme esigenze politiche e rispetto delle regole, qualità particolarmente apprezzate nel delicato ruolo di segretario generale.
Una città e un territorio in lutto
La scomparsa di Morra non riguarda soltanto il Comune di Asti. La sua figura è fortemente radicata anche nell’area del Chierese, dove era stato segretario generale e segretario comunale in vari enti. Dai messaggi che arrivano da ex amministratori di Chieri e Pino Torinese emerge l’immagine di un professionista puntuale, ma anche di una persona “umana, sempre disponibile e sorridente”, come scrivono alcuni ex sindaci e amministratori ricordandolo pubblicamente.
La vicenda è stata ripresa anche da pagine e osservatori che monitorano le morti sul lavoro in Italia, che hanno inserito la storia di Paolo Morra nel triste elenco di lavoratori deceduti durante l’attività professionale, seppur in un contesto impiegatizio e non manuale.
Il significato di una morte “sul lavoro”
Quella di Paolo Oreste Morra è una tragedia che colpisce per la sua imprevedibilità: nessun segnale apparente, una normale riunione di giunta, le ultime pratiche da seguire, poi il malore improvviso che interrompe una carriera e una vita dedicate alle istituzioni.
La sua morte ricorda come il tema della sicurezza e della salute sul lavoro non riguardi soltanto i cantieri, le fabbriche o i luoghi ad alto rischio fisico, ma anche gli uffici pubblici e le professioni apparentemente più “protette”. Stress, carichi di responsabilità, ritmi serrati e un’età in cui le patologie cardiovascolari diventano più frequenti sono fattori che non possono essere ignorati, soprattutto in ruoli apicali della pubblica amministrazione.
Leggi anche

ULTIM’ORA – Bufera a Chigi tra Crosetto e Salvini? Esce il dossier… IL RETROSCENA
La tensione dentro il governo torna a esplodere, e questa volta il terreno di scontro è uno dei dossier più
Un vuoto difficile da colmare
In attesa che vengano resi noti i dettagli sulle esequie e sulle modalità con cui Comune e Provincia di Asti vorranno ricordarlo ufficialmente, la sensazione diffusa è quella di un vuoto difficile da colmare.
Paolo Oreste Morra lascia l’immagine di un servitore delle istituzioni che ha lavorato, spesso lontano dai riflettori, perché i processi amministrativi fossero corretti, trasparenti e rispettosi delle regole. Un lavoro silenzioso ma essenziale, che oggi viene riconosciuto e ricordato con commozione da chi lo ha conosciuto e affiancato.
La sua morte, improvvisa e avvenuta dietro la porta di un bagno d’ufficio mentre svolgeva il proprio lavoro, resta l’immagine più cruda di una giornata che doveva essere ordinaria e che invece resterà per sempre segnata nella memoria delle istituzioni astigiane.



















