Il conduttore di Dritto e rovescio si sfoga contro i colleghi dopo le critiche giornalistiche su come aveva trattato il caso dell’ex premier e il gesto controverso nei confronti della giornalista Lavinia Orefici.
L’attacco in diretta: “Retequattrismo? Lo dica a sua sorella”
Durante l’ultima puntata del talk show politico Dritto e rovescio su Rete 4, Paolo Del Debbio ha reagito duramente alle critiche ricevute da Massimo Giannini e Luca Bottura. I due giornalisti avevano accusato la trasmissione e, più in generale, il giornalismo di destra di portare avanti un’informazione schierata e aggressiva, con Giannini che parlava di “retequattrismo” come fenomeno negativo.
Del Debbio, noto per il suo stile diretto e spesso provocatorio, non ha digerito l’attacco e ha replicato senza mezzi termini: “Lo dica a sua sorella il retequattrismo! Non esiste il retequattrismo. Se pensa che sia qualcosa che non va bene, se lo tenga per sé, perché non gliene frega nulla a nessuno”. Poco dopo, ha rincarato la dose rivolgendosi direttamente a Giannini e Bottura con un plateale: “Ma andate a fare in c…”.
Il caso Prodi e la polemica sulla giornalista
La polemica ha origine da un episodio recente che ha visto protagonista Romano Prodi. L’ex premier, interrogato dalla giornalista Lavinia Orefici sul Manifesto di Ventotene, aveva tirato ironicamente una ciocca di capelli alla cronista, un gesto che ha scatenato una vasta discussione mediatica.
Del Debbio ha accusato i suoi detrattori di voler minimizzare il gesto di Prodi e di attaccare chiunque osi criticarlo: “Povero professore, gli fanno qualche domandina e lui reagisce così? Ha avuto tutto dalla vita, ma si arrabbia per una domanda?”.
Le reazioni del mondo giornalistico e politico
Le parole del conduttore hanno acceso un acceso dibattito. Da una parte, i sostenitori di Del Debbio lo difendono sottolineando che il giornalismo deve poter porre domande senza subire condizionamenti politici. Dall’altra, Giannini e Bottura hanno risposto con fermezza, ribadendo il concetto di retequattrismo come un modello di informazione faziosa e aggressiva.
L’episodio ha suscitato reazioni anche in ambito politico. Esponenti del centrodestra si sono schierati a favore di Del Debbio, definendolo “un giornalista libero che non teme di dire la verità”. Dall’altra parte, voci del centrosinistra hanno criticato il linguaggio e il tono del conduttore, ritenendolo un esempio negativo di informazione televisiva.
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Il futuro di Dritto e rovescio e il peso della polemica
Non è la prima volta che Del Debbio si trova al centro di controversie per i suoi modi diretti. Il programma di Rete 4 continua a registrare buoni ascolti, segno che il suo stile trova riscontro in una parte del pubblico. Tuttavia, episodi come questo sollevano interrogativi sul livello del dibattito politico e giornalistico in Italia, tra accuse di parzialità e tensioni sempre più evidenti tra le diverse fazioni dell’informazione.
Quello che è certo è che la vicenda non si chiude qui. Il dibattito sul retequattrismo, sulla libertà di stampa e sul confine tra informazione e faziosità continuerà ad alimentare discussioni nel panorama mediatico italiano.
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