Di Battista a “diMartedì”: “L’Italia cade a pezzi, Meloni ina inca…. a risolvere… – IL VIDEO

Un attacco a tutto campo, durissimo, quello sferrato da Alessandro Di Battista martedì sera negli studi di diMartedì, il talk politico condotto da Giovanni Floris su La7. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle ha puntato il dito contro il governo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo di essere responsabile del progressivo declino del Paese, sia sul piano sociale che internazionale. Un affondo che ha toccato i temi del lavoro povero, del calo demografico, della subalternità dell’Italia nella politica estera e del silenzio del governo sul massacro di civili palestinesi.

“Proprio ieri l’Eurostat ha dato altri ulteriori dati allarmanti: cresce il rischio povertà tra gli occupati, anche con contratto a tempo indeterminato”, ha esordito Di Battista. “Questo è un Paese dove chi lavora è diventato sempre più povero. Pensate che sono aumentati coloro che hanno un posto fisso e che guadagnano meno del 60% del reddito medio annuale. Questa è la fotografia di un Paese che cade a pezzi”.

Secondo i dati Eurostat, l’11,2% degli occupati italiani è oggi a rischio povertà, un dato tra i peggiori d’Europa. L’Istat ha confermato inoltre che il 2024 ha registrato il minimo storico di nascite in Italia, con solo 379.000 nuovi nati, segnando il peggior dato dal secondo dopoguerra.

“La Meloni può anche vantare risultati, ma non è soltanto colpa sua se siamo arrivati al calo di nascite peggiore nella storia repubblicana. Gli italiani stanno scomparendo. In tutti i sensi. E quando scompare un popolo, scompare anche la sua forza economica, sociale, culturale”, ha proseguito Di Battista. “La classe media sta evaporando, e con essa ogni possibilità di equilibrio. Le disuguaglianze aumentano, ma loro si occupano di propaganda e nemici immaginari”.

La denuncia: “Meloni succube della Casa Bianca, come Draghi”

Nel suo intervento, Di Battista ha spostato l’attenzione anche sul piano internazionale, accusando Meloni di sudditanza nei confronti degli Stati Uniti, a prescindere dal presidente in carica.

“Per me Giorgia Meloni è succube della Casa Bianca, francamente come lo era anche Draghi”, ha dichiarato. “Oggi la premier si comporta in un certo modo perché c’è Trump, cerca di assecondarlo per ottenere qualcosa in cambio. Ma si comportava in maniera del tutto suddita anche quando c’era Biden. La verità è che l’Italia non ha più una politica estera autonoma”.

Durissime anche le sue parole sul conflitto in Medio Oriente e sull’atteggiamento del governo italiano nei confronti delle violazioni dei diritti umani a Gaza.

“Scusate, ma qualcuno oggi critica – giustamente – la Meloni perché non spende una parola per una mattanza di bambini palestinesi”, ha detto con tono acceso. “In questo momento si sta consumando un genocidio. Oggi Amnesty International ha pubblicato un rapporto che parla chiaramente di genocidio in diretta streaming. E noi sui giornali non ne leggiamo nulla. Ogni giorno muoiono bambini, come i nostri figli. Non è che perché sono musulmani valgono di meno. E la Meloni, quando c’era Biden a sostenere tutto questo, apriva bocca? No. È silenziosa oggi e lo era anche allora”.

Di Battista ha poi criticato il comportamento ambiguo dell’amministrazione americana guidata da Donald Trump sul conflitto in Ucraina: “Trump è totalmente confusionario: un giorno dice che interverrà contro Putin, il giorno dopo dà la colpa a Zelensky. E questa confusione, alla fine, si paga. Anche noi ne subiamo le conseguenze”.

Il dibattito: tensione in studio

Le affermazioni di Di Battista hanno acceso il dibattito in studio. Alcuni ospiti hanno cercato di difendere il ruolo del governo Meloni, sostenendo che la premier “ha sempre tenuto in considerazione i temi della pace, dei bambini uccisi in Israele, e non ha mai difeso gli estremisti islamici”.

Ma Di Battista ha respinto seccamente queste repliche:

“Sono le solite argomentazioni inutili. Quando si parla di genocidio, di civili massacrati, non ci sono giustificazioni. Il silenzio è complicità. E poi non prendiamoci in giro: se Giorgia Meloni oggi riceve quei consensi, è perché tanti italiani ancora non si rendono conto di quello che sta succedendo. La propaganda è potente, ma prima o poi la realtà la travolge”.

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Conclusione: il Paese è fragile, ma il dibattito resta superficiale

Le parole di Di Battista arrivano in un momento particolarmente difficile per l’Italia. I dati economici e demografici dipingono un quadro di profondo disagio sociale, mentre sul piano internazionale l’Italia sembra navigare a vista, tra alleanze incerte e crisi globali sempre più complesse.

Nonostante ciò, il consenso per Giorgia Meloni – secondo i sondaggi – resta elevato. Ma il malcontento si fa strada, e le voci critiche come quella di Di Battista trovano terreno fertile soprattutto tra i giovani, i lavoratori precari, i delusi dalla politica tradizionale.

“Io non sono di sinistra, lo ripeto sempre. Ma qui non si tratta di ideologia: si tratta di vedere quello che succede davvero nel Paese”, ha concluso. “E quello che vedo è un’Italia che si impoverisce, che scompare, mentre chi la governa pensa solo a sopravvivere nei palazzi e a raccontare favole nei talk show”.
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