Di Battista dà una lezione di sana pianta a Giorgia Meloni su Sandro Pertini… – VIDEO

Nel suo ultimo video social, Alessandro Di Battista punta il dito contro Giorgia Meloni e rievoca un vibrante discorso del presidente Sandro Pertini del 1981: “Allora Hamas non esisteva. Eppure si parlava già di uno Stato palestinese. Oggi la premier dice che non è il momento. Vergognoso”

Con un video pubblicato sui social, Alessandro Di Battista torna a far parlare di sé, intervenendo con toni duri sulla questione palestinese e indirizzando un attacco diretto a Giorgia Meloni. Al centro del suo intervento, una netta critica al rifiuto del governo italiano di riconoscere lo Stato di Palestina, che il premier ha definito “controproducente” nel contesto attuale.

“Era il 1981. Hamas non esisteva. E Pertini parlava della necessità di creare uno Stato palestinese. Giorgia, prendi appunti”, dice Di Battista guardando in camera, mentre scorrono le parole dell’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, in un discorso di rara potenza morale e lungimiranza geopolitica.

Il discorso di Pertini: una lezione di storia e giustizia

Il video ripropone un estratto di quel celebre intervento di Pertini, datato 1981, nel quale il Capo dello Stato si diceva profondamente preoccupato per l’escalation di tensioni in Medio Oriente:

> “Siamo preoccupati di quanto sta avvenendo nel Medio Oriente. Un focolaio di guerra è acceso. L’Iraq e l’Iran si combattono in una guerra stolta e folle. Israele ha occupato ed occupa territori altrui”.

Da lì, Pertini articolava un pensiero che oggi risuona con forza rinnovata:

> “Siamo sempre stati al fianco del popolo ebraico quando era perseguitato. Ma gli ebrei sono stati perseguitati in Europa, dagli europei. Non dagli arabi. E finalmente, dopo la Prima guerra mondiale, hanno avuto uno Stato. E dunque, anche i palestinesi devono avere un territorio e una patria. Altrimenti non vi sarà mai pace nel Medio Oriente”.

 

Parole che, oggi, assumono un significato ancora più profondo alla luce delle tragedie contemporanee, dalla guerra in corso a Gaza al rischio di un’escalation regionale.

Di Battista: “Meloni ha tradito la storia dell’Italia”

Nel suo video, Di Battista non risparmia accuse:

> “La Meloni, donna, madre, cristiana, dice che non è ancora il momento di riconoscere la Palestina. Ma sono passati 44 anni da quel discorso di Pertini. 44 anni! Che altro deve accadere per capire che la pace passa dalla giustizia?”

 

L’ex deputato del Movimento 5 Stelle accusa il governo di “servilismo atlantico” e di avere una politica estera completamente appiattita sulle posizioni di Israele e degli Stati Uniti:

> “Riconoscere la Palestina oggi non è un atto di guerra. È un atto di coraggio, di verità e di pace. È l’Italia che dovrebbe farlo per prima, proprio perché ha avuto figure come Pertini”.

Il rischio globale secondo Pertini: “Da un piccolo incendio può nascere la Terza guerra mondiale”

Nel finale del discorso citato da Di Battista, Pertini lanciava un monito che oggi appare quasi profetico:

> “Abbiamo ragione di preoccuparcene, perché da un piccolo incendio può derivare un più vasto incendio. Dai conflitti in Medio Oriente potrebbe accendersi quella che è la Terza guerra mondiale. Sarebbe la fine dell’umanità”.

 

Parole scolpite nella memoria storica del Paese, che Di Battista utilizza per mettere in luce – ancora una volta – quella che considera una pericolosa miopia dell’attuale esecutivo.

Un’eredità dimenticata?

Il video ha rapidamente fatto il giro dei social, suscitando reazioni contrastanti. Da una parte chi applaude il richiamo ai valori storici della Repubblica, dall’altra chi accusa Di Battista di sfruttare strumentalmente la figura di Pertini. Ma al di là delle polemiche, il punto sollevato rimane: può un Paese che ha avuto Pertini come Presidente rimanere muto davanti alla negazione dello Stato di Palestina?

Una domanda che, forse, meriterebbe una risposta più alta della prudenza diplomatica.

VIDEO:

Il video di Alessandro Di Battista non è solo un attacco politico, ma un invito a riflettere sullo scarto crescente tra la memoria storica e la prassi della politica attuale. Il richiamo al discorso di Pertini del 1981 è più che una citazione: è la dimostrazione che, già oltre quarant’anni fa, l’Italia era capace di esprimere una posizione autonoma, coraggiosa, fondata sui principi della giustizia e della pace, anche in scenari geopolitici delicati.

Oggi, di fronte alla tragedia di Gaza e alla negazione sistematica dei diritti del popolo palestinese, quel coraggio sembra essersi smarrito. La linea scelta dal governo Meloni – fatta di silenzi, ambiguità e allineamento atlantico – appare distante anni luce da quella tradizione etica e istituzionale incarnata da figure come Sandro Pertini.

 

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La domanda finale, posta implicitamente dal video di Di Battista, resta dunque sospesa: l’Italia vuole essere ancora un Paese che parla con voce propria nei consessi internazionali, o ha scelto di voltarsi dall’altra parte anche davanti all’ingiustizia più evidente? In un tempo che sembra aver perso la bussola morale, recuperare quella voce potrebbe non essere solo un atto di coerenza storica, ma una necessità politica. E umana.

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