Alessandro Di Battista torna al centro del dibattito politico con un intervento esplosivo nel corso dell’ultima puntata di DiMartedì su La7. Il bersaglio è Giorgia Meloni, il tema è Gaza. Ed è proprio da lì, dalla tragedia in corso nella Striscia, che parte l’accusa più pesante mai lanciata pubblicamente da un esponente politico italiano nei confronti della premier: “Ha scelto il silenzio e la complicità. Politicamente, ha le mani sporche del sangue dei bambini palestinesi”.
Gaza come spartiacque morale
Di Battista – ex parlamentare del Movimento 5 Stelle, noto per la sua schiettezza e per la postura sempre fuori dagli schieramenti – ha affrontato di petto il tema del mancato intervento italiano sul conflitto israelo-palestinese. In particolare, ha criticato con durezza la posizione del governo Meloni e la sua contrarietà alla proposta europea di sospendere gli accordi commerciali con Israele per violazioni sistemiche dei diritti umani. “Da mesi assistiamo a un massacro, a un genocidio trasmesso in diretta – ha detto – e l’Italia ha scelto di voltarsi dall’altra parte”.
Un silenzio che diventa complicità
Nel suo intervento, Di Battista ha tracciato una linea netta tra chi condanna apertamente le azioni del governo israeliano e chi, come l’Italia e la Germania, ha deciso di opporsi a una revisione degli accordi UE-Israele. “La premier non ha fatto nulla dall’8 ottobre. Nessuna iniziativa, nessuna condanna, nessuna rottura diplomatica. Ha scelto di stare zitta e mentire alla pubblica opinione”. Il suo j’accuse è duro: “Il primo leader che Meloni ha chiamato dopo la vittoria elettorale è stato Netanyahu. Questo racconta molto di una scelta politica ben precisa”.
“Israele è uno Stato genocida e terrorista”
Di Battista non usa giri di parole. Etichetta Israele come “uno Stato genocida e terrorista”, suscitando reazioni immediate e infuocate anche all’interno del talk show condotto da Giovanni Floris. Ma l’ex deputato non arretra. Rivendica il diritto alla denuncia, richiama le manifestazioni che in tutta Europa si stanno moltiplicando a favore del popolo palestinese, e punta il dito contro l’asimmetria delle risposte diplomatiche: “Diciassette pacchetti di sanzioni alla Russia, zero contro Israele. Come possiamo definirci credibili?”
Meloni “politicamente colpevole”
Secondo Di Battista, il mancato intervento del governo italiano non è solo una questione di politica estera, ma un fatto etico, di responsabilità storica. “La premier ha scelto la pavidità, il giustificazionismo peloso. Avrebbe potuto compiere scelte coraggiose, rompere l’asse con Netanyahu, denunciare i crimini commessi a Gaza, ma ha preferito il silenzio per opportunismo politico e fedeltà atlantista”. La sua conclusione è destinata a far discutere: “Politicamente parlando, Giorgia Meloni ha le mani sporche di sangue”.
La replica israeliana e la tensione diplomatica
Nel frattempo, Israele ha reagito con veemenza alle pressioni internazionali, respingendo al mittente le critiche dell’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas. Il portavoce del ministero degli Esteri, Oren Marmorstein, ha accusato l’Unione europea di “incomprensione totale” e di “incoraggiare Hamas”. Ma anche nel Regno Unito si alzano voci forti: il premier Starmer ha ammonito in Parlamento che “non possiamo permettere che la popolazione di Gaza muoia di fame”.
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Il dibattito si infiamma – VIDEO
L’intervento di Di Battista ha spaccato l’opinione pubblica e la politica italiana. Se da un lato c’è chi lo accusa di toni eccessivi e di danneggiare il confronto democratico, dall’altro crescono le voci che chiedono al governo una posizione chiara su quanto sta avvenendo in Medio Oriente. Il dibattito non riguarda più solo Gaza, ma l’identità etica e politica dell’Italia in uno scenario internazionale che chiede scelte nette.
Di Battista, ancora una volta, non fa sconti. E costringe il governo a rispondere.
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