Dopo settimane difficili, un intervento chirurgico d’urgenza a Cuba, il rientro in Italia e il ricovero al Policlinico Gemelli, Alessandro Di Battista torna questa sera fisicamente in uno studio televisivo.
L’appuntamento è con Giovanni Floris a diMartedì, su La7. E questa volta non ci sarà soltanto un breve videomessaggio registrato come quello trasmesso sette giorni fa: Di Battista sarà nuovamente in studio, pronto a raccontare quanto gli è accaduto e a tornare sui grandi temi politici e internazionali che hanno caratterizzato la sua attività pubblica.
Non esiste ancora una scaletta dettagliata del suo intervento e, prima della diretta, non è possibile conoscere esattamente le parole che pronuncerà. Ma Di Battista ha già indicato chiaramente alcuni degli argomenti che intende affrontare: ciò che gli è successo a Cuba, i medici che lo hanno curato, la situazione dell’isola e il blocco statunitense.
La puntata affronterà inoltre alcuni dei temi più caldi dell’attualità: dal caro carburanti alla politica italiana, passando per maggioranza e opposizioni, Roberto Vannacci e le guerre.
Il ritorno che aveva promesso sette giorni fa
Di Battista era già ricomparso a diMartedì il 22 settembre.
Non era ancora pronto per tornare fisicamente nello studio di Floris e aveva scelto di inviare un breve videomessaggio.
In quell’occasione aveva spiegato che gli sarebbe piaciuto essere già presente, aggiungendo però che probabilmente era ancora troppo presto.
Aveva rassicurato il pubblico sulle proprie condizioni, spiegando di sentirsi progressivamente meglio, e aveva fatto una promessa molto chiara:
«Tornerò prestissimo».
Quella promessa viene mantenuta esattamente una settimana dopo.
Martedì 29 settembre Di Battista torna da Floris, questa volta direttamente in studio.
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«Sto molto meglio»
Nelle ultime ore è stato lo stesso Di Battista a fornire un nuovo aggiornamento sulle proprie condizioni.
Sul suo canale Substack ha scritto:
«Io sto molto meglio e ho voglia di ricominciare a fare quello che ho sempre fatto: scrivere e denunciare».
Ha ringraziato tutte le persone che hanno continuato a seguirlo e sostenerlo durante quelle che ha definito settimane «davvero delicate».
E ha annunciato:
«Nei prossimi giorni vi racconterò tutto quello che è successo».
Un messaggio che assume ancora più significato alla vigilia del ritorno televisivo.
Di Battista dice quindi di stare molto meglio e di voler riprendere le proprie attività. Non ha invece reso pubblici tutti i dettagli clinici del percorso affrontato nelle ultime settimane.
Tutto era cominciato a Cuba
La vicenda era iniziata alla fine di agosto.
Di Battista si trovava a Cuba per realizzare alcuni reportage destinati al Fatto Quotidiano e a Loft Produzioni quando aveva accusato un problema di salute.
Dopo una prima assistenza a Santa Clara, era stato trasferito all’Avana.
Qui era stato sottoposto a un intervento chirurgico urgente all’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras.
Successivamente, quando le sue condizioni lo avevano consentito, era stato organizzato il rientro in Italia con un’aeroambulanza.
L’aereo era arrivato a Ciampino il 12 settembre e Di Battista era stato trasferito al Policlinico Gemelli di Roma.
Il 18 settembre aveva poi comunicato di essere stato dimesso e di essere finalmente tornato a casa.
La foto con i medici cubani
Alla vigilia del ritorno televisivo Di Battista ha scelto soprattutto un’immagine per raccontare ciò che ha vissuto.
Ha pubblicato una fotografia scattata durante il ricovero all’Avana, nella quale compare insieme ad alcuni dei sanitari che lo hanno assistito.
Il messaggio che accompagna lo scatto è particolarmente forte:
«Intanto, vi lascio qui sotto una foto con alcuni dei medici cubani che mi hanno salvato la vita».
È lo stesso Di Battista a utilizzare l’espressione “mi hanno salvato la vita”, mostrando ancora una volta la riconoscenza nei confronti dell’équipe sanitaria che lo ha seguito.
Ed è proprio da quell’esperienza personale che nasce uno dei temi che potrebbero occupare una parte importante del confronto con Floris.
Cuba sarà al centro del suo intervento
Di Battista lo aveva anticipato già la scorsa settimana.
Nel videomessaggio a diMartedì aveva manifestato l’intenzione di tornare in televisione anche per raccontare ciò che sta accadendo a Cuba.
Adesso ha ulteriormente chiarito il punto.
Quando era partito per l’isola, ha raccontato, uno dei suoi obiettivi giornalistici era documentare le conseguenze del blocco statunitense.
La sua permanenza si è poi trasformata improvvisamente in un’esperienza completamente diversa: da reporter è diventato paziente dello stesso sistema sanitario cubano del quale oggi parla con profonda riconoscenza.
«La situazione a L’Avana è drammatica»
Di Battista sostiene di avere osservato direttamente le difficoltà che attraversano Cuba e il suo sistema sanitario.
Nel messaggio pubblicato prima del ritorno da Floris definisce la situazione all’Avana «drammatica» e torna ad attaccare duramente la politica statunitense nei confronti dell’isola.
Gli Stati Uniti mantengono effettivamente da decenni un vasto sistema di sanzioni economiche contro Cuba.
È invece oggetto di un forte confronto politico quanto delle difficoltà economiche dell’isola sia attribuibile alle sanzioni statunitensi e quanto alle politiche economiche interne cubane.
Di Battista concentra la propria denuncia soprattutto sul ruolo di Washington.
Il durissimo attacco agli Stati Uniti
Nel suo post ricorda che l’embargo statunitense venne formalizzato nei primi anni Sessanta, durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy.
Di Battista lo collega anche al contesto storico seguito al fallito tentativo di invasione della Baia dei Porci.
Poi utilizza parole durissime per descrivere la politica americana contemporanea.
Secondo l’ex deputato, sessantaquattro anni dopo gli Stati Uniti continuerebbero a comportarsi «come dei mafiosi» e a «strangolare il popolo cubano».
Sono parole destinate inevitabilmente a provocare discussioni.
Già nel videomessaggio della settimana scorsa Di Battista aveva utilizzato toni molto critici nei confronti della politica americana verso Cuba.
Ed è molto probabile che questo sia uno degli argomenti sui quali Giovanni Floris gli chiederà ulteriori spiegazioni.
«Non dimenticherò mai quello che Cuba ha fatto per me»
Il legame tra la denuncia politica e l’esperienza personale è probabilmente l’aspetto più significativo del suo ritorno.
Di Battista racconta che durante il ricovero, dalla stanza al diciannovesimo piano dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, avrebbe sperimentato direttamente quella che definisce l’umanità dei medici cubani.
«La sanità cubana è un’eccellenza e io non dimenticherò mai tutto quello che Cuba ha fatto per me», ha scritto.
E ancora:
«Non dimenticherò mai il loro affetto e la loro professionalità».
Per Di Battista, quindi, il racconto della situazione cubana è diventato inevitabilmente anche un racconto personale.
Era arrivato sull’isola per realizzare dei reportage e si è trovato improvvisamente a dover dipendere proprio da quel sistema sanitario.
Il passaggio sui medici palestinesi
Nel suo messaggio compare poi un riferimento destinato ad aprire anche il capitolo mediorientale.
Di Battista racconta che sarebbero stati gli stessi sanitari cubani a parlargli dei numerosi medici palestinesi formatisi proprio a Cuba e successivamente uccisi durante la guerra a Gaza.
Nel formulare questa parte del messaggio utilizza parole durissime nei confronti di Israele.
Si tratta della posizione politica espressa da Di Battista. Il conflitto a Gaza, la protezione dei civili e del personale sanitario e le responsabilità per le vittime sono oggetto di un vasto confronto internazionale e di procedimenti e indagini tuttora aperti.
Ma stasera non si parlerà soltanto di Cuba
Il ritorno a diMartedì non dovrebbe limitarsi al racconto delle ultime settimane.
La trasmissione di Giovanni Floris affronterà un’agenda politica molto più ampia.
Tra gli argomenti annunciati ci sono il caro carburanti, la situazione della maggioranza e delle opposizioni, Giorgia Meloni, Roberto Vannacci e il voto suppletivo di Reggio Calabria.
Ci sarà inoltre spazio per le guerre e per la situazione internazionale.
Tra gli ospiti annunciati figura anche Pier Luigi Bersani.
Questo significa che il ritorno di Di Battista potrebbe rapidamente passare dal racconto personale al confronto sull’attualità politica.
Il caro carburanti e la battaglia sugli extraprofitti
Uno dei temi più caldi è inevitabilmente quello del prezzo di benzina e diesel.
La questione è diventata ancora più politica dopo la decisione di Eni e di altri operatori di introdurre misure temporanee per contenere i prezzi alla pompa.
Nelle stesse ore Giuseppe Conte ha rilanciato la battaglia del Movimento 5 Stelle sugli extraprofitti delle grandi compagnie energetiche, accusando il Governo di essersi mosso troppo tardi e di non avere avuto il coraggio di chiedere un contributo più consistente ai gruppi che hanno beneficiato della crisi.
Non è stato anticipato quale sarà nello specifico il giudizio di Di Battista.
Il caro carburanti, però, figura tra gli argomenti della serata e potrebbe diventare uno dei terreni del confronto politico.
Sul tavolo anche Vannacci e le opposizioni
Floris dedicherà inoltre spazio ai nuovi equilibri politici italiani.
Tra i temi indicati c’è Roberto Vannacci e il suo progetto politico, insieme al voto suppletivo di Reggio Calabria.
Anche in questo caso non esistono anticipazioni sufficienti per attribuire a Di Battista una posizione precisa prima che la esprima in trasmissione.
Lo stesso vale per i rapporti tra Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e le altre forze dell’opposizione.
Ma proprio il rapporto con il M5S rappresenta uno degli elementi che rendono particolarmente interessante ogni nuovo intervento pubblico dell’ex deputato.
Il messaggio a Sigfrido Ranucci: «Resisti»
Nelle ore precedenti al ritorno televisivo è emerso anche un altro episodio.
Sigfrido Ranucci ha raccontato pubblicamente di avere ricevuto un messaggio da Alessandro Di Battista.
Una sola parola:
«Resisti».
Ranucci ha spiegato di essere rimasto particolarmente colpito e commosso dal messaggio.
Il gesto arriva mentre il giornalista è impegnato nella battaglia giudiziaria contro la Rai per chiedere il reintegro alla guida di Report.
Non sappiamo se il caso Ranucci entrerà nella conversazione di questa sera con Floris.
Ma l’episodio dimostra che Di Battista ha già ricominciato a intervenire sui temi dell’attualità.
«Scrivere e denunciare»: la frase che segna il ritorno
C’è soprattutto una frase che sembra spiegare meglio di tutte cosa rappresenti per Di Battista questo ritorno.
Non ha scritto semplicemente di voler tornare in televisione.
Ha detto di avere voglia di ricominciare a fare quello che ha sempre fatto:
«Scrivere e denunciare».
È una formulazione che lascia intravedere la volontà di riprendere la propria attività giornalistica e pubblica dopo lo stop forzato delle ultime settimane.
Di Battista non ricopre oggi incarichi parlamentari e la sua presenza a diMartedì non equivale all’annuncio di un ritorno in un ruolo istituzionale o nel Movimento 5 Stelle.
Al momento non esiste un annuncio di questo tipo.
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Stasera il primo vero racconto dopo l’intervento
L’appuntamento con Floris è quindi particolarmente atteso perché rappresenterà la prima occasione nella quale Di Battista potrà raccontare in maniera più ampia ciò che gli è accaduto.
Finora le informazioni sono arrivate attraverso aggiornamenti, messaggi sui social e il breve video trasmesso la settimana scorsa.
Questa sera sarà invece nuovamente seduto nello studio di diMartedì.
Ha già fatto sapere di stare «molto meglio».
Ha ringraziato i medici cubani.
Ha annunciato che racconterà tutto ciò che è successo.
E soprattutto ha chiarito quale sia il suo obiettivo adesso: tornare a scrivere, parlare e denunciare.
Dopo oltre un mese iniziato con un improvviso problema di salute mentre si trovava dall’altra parte dell’Atlantico, per Alessandro Di Battista quella di stasera sarà quindi soprattutto la serata del ritorno.



















