Roma, 12 novembre 2025 – Alessandro Di Battista torna a far rumore. Ospite di Giovanni Floris a DiMartedì su La7, l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle ha messo nel mirino Giorgia Meloni e il suo esecutivo, accusandoli di immobilismo totale e di “governare a colpi di slogan”.
Con il suo consueto tono tagliente, Di Battista ha demolito uno ad uno i pilastri della narrazione meloniana: immigrazione, natalità, economia e sanità pubblica.
“Meloni furba, ma non ha fatto nulla di concreto”
“A me non scandalizzano i toni, ho sentito di peggio — ha esordito Di Battista — ma Meloni è furba: in questi quattro anni non ha fatto assolutamente nulla di concreto. Sfido chiunque a citare una sola legge del governo che abbia migliorato la vita degli italiani. Il Parlamento è stato sostanzialmente abolito, non decide più nulla.”
Secondo l’ex deputato, il governo è giunto alla quarta legge di bilancio senza aver inciso su nessuno dei problemi strutturali del Paese.
“Siamo alla quarta finanziaria e non c’è un solo provvedimento che abbia cambiato qualcosa. La politica ormai è solo gestione di emergenze e propaganda.”
Immigrazione e Albania: “Centri vuoti e 800mila euro buttati”
Uno dei bersagli principali è stata la politica migratoria del governo:
“La destra è andata al governo promettendo di fermare gli sbarchi. Risultato? Oltre 300mila arrivi in questi anni. E i centri in Albania, presentati come la grande soluzione, sono vuoti, fermi, costati 800mila euro ai cittadini italiani.”
Un attacco diretto all’accordo tra Roma e Tirana, simbolo della strategia meloniana sull’immigrazione.
“Meloni aveva promesso ordine e risultati, ma i numeri raccontano l’esatto contrario.”
Natalità in picchiata: “Record storico negativo”
Altro punto chiave del monologo di Di Battista è stato il tema demografico, cavallo di battaglia della premier:
“Lei parlava del ‘popolo delle culle’, ma quest’anno avremo meno di 340mila nascite, il record negativo nella storia repubblicana. Negli ultimi tre anni l’Italia ha perso 880mila cittadini, se mettiamo insieme decessi e nuove nascite. È un disastro colossale, altro che sostegno alla famiglia.”
Sanità pubblica e disuguaglianze: “Così non reggeremo”
Di Battista ha puntato il dito anche contro il sottofinanziamento della sanità pubblica:
“Meloni ha messo 900 milioni di euro sulla sanità pubblica. Bene, ma è una cifra risibile di fronte ai tagli e alle carenze del sistema. Se continua a morire il welfare italiano — sanità e pensioni — non ci sarà soluzione per nessuno.”
L’ex M5S ha poi ammonito:
“Le disuguaglianze aumentano, i servizi crollano, e la classe politica si preoccupa solo di inventare slogan elettorali. Questa non è politica, è amministrazione del disastro.”
Sulla patrimoniale: “Meloni come Berlusconi nel 2011”
Riferendosi alla recente polemica sulla patrimoniale, Di Battista ha ricordato un passaggio storico:
“Meloni dice: ‘Non metteremo mai la patrimoniale’. Le stesse parole le disse Berlusconi nel giugno 2011, poco prima di ricevere la lettera di Draghi e Trichet e di essere travolto dalla crisi. Anche lui era in difficoltà e cercava di distrarre l’opinione pubblica. Meloni fa la stessa cosa oggi.”
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Nel finale, Di Battista ha sintetizzato così la sua invettiva:
“Questo governo non ha visione, non ha coraggio, non ha risultati. Ha solo bisogno di creare nemici e spostare l’attenzione. Ma i numeri — su immigrazione, natalità e sanità — la smentiscono clamorosamente.”
Una vera bordata politica che ha infiammato lo studio di DiMartedì, con applausi del pubblico e silenzi imbarazzati tra gli ospiti di centrodestra.



















