Dimissioni shock RAI – Se ne va l’uomo del Governo dopo le polemiche – Ecco che accade

La scelta era nell’aria da giorni, ma fino all’ultimo non era stata considerata automatica. Alla fine, però, il passaggio formale è arrivato: Paolo Petrecca ha rimesso il proprio mandato da direttore di RaiSport nelle mani dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi e lascerà l’incarico al termine delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Una mossa che arriva nel pieno delle tensioni interne alla redazione e dopo settimane di polemiche pubbliche che hanno investito la gestione editoriale della testata sportiva del servizio pubblico.

La comunicazione, secondo quanto riportato, è arrivata in apertura del Cda, segnando un punto di svolta in una vicenda che da tempo aveva smesso di essere un fatto “interno” e si era trasformata in un caso politico-mediatico, con ricadute sull’immagine della Rai e, più in generale, sul dibattito sull’assetto del servizio pubblico.

Le dimissioni e la transizione: responsabilità al vice Marco Lollobrigida

Il passo indietro di Petrecca non apre, almeno nell’immediato, a una nomina definitiva: in via transitoria, la responsabilità viene affidata al vice direttore Marco Lollobrigida. Una soluzione ponte, che serve a garantire continuità nel momento più delicato: i Giochi sono ancora in corso e RaiSport è nel pieno della copertura, tra palinsesti speciali, dirette e contenuti editoriali ad alta esposizione.

Il dato politico interno, però, è un altro: Lollobrigida era già stato in pole position dieci mesi fa per assumere la guida della redazione sportiva. Poi, nella corsa finale, era stato superato da Petrecca.

Il contesto della nomina: dopo la sfiducia a Rainews24 e la “ricollocazione” a RaiSport

Il nodo non riguarda solo la scelta di oggi, ma la storia recente di Petrecca dentro la Rai. Il suo arrivo a RaiSport, infatti, si intreccia con un passaggio precedente: Petrecca era stato “ricollocato” dopo un voto di sfiducia ricevuto a Rainews24. Nella ricostruzione riportata, la sua destinazione alla testata sportiva era stata interpretata come un classico “promoveatur ut amoveatur”: un avanzamento di incarico che, nella sostanza, sposta altrove una figura diventata problematica nel luogo d’origine.

Ed è qui che si innesta un elemento decisivo: l’approdo a RaiSport non era stato accolto bene dalla redazione. Non si tratta di un dettaglio di clima, ma di un fatto concreto: la struttura interna avrebbe manifestato fin da subito una frizione forte con la nuova direzione.

La frattura con la redazione: due bocciature del piano editoriale

La tensione non si è limitata a malumori o distinguo informali. Secondo quanto riportato, RaiSport ha bocciato per due volte il piano editoriale del nuovo direttore. Un dato significativo, perché indica una contestazione che va oltre la polemica esterna e diventa un problema di governo quotidiano della redazione: linee, obiettivi, impostazione del prodotto, rapporto tra vertice e struttura.

In altre parole, la contestazione non era solo “politica” o “d’immagine”, ma anche di metodo e gestione editoriale. E quel conflitto ha accompagnato la direzione Petrecca fino al momento in cui l’evento più esposto – le Olimpiadi – ha fatto esplodere tutto.

L’episodio che accelera la crisi: la telecronaca della cerimonia di apertura

A imprimere una svolta alla crisi, nella ricostruzione, è stato un episodio diventato simbolico: l’imbarazzante telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi, finita al centro di polemiche e ironie. L’eco mediatico è descritto come pesante: “sbertucciata dai giornali di mezzo mondo”, un’espressione che restituisce l’idea di un danno reputazionale percepito come trasversale e difficilmente contenibile.

È in quel passaggio che RaiSport, già attraversata da tensioni, diventa un caso nazionale: perché l’apertura dei Giochi è l’evento più guardato, più commentato, più “istituzionale” anche sul piano simbolico. E proprio lì, quando la Rai avrebbe dovuto offrire una copertura impeccabile, la narrazione si è trasformata in boomerang.

L’incontro con l’ad Rossi: la richiesta di un passo indietro

Dopo quella telecronaca, Petrecca avrebbe incontrato l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, e in quell’occasione – sempre nella ricostruzione – gli sarebbe stato chiesto un passo indietro. La richiesta non sarebbe stata motivata solo dal caso televisivo, ma anche dal clima interno: la rivolta della redazione, entrata in stato di agitazione proprio durante i Giochi.

Il punto qui è politico-organizzativo: quando una redazione entra in agitazione durante l’evento clou, non è più una normale dialettica sindacale o un conflitto fisiologico. È un segnale di rottura che rende difficile tenere insieme qualità del prodotto, serenità operativa e credibilità pubblica.

Perché è un “duro colpo” per la narrazione di “TeleMeloni”

La vicenda Petrecca, per come si è sviluppata, è destinata a essere letta oltre il perimetro di RaiSport. Nel dibattito pubblico, il suo nome era diventato uno dei simboli delle accuse di lottizzazione e di indirizzo politico delle testate Rai: il motivo per cui, nel linguaggio politico-mediatico, è tornata spesso l’etichetta “TeleMeloni”.

In questo senso, le dimissioni (o, più precisamente, la rimessione del mandato con uscita a fine Olimpiadi) rappresentano un colpo su due piani:

Piano interno Rai: certificano che la gestione era diventata difficilmente sostenibile tra contestazione editoriale, frattura con la redazione e pressione reputazionale.

Piano esterno politico-mediatico: alimentano la percezione che l’assetto costruito negli ultimi mesi non regga alla prova dell’esposizione massima e che, quando il caso esplode, anche la governance sia costretta a correggere la rotta.

Cosa succede adesso: fase transitoria e partita aperta sulla guida di RaiSport

L’uscita a fine Olimpiadi sposta la questione di qualche giorno, ma non la risolve: si apre una fase transitoria con Lollobrigida, e poi si aprirà la vera partita sulla guida della testata sportiva. Il fatto che Lollobrigida fosse già stato considerato favorito mesi fa rende la transizione un elemento politico oltre che gestionale.

Nel frattempo, resta sul tavolo la questione più ampia: il rapporto tra direzione, redazioni e governance Rai, soprattutto quando la tensione interna si incrocia con l’esposizione internazionale di un evento come Milano-Cortina.

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Il passo indietro di Petrecca chiude – almeno formalmente – una fase segnata da polemiche, tensioni e scontri aperti. Ma il significato va oltre la singola figura: Milano-Cortina, anziché essere solo una vetrina, è diventata anche una cartina di tornasole della tenuta del servizio pubblico sotto pressione.

La decisione di rimettere il mandato, con uscita a fine Olimpiadi e gestione affidata al vice, segnala che l’equilibrio era arrivato al limite. E che, quando una crisi investe insieme prodotto editoriale, reputazione internazionale e clima di redazione, alla fine anche un incarico considerato “blindato” può diventare inevitabilmente rinegoziabile.

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