Roma, 6 ottobre 2025 – Le elezioni regionali in Calabria si sono concluse con la netta riconferma di Roberto Occhiuto (centrodestra) e la sconfitta del candidato del campo largo, Pasquale Tridico. Una tornata elettorale che, secondo molti osservatori, poteva rappresentare un banco di prova anche per il Movimento 5 Stelle, parte integrante della coalizione progressista. Ma i primi sondaggi nazionali, diffusi da SWG per TgLa7, raccontano un quadro meno drammatico per i pentastellati.
I dati: lieve flessione ma nessun tracollo
Secondo l’ultima rilevazione SWG, il Movimento 5 Stelle si attesta al 13,6%, con una flessione di appena -0,1% rispetto alla settimana precedente. Un dato che mostra come, nonostante la sconfitta in Calabria, non ci sia stato alcun contraccolpo immediato sulla tenuta nazionale del partito guidato da Giuseppe Conte.
Al contrario, la rilevazione segnala una crescita di Fratelli d’Italia, che sale al 30,8% (+0,3%), e di Verdi e Sinistra, che avanzano al 6,8% (+0,3%). In calo il Partito Democratico al 21,9% (-0,2%) e la Lega all’8,8% (-0,2%), mentre resta stabile Forza Italia all’8%.
I partiti minori
Tra i partiti minori, Azione perde un decimale (3,0%), +Europa scende all’1,8% (-0,1%), stabile Italia Viva al 2,2%. In lieve crescita le Altre liste al 3,1% (+0,1%). Interessante il dato sull’astensione e sull’incertezza: cala di un punto la quota di elettori che non si esprimono, passando dal 32% al 31%.
Analisi: un M5S in equilibrio
Il risultato in Calabria, dove il centrosinistra ha perso con uno scarto netto, non sembra aver trascinato il Movimento 5 Stelle in una crisi di consenso a livello nazionale. Anzi, il partito mantiene la propria base elettorale, confermandosi terza forza politica dietro Fratelli d’Italia e Partito Democratico.
La sfida per Giuseppe Conte resta però complessa: trasformare il ruolo del Movimento da perno di un’alleanza territoriale a forza attrattiva anche sul piano nazionale, senza perdere l’identità originaria.
Se le urne calabresi hanno segnato la vittoria del centrodestra, i sondaggi nazionali mostrano un quadro più sfumato: il M5S non crolla, anzi resta sostanzialmente stabile. La vera incognita, ora, è capire se i prossimi appuntamenti elettorali e le dinamiche politiche interne riusciranno a rafforzarne la posizione o a metterne in discussione la tenuta.
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La sconfitta in Calabria non apre una voragine per il M5S: il dato SWG lo conferma sostanzialmente stabile (-0,1), mentre gli spostamenti di consenso riguardano più gli alleati e gli avversari. Il segnale politico è duplice: sul piano regionale il centrodestra resta dominante; su quello nazionale la competizione rimane a tre poli — FdI in testa, PD che arretra leggermente, M5S terza forza ma in equilibrio. Per Conte la partita ora è strategica: trasformare la presenza nei territori in massa critica nazionale, consolidando identità e alleanze senza disperdere voti nell’area dell’astensione (ancora ampia, seppur in lieve calo). In sintesi: nessun crollo, ma la necessità di un salto di qualità organizzativo e narrativo per contendere davvero l’agenda a destra e PD.



















