Dopo la vittoria di Roberto Fico, Conte annuncia a tutti i cittadini – Ora cambierà tutto – Ulitm’ora

La netta affermazione di Roberto Fico in Campania – nuovo presidente della Regione con circa il 60,6% dei voti contro il 35,7% del candidato di centrodestra Edmondo Cirielli, circa 25 punti di distaccoCorriere Napoli+2Fanpage+2 – potrebbe bastare per festeggiare a lungo nel campo progressista. Ma Giuseppe Conte sceglie un’altra strada.

In un messaggio rivolto direttamente ai cittadini, il leader del Movimento 5 Stelle lega la vittoria campana a un annuncio politico più ampio: l’apertura di un “cantiere di programma” costruito dal basso, coinvolgendo iscritti, società civile ed esperti, con l’obiettivo dichiarato di “far rialzare l’Italia” e proporre un nuovo programma di governo al campo progressista.

Sul fondo, però, resta l’ombra dell’astensionismo: in Campania ha votato poco più del 44% degli aventi diritto, con un calo di circa 11 punti rispetto alle regionali del 2020. Ed è proprio da qui che Conte decide di partire.

Una vittoria “schiacciante”, ma non basta

Conte lo dice chiaramente in apertura:

“Oggi potrei accontentarmi di una schiacciante vittoria, per aver battuto con un candidato del M5S – il nostro Roberto Fico – di ben 25 punti un esponente di primo piano del Governo Meloni. Ma non posso chiudere gli occhi sul fatto che molte, troppe persone non si sentono coinvolte dalla politica”.

Il successo di Fico, ottenuto all’interno del cosiddetto campo largo di centrosinistra, viene letto sì come una sconfitta per il governo Meloni, ma anche come un segnale che non può far dimenticare il distacco crescente tra cittadini e urne.

Conte insiste su un concetto: il Movimento 5 Stelle non è nato per “accontentarsi” o per garantirsi spazi di potere, ma per allargare la partecipazione e “scrostare” un sistema politico percepito come chiuso e autoreferenziale.

L’allarme di Conte: stipendi, povertà, sanità e istruzione

Al centro del suo annuncio c’è una fotografia molto critica dell’Italia di oggi. Conte elenca una serie di emergenze sociali ed economiche:

  • stipendi reali in calo, che non tengono il passo con il costo della vita;

  • povertà ai massimi storici, con fasce sempre più ampie della popolazione in difficoltà;

  • tagli alla scuola, che mettono a rischio il futuro delle nuove generazioni;

  • rinunce alle cure, con persone che evitano visite e terapie perché troppo costose o poco accessibili;

  • insicurezza nelle città percepita in aumento;

  • crescita zero e prospettiva di un’Italia “ultima in Europa” nel prossimo triennio;

  • risorse pubbliche che, secondo Conte, vengono “ipotecate” su armi e spese militari, anziché su diritti sociali e sviluppo.

È da questo quadro che nasce l’idea di un nuovo programma: non un semplice elenco di proposte elettorali, ma una piattaforma di cambiamento “forte”, soprattutto per i giovani e per chi oggi sente di non avere voce.

Dal laboratorio “Nova” al nuovo cantiere di programma

Conte rivendica l’esperienza maturata negli ultimi anni con il M5S sul terreno della partecipazione online e del confronto diffuso.

Ricorda in particolare “Nova”, la costituente del Movimento organizzata un anno fa al Palazzo dei Congressi di Roma, due giorni di dibattiti, votazioni e consultazioni sul futuro del M5S e sul nuovo impianto statutario.

Quel metodo – che ha visto lavorare insieme:

  • iscritti del Movimento,

  • società civile,

  • esperti e tecnici,

è il modello che Conte dice di voler replicare su scala più ampia:

“Ora quel metodo […] voglio replicarlo con il Movimento per costruire priorità e programmi che partano dal basso e in cui ognuno potrà contare e contribuire alle scelte”.

L’obiettivo è aprire un cantiere permanente: una costruzione collettiva di proposte per l’Italia e per l’Europa, che poi sarà portata al tavolo con le altre forze progressiste come base di un possibile programma di governo comune.

Un programma per il campo progressista, non scritto nelle stanze dei partiti

Conte sottolinea un punto politico centrale: il futuro programma di governo, nelle sue intenzioni, non dovrà nascere da un semplice compromesso tra dirigenti di partito.

Il messaggio al campo progressista è duplice:

  1. Metodo: il programma deve essere il risultato di una consultazione larga, che parte “dal basso” e non da accordi siglati a porte chiuse.

  2. Contenuti: niente “compromessi al ribasso”, ma proposte capaci – nelle intenzioni di Conte – di incidere davvero sulla vita di famiglie, lavoratori, imprese, puntando a cambiare in profondità l’assetto sociale ed economico del Paese.

Quello che uscirà da questo processo, promette, sarà portato al confronto con le altre forze del campo progressista, per offrire al Paese un nuovo programma di governo in vista delle prossime scadenze nazionali, a partire dal 2027.

Il messaggio al governo Meloni: “L’Italia merita di più”

Sul piano politico, la vittoria di Fico e l’annuncio del nuovo percorso programmatico vengono inquadrati anche come segnale al governo Meloni.

Conte contrappone l’ascolto dei bisogni sociali e la partecipazione dal basso a chi – nelle sue parole – “saltella sulla sofferenza di famiglie e imprese”. Richiama le “battaglie vinte in Europa” quando l’Italia ha saputo presentarsi con una visione chiara, ambiziosa e autonoma, soprattutto su:

  • lotta alla povertà;

  • contrasto al malaffare e alla corruzione;

  • difesa dei diritti sociali.

Secondo l’ex premier, quell’esperienza dimostra che il Paese può ancora giocare un ruolo da protagonista, a condizione di avere coraggio nelle scelte e una forte legittimazione popolare.

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Conclusione: una vittoria di partenza, non di arrivo

Nelle parole di Conte, la vittoria di Roberto Fico in Campania non è il punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova fase.

Da un lato, il successo del campo largo e del M5S in una regione simbolo del Mezzogiorno rafforza l’idea che un’alternativa al centrodestra sia possibile e competitiva. Dall’altro, il crollo dell’affluenza ricorda che una parte enorme del Paese resta ai margini, sfiduciata o estranea alla politica.

Il “cantiere di programma” che Conte annuncia prova a tenere insieme questi due dati:

  • trasformare una vittoria locale in un progetto nazionale;

  • usare la partecipazione dal basso non come slogan, ma come metodo per ricucire il rapporto tra cittadini e istituzioni.

La sfida è ambiziosa: costruire, da qui al 2027, un programma di governo che nasca con i cittadini e non solo per i cittadini. Se questo percorso riuscirà davvero a coinvolgere chi oggi non vota e non si sente rappresentato, la notte della vittoria in Campania potrebbe essere ricordata non solo come il giorno di Fico presidente, ma come l’inizio di una nuova stagione politica.

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