Dopo le elezioni, tornano i sondaggi di SWG – Ora Mentana annuncia che Giuseppe Conte sta… TUTTI I DATI

Il quadro politico italiano si muove poco nei numeri assoluti, ma abbastanza da lanciare segnali pesanti dentro gli equilibri dei partiti. L’ultima rilevazione SWG per La7, datata 8 giugno 2026, fotografa una scena apparentemente stabile in superficie, ma attraversata da tensioni molto concrete: Fratelli d’Italia resta nettamente primo partito, il Partito Democratico arretra, il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte cresce di un decimale e, soprattutto, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci continua ad avvicinarsi alla Lega.

Il dato politicamente più interessante è proprio questo: il movimento vannacciano sale al 4,8%, mentre la Lega scende al 5,6%. La distanza tra i due soggetti politici si riduce così a meno di un punto percentuale. Per Matteo Salvini è un campanello d’allarme evidente, perché Futuro Nazionale sembra pescare nello stesso bacino identitario, sovranista e di destra radicale che per anni è stato uno dei pilastri del consenso leghista.

Fratelli d’Italia resta primo, ma la maggioranza perde terreno

In testa alla classifica resta Fratelli d’Italia, stimato al 28,3%, in lieve crescita rispetto al 28,2% della settimana precedente. Il partito di Giorgia Meloni mantiene dunque una posizione dominante nel centrodestra e conferma una distanza ampia dagli alleati.

Tuttavia, il dato complessivo della maggioranza racconta una dinamica meno brillante. Fratelli d’Italia cresce appena di 0,1 punti, ma Forza Italia scende dal 7,2% al 7,0%, la Lega cala dal 5,8% al 5,6% e Noi Moderati resta ferma all’1,2%. Sommando i principali partiti dell’area di governo, il centrodestra passa così dal 42,4% al 42,1%, con un arretramento complessivo di 0,3 punti.

Non si tratta di un crollo, ma di un segnale politico da non ignorare. La coalizione resta avanti, ma mostra una progressiva erosione laterale: Meloni tiene, mentre gli alleati perdono spazio. Il rischio, per il governo, non è tanto l’immediata perdita della leadership, quanto la crescita delle tensioni interne tra partiti che faticano a ritagliarsi un ruolo autonomo.

La Lega scende e Vannacci si avvicina

Il dato più pesante riguarda la Lega. Il partito di Matteo Salvini viene stimato al 5,6%, in calo di 0,2 punti rispetto alla precedente rilevazione. A pochi decimali di distanza c’è Futuro Nazionale, il movimento legato a Roberto Vannacci, che sale dal 4,6% al 4,8%.

La fotografia è chiara: Vannacci tallona la Lega. La distanza è ormai di appena 0,8 punti. Un margine ridotto, soprattutto se si considera che il trend va in direzioni opposte: la Lega scende, Futuro Nazionale cresce. Questo rende la competizione ancora più delicata per Salvini, che vede consolidarsi alla sua destra un soggetto politico capace di intercettare malumori, delusioni e spinte identitarie.

Il problema non è solo numerico, ma simbolico. Se un movimento relativamente nuovo arriva vicino alla Lega, significa che una parte dell’elettorato considera possibile un’alternativa più dura, più diretta e più radicale. Per Salvini, che ha costruito gran parte della sua parabola politica proprio su quel terreno, è una sfida interna al suo stesso immaginario politico.

Forza Italia arretra e il centrodestra si sbilancia

Anche Forza Italia registra una flessione. Il partito viene stimato al 7,0%, in calo di 0,2 punti rispetto al 7,2% della settimana precedente. Il dato mantiene Forza Italia davanti alla Lega, ma conferma una fase di assestamento complicata per l’area moderata del centrodestra.

Nel quadro della maggioranza, il risultato produce un effetto preciso: Fratelli d’Italia appare sempre più centrale, mentre gli alleati sembrano meno solidi. La coalizione continua a reggersi soprattutto sulla forza del partito della premier, ma questo equilibrio può diventare politicamente fragile nel medio periodo.

Quando un governo dipende in modo così evidente dal consenso del partito principale, gli alleati rischiano di sentirsi compressi. Da un lato devono restare nella coalizione per conservare potere e visibilità; dall’altro devono differenziarsi per non essere assorbiti. È dentro questa tensione che si inserisce il calo di Lega e Forza Italia.

Conte cresce: il Movimento 5 Stelle sale al 13,1%

Sul fronte dell’opposizione, il dato più positivo arriva dal Movimento 5 Stelle. Il partito guidato da Giuseppe Conte passa dal 13,0% al 13,1%, con una crescita di 0,1 punti. Anche qui il movimento è minimo, ma politicamente significativo perché avviene mentre il Partito Democratico arretra.

Il M5S resta terza forza politica nazionale e prova a consolidare la propria posizione. Conte può leggere il dato come un piccolo segnale di tenuta, soprattutto in una fase in cui il Movimento cerca di rafforzare la propria identità sui temi sociali, sulla critica al governo e sulla distanza dalle politiche considerate troppo moderate.

La crescita di un decimale non cambia da sola gli equilibri nazionali, ma permette al M5S di presentarsi come l’unico tra i principali partiti dell’opposizione in avanzamento. E questo, sul piano comunicativo, pesa.

Il Partito Democratico perde terreno

Il Partito Democratico scende dal 22,3% al 22,0%, con una perdita di 0,3 punti. Il PD resta saldamente secondo partito, ma il calo indebolisce la narrazione di una rincorsa stabile a Fratelli d’Italia.

La distanza tra Fratelli d’Italia e Partito Democratico si allarga: FdI è al 28,3%, il PD al 22,0%. Il divario è quindi di 6,3 punti. Un margine ancora ampio, che conferma come l’alternativa alla premier Giorgia Meloni resti politicamente complessa da costruire.

Per il centrosinistra, il problema è doppio. Da una parte il PD non riesce a ridurre il distacco dal primo partito. Dall’altra, l’intero campo progressista appare attraversato da movimenti contraddittori: il M5S cresce leggermente, ma Verdi e Sinistra scendono dal 6,7% al 6,5%. La somma di PD, M5S e Verdi-Sinistra passa così dal 42,0% al 41,6%, con un calo complessivo di 0,4 punti.

Verdi e Sinistra in calo, Azione cresce

Verdi e Sinistra vengono stimati al 6,5%, in calo di 0,2 punti. Il dato resta comunque rilevante, perché l’alleanza continua a collocarsi sopra la Lega e sopra Futuro Nazionale. Tuttavia, la flessione segnala una difficoltà nel mantenere il ritmo delle settimane precedenti.

Nel cosiddetto centro, invece, cresce Azione, che passa dal 3,4% al 3,6%, guadagnando 0,2 punti. Italia Viva resta ferma al 2,4%, mentre +Europa sale dall’1,4% all’1,5%. Sono numeri contenuti, ma indicano che lo spazio centrista non è del tutto immobile.

Il problema, però, resta la frammentazione. Le forze centriste, prese singolarmente, sono ancora lontane da percentuali decisive. Possono incidere sugli equilibri complessivi solo se riescono a costruire un’offerta politica riconoscibile e meno dispersa.

Il dato degli indecisi resta alto

Un elemento importante della rilevazione riguarda il dato di chi non si esprime, fermo al 28%. È una quota molto significativa. Quasi tre elettori su dieci, secondo la stima, non indicano una preferenza.

Questo dato invita alla prudenza nell’interpretazione del sondaggio. Le oscillazioni settimanali sono spesso contenute e vanno lette tenendo conto del margine d’errore, indicato al 2,8%. Tuttavia, anche piccoli spostamenti possono avere un valore politico quando si ripetono nella stessa direzione o quando colpiscono partiti in competizione diretta, come nel caso di Lega e Futuro Nazionale.

Il 28% di non espressi significa anche che la partita resta aperta. Una parte consistente dell’elettorato non si riconosce pienamente nell’offerta politica attuale o non ha ancora maturato una scelta. È su questo terreno che governo e opposizioni proveranno a giocare le prossime mosse.

Il quadro complessivo: Meloni tiene, Salvini soffre, Conte cresce

La sintesi politica del sondaggio è abbastanza netta. Giorgia Meloni mantiene la leadership con Fratelli d’Italia primo partito al 28,3%. La sua coalizione, però, arretra nel complesso a causa dei cali di Forza Italia e Lega. Matteo Salvini è il leader più esposto, perché vede la Lega scendere mentre Vannacci sale e si avvicina pericolosamente.

Nell’opposizione, Giuseppe Conte può rivendicare una piccola crescita del Movimento 5 Stelle, che arriva al 13,1%. Il PD, invece, perde tre decimali e resta distante da Fratelli d’Italia. Non emerge quindi un vero sfondamento del campo progressista, ma il M5S può intestarsi l’unico segno positivo tra le principali forze di opposizione.

Il dato più rumoroso resta quello di Futuro Nazionale: 4,8%, in crescita, ormai a ridosso della Lega. Se questa tendenza dovesse consolidarsi, il centrodestra potrebbe trovarsi davanti a un problema politico serio: non più soltanto la competizione con l’opposizione, ma una battaglia interna per il controllo dell’elettorato più identitario.

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Il sondaggio SWG dell’8 giugno 2026 non ribalta gli equilibri, ma li mette sotto pressione. Fratelli d’Italia resta primo, il governo arretra complessivamente, la Lega perde terreno e Futuro Nazionale di Vannacci diventa sempre più minaccioso per Salvini. Nel frattempo, Conte cresce leggermente con il Movimento 5 Stelle e prova a ritagliarsi uno spazio più forte dentro un’opposizione che nel complesso non sfonda.

La politica italiana, ancora una volta, sembra muoversi per piccoli scarti che però possono produrre grandi conseguenze. Un decimale in più o in meno, da solo, non decide nulla. Ma quando una forza nuova si avvicina a un partito storico della maggioranza, e quando il governo cala mentre l’opposizione cerca nuovi punti d’appoggio, il messaggio è chiaro: sotto la superficie della stabilità, la partita è tutt’altro che chiusa.

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