Duro attacco faccia a faccia a Meloni del M5S con Ricciardi dopo il “comizio” alla Camera – VIDEO

Roma, 23 giugno 2025 – Scontro durissimo alla Camera durante le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Riccardo Ricciardi, attacca frontalmente il governo, accusandolo di complicità con le politiche belliche di Stati Uniti e Israele.

Ricciardi (M5S): “Silenzio su Trump, vergogna su Gaza. L’Italia rischia la guerra”

Nel suo intervento in Aula, Riccardo Ricciardi non ha usato mezzi termini: “Gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran e lei, presidente, non ha avuto il coraggio di citare Donald Trump. Questo già dice tutto del modo con cui vuole affrontare la questione”, ha dichiarato rivolgendosi direttamente a Giorgia Meloni.

Il deputato pentastellato ha puntato il dito contro l’ambiguità della premier nei confronti della politica estera americana, accusandola di nascondere le responsabilità dell’ex presidente statunitense – oggi tornato alla Casa Bianca – e di contribuire, insieme ad altri leader europei, alla militarizzazione del continente: “Lei e i suoi colleghi in Europa state portando il nostro continente in guerra”, ha tuonato Ricciardi.

Gaza e Netanyahu nel mirino: “Accanto a lei chi ha stretto la mano all’omicida”

Nel passaggio più drammatico del suo discorso, Ricciardi ha evocato la crisi umanitaria in Palestina, accusando Meloni di ipocrisia e di connivenza politica con il premier israeliano: “Ha detto che dobbiamo essere orgogliosi di quanto sta facendo il governo su Gaza, mentre al suo fianco siede chi ha stretto la mano dell’omicida Netanyahu”.

Un attacco frontale alla linea del governo, che negli scorsi mesi ha evitato condanne esplicite contro l’operato dello Stato di Israele nella Striscia di Gaza. Le recenti aperture di Meloni – che ha definito “inaccettabili” le modalità della reazione israeliana – vengono dunque bollate dal M5S come tardive, strumentali e incoerenti con gli alleati scelti.

“Non controllate più questo fiume di violenza”

L’accusa principale del Movimento 5 Stelle è quella di un totale disinteresse del governo italiano nel cercare una vera soluzione diplomatica ai conflitti in corso, preferendo restare ancorato alle logiche degli alleati atlantici: “Non avete pensato di porre un argine a Netanyahu. State portando un continente in guerra ed è sempre più vicino quel momento”, ha detto Ricciardi.

Con parole dure e cariche di pathos, il deputato ha poi concluso il suo intervento con un monito amaro e carico di rabbia: “Voi state solo attenti a non programmare il matrimonio dei vostri figli nei giorni in cui scoppierà la guerra, perché tanto a morire ci andrà il popolo. A morire, i potenti non ci sono mai andati. Ma lo farete a nome vostro e della vostra responsabilità, non a nome del popolo italiano”.

Un’aula spaccata, tra tensione e silenzi

Le parole di Ricciardi hanno scatenato reazioni contrastanti nell’Aula. Mentre i banchi della maggioranza sono rimasti freddi, tra l’irritazione e il fastidio, da parte delle opposizioni si è levato più di un applauso. Il clima a Montecitorio è sempre più infuocato, mentre l’Italia si prepara ad affrontare una delle settimane più delicate degli ultimi anni in ambito internazionale.

In vista del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno, la premier Meloni dovrà chiarire la posizione italiana non solo sulla crisi tra Iran e Stati Uniti, ma anche sulla tenuta dell’Unione Europea di fronte al rischio di un’escalation su più fronti. E con un’opposizione sempre più decisa a denunciare la “guerra per procura” che si profila all’orizzonte, il confronto politico appare destinato ad alzare ulteriormente i toni.

Leggi anche

VIDEO E Conclusione: l’Italia davanti al bivio della responsabilità politica

Le parole durissime pronunciate da Ricciardi alla Camera segnano un punto di svolta nel dibattito politico nazionale: non si tratta più solo di distinguo tra maggioranza e opposizione, ma della richiesta esplicita di una scelta di campo netta da parte del governo italiano. Di fronte a una crisi internazionale che rischia di deflagrare in un conflitto su scala globale, l’Italia non può più rifugiarsi in una posizione di apparente neutralità, mentre accetta in silenzio le dinamiche imposte dagli alleati più aggressivi.

Il Consiglio europeo dei prossimi giorni sarà il banco di prova decisivo per la presidente Meloni: potrà continuare a inseguire l’asse bellico tra Stati Uniti e Israele, oppure tentare – con coraggio e autonomia – una strada diversa, quella della diplomazia, del disarmo e del rispetto del diritto internazionale. Ma il tempo della prudenza ambigua è finito. Ogni parola non detta, ogni condanna evitata, sarà letta dalla storia come una responsabilità politica ben precisa. E chi oggi governa non potrà più sottrarsi alle sue conseguenze.
VIDEO:

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini