Un dato che pesa come un macigno sulla credibilità del governo: secondo l’ultimo sondaggio mostrato a Omnibus (La7), soltanto il 30% degli italiani si dichiara soddisfatto della manovra economica approvata dal governo. Numeri bassi, che confermano un clima di sfiducia crescente, soprattutto tra i redditi medio-bassi, già colpiti dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita.
Il dato generale: maggioranza insoddisfatta
Il sondaggio non lascia spazio a interpretazioni:
Solo il 6% degli italiani si dichiara molto soddisfatto
Il 24% afferma di essere abbastanza soddisfatto
In totale, quindi, solo il 30% promuove la manovra.
Dall’altra parte, pesa un forte blocco di critiche:
31% la giudica insufficiente o deludente
26% pessima, da bocciare completamente
Il restante 13% non ha un’opinione definita
Il dato più significativo è proprio quell’26% di cittadini che bocciano totalmente il provvedimento, un segnale di malcontento netto e polarizzato.
Il giudizio politico: delusione anche nella maggioranza
Quando il sondaggio viene letto per aree politiche, il quadro si fa ancora più rivelatore.
Tra chi vota centrodestra, la fiducia raggiunge il 56%, ma con differenze profonde:
68% di consensi tra gli elettori della Lega
59% tra i sostenitori di Fratelli d’Italia
Solo 40% nella base di Forza Italia
Una forbice evidente che racconta un centrodestra non compatto sul giudizio economico del governo.
Sul fronte opposto i numeri sono impietosi:
Solo 7% di soddisfatti tra gli elettori del centrosinistra
20% nel Movimento 5 Stelle
Una cifra, quest’ultima, comunque superiore a quella registrata nel fronte progressista e che conferma come una parte dell’elettorato non percepisca alternative solide al quadro attuale.
Perché la manovra divide
Secondo molti analisti, la manovra privilegia i redditi medio-alti e il lavoro autonomo, lasciando scoperti:
sanità pubblica
salari bassi
pensioni minime
famiglie monoreddito
Il taglio del cuneo fiscale e alcune misure sul lavoro non bastano a compensare:
aumento dei costi sanitari
riduzioni dei servizi
mancati investimenti strutturali
Il risultato è che una larga parte del Paese non sente miglioramenti reali nella vita quotidiana.
Un problema di percezione o di sostanza?
Il nodo politico ora è capire se questo dato sia:
un semplice rallentamento fisiologico del consenso
oppure
un campanello d’allarme reale sulla direzione economica del governo.
La risposta arriverà nei prossimi mesi, ma un indicatore è già sotto gli occhi di tutti: la fiducia nella presidente del Consiglio e nel suo esecutivo è in calo costante.
E quando la percezione economica cambia, spesso cambia anche la politica.
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In conclusione, il sondaggio presentato a Omnibus fotografa una promozione di minoranza: solo il 30% degli italiani valuta positivamente la manovra, mentre il blocco dei giudizi negativi è ampio e polarizzato (31% insufficiente, 26% da bocciare). Non è solo un problema di comunicazione: è un segnale che le misure non stanno incidendo sulla vita quotidiana di chi è più esposto a inflazione, sanità in affanno e salari bassi.
Per il governo è un campanello d’allarme politico: anche dentro la maggioranza il gradimento è disomogeneo (Forza Italia molto più fredda di Lega e FdI), e tra gli elettori di opposizione la fiducia è quasi nulla. Senza interventi visibili e misurabili su sanità, redditi medio-bassi e servizi, la curva della fiducia rischia di scendere ancora—e quando peggiora la percezione economica, spesso cambia anche l’equilibrio politico.



















