Un sondaggio che, almeno sulla carta, cambia il copione e riaccende il dibattito sul premierato. Nelle simulazioni EMG sull’ipotesi di elezione diretta del capo del governo, la sfida che oggi appare più competitiva non è quella tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein, ma quella tra la presidente del Consiglio e Giuseppe Conte. Non solo: nel duello diretto Conte risulta addirittura davanti, anche se di poco, con un dato che – al netto delle cautele metodologiche – fotografa un equilibrio potenzialmente esplosivo se il sistema dovesse davvero trasformarsi in una competizione “presidenziale” tra leader.
Il messaggio politico, in ogni caso, è chiaro: mentre il premierato resta una riforma discussa e contestata, e comunque lontana dall’essere operativa, i numeri mostrano che la personalizzazione del voto potrebbe riservare sorprese. E che una parte dell’elettorato, più che scegliere un partito, sembra essere disponibile a scegliere “un volto” alternativo alla premier.
La simulazione che ribalta la narrativa: Conte avanti su Meloni nel testa a testa
La prima proiezione EMG riguarda l’ipotesi: “Se in Italia venisse introdotta l’elezione diretta del Premier, chi voterebbe tra…”. Nel confronto diretto Conte vs Meloni, i dati riportati nel grafico mostrano:
Giuseppe Conte 37,3%
Giorgia Meloni 35,4%
Non sa / non indica 27,3%
Il dato più clamoroso non è solo il sorpasso – contenuto ma simbolicamente pesante – bensì il quadro complessivo: oltre un quarto del campione non prende posizione. È un livello di indecisione che da un lato suggerisce prudenza nell’interpretazione, dall’altro segnala che la partita, se mai dovesse giocarsi davvero con queste regole, sarebbe aperta e volatile.
In altre parole: la sfida non sarebbe “blindata” per chi oggi guida Palazzo Chigi.

Anzi, nel formato “uno contro uno” Conte appare in grado di mettere insieme consensi trasversali o comunque di ridurre drasticamente la distanza che oggi separa centrodestra e opposizioni nella dinamica parlamentare.
Se l’avversaria è Schlein, lo scenario cambia: Meloni avanti di otto punti
La seconda simulazione EMG testa invece lo scontro diretto Meloni vs Schlein. Qui l’equilibrio si rompe e la presidente del Consiglio appare nettamente favorita:
Giorgia Meloni 38,1%
Elly Schlein 29,8%
Non sa / non indica 32,1%
Il distacco è di circa 8,3 punti, con un’area di indecisi ancora più ampia: quasi un terzo del campione. La lettura politica, però, resta evidente: nel formato “elezione diretta” Schlein fatica di più a competere sul terreno della leadership personale, mentre Conte regge lo scontro molto meglio e arriva addirittura a superare Meloni.
È un elemento che pesa doppiamente perché non riguarda la forza dei partiti in sé, ma la capacità di un leader di catalizzare consenso in un modello di voto fortemente personalizzato.
Il fattore “Non sa”: la vera variabile che può cambiare tutto
In entrambi i confronti, la quota di non sa/non indica è enorme: 27,3% nel duello Conte-Meloni, 32,1% nel duello Meloni-Schlein. È un elemento che suggerisce due cose:
L’elezione diretta del premier è ancora un terreno poco “digerito” dall’elettorato: molti non si collocano o non rispondono davanti a una domanda ipotetica e altamente politica.
La competizione, se fosse reale, potrebbe essere decisa da spostamenti minimi: chi riesce a intercettare indecisi e astenuti (o chi riesce a mobilitare) potrebbe ribaltare i rapporti di forza.
In altre parole: il sondaggio è “shock” non perché stabilisca un vincitore definitivo, ma perché mostra un equilibrio instabile dove gli indecisi sono il vero bacino contendibile.
Non solo duelli: “campo progressista”, Conte primo e Schlein seconda. Spunta Salis sul podio
La seconda immagine EMG entra nel cuore della discussione interna alle opposizioni: “A prescindere dalle sue opinioni politiche, secondo lei chi potrebbe essere il miglior leader del campo progressista in vista delle prossime elezioni politiche?”. Qui i risultati indicati sono:
Giuseppe Conte 21%
Elly Schlein 15%
Silvia Salis 7%
Matteo Renzi 5%
Emma Bonino 5%
Nicola Fratoianni 3%
Angelo Bonelli 3%
Altro candidato 4%
Non sa / non indica (quota molto alta nel grafico)

Il dato politicamente più significativo è che Conte non viene solo visto come competitore di Meloni nel testa a testa: viene anche percepito – più degli altri – come possibile “leader” del campo progressista, con Schlein dietro di sei punti.
E poi c’è l’altro segnale: Silvia Salis al 7% finisce sul podio, davanti a figure più storiche e riconoscibili della galassia progressista-liberale. Un elemento che, indipendentemente dalle letture, racconta una domanda di volti nuovi o comunque alternativi nel campo largo.
Perché questi numeri fanno rumore: il premierato cambia la logica del voto
Il punto è che una possibile elezione diretta del premier trasformerebbe la competizione politica: meno “coalizioni” e più profilo personale, meno voto di appartenenza e più “scelta del capo”. In questo schema, EMG fotografa un fenomeno preciso: Conte risulta più competitivo di Schlein contro Meloni, almeno nelle simulazioni proposte.
Non significa che oggi ci sia un automatico trasferimento di voti da un partito a un candidato, né che un’elezione diretta funzionerebbe davvero così (campagne, alleanze, regole, ballottaggi o meccanismi correttivi cambierebbero tutto). Ma il sondaggio mette una bandierina: se il sistema si personalizza, alcuni leader rendono più di altri.
L’effetto politico immediato: opposizioni divise tra leadership e strategia
Questi numeri, inevitabilmente, alimentano due tensioni parallele:
nel centrosinistra, perché riaprono la questione di chi sia il perno più competitivo quando lo scontro diventa “frontale”;
nel governo, perché mostrano che un eventuale sistema a elezione diretta non garantirebbe automaticamente un vantaggio strutturale alla premier: molto dipenderebbe dall’avversario e dalla capacità di costruire consenso fuori dalla propria base.
E c’è un’ulteriore implicazione: se il premierato nasce anche con l’obiettivo politico di “stabilizzare” e rendere più chiaro il mandato, i numeri EMG suggeriscono che potrebbe invece aumentare la conflittualità e accendere una sfida personalizzata a margine stretto.
Leggi anche

Arriva l’affondo di Ricciardi a Renzi e Toninelli – Ecco cosa ha detto in diretta – IL VIDEO
Un affondo su due fronti, in pieno stile “radiofonico” ma con un peso politico evidente: Riccardo Ricciardi, capogruppo del Movimento
Conclusione: un sondaggio “shock” perché sposta il baricentro della partita
Il sondaggio EMG colpisce per tre ragioni: primo, perché nel testa a testa Conte risulta davanti a Meloni; secondo, perché Schlein appare più distante nello stesso formato; terzo, perché dentro il “campo progressista” Conte è indicato come leader più forte, con una quota di indecisi enorme che rende tutto mobile.
In sintesi: se la politica italiana dovesse davvero virare verso l’elezione diretta del premier, l’asse dello scontro potrebbe cambiare. E la sfida, più che tra partiti, rischierebbe di diventare una partita a nervi scoperti tra figure che oggi rappresentano mondi diversi, ma che i numeri – almeno in questa fotografia – mettono improvvisamente una contro l’altra sullo stesso ring.




















