Elezioni – Arriva la batosta alla Meloni e al centrodestra – Ora traballa il Governo? – INEDITO

In attesa dei risultati ufficiali, gli exit poll delle elezioni comunali 2025 disegnano un quadro politicamente significativo per gli equilibri nazionali. In particolare, emergono segnali di forte avanzamento del centrosinistra in alcuni capoluoghi chiave, mentre il centrodestra appare in affanno, soprattutto nelle grandi città. Il voto, che ha coinvolto 117 Comuni delle Regioni a statuto ordinario e 9 Comuni in Sicilia, si è chiuso alle 15 di oggi. Tra i centri principali interessati dal voto vi sono Genova, Ravenna, Taranto e Matera.

Genova: Salis in vantaggio netto, centrodestra staccato

A Genova, la candidatura di Silvia Salis, espressione del campo progressista, sembra destinata a trionfare già al primo turno. Secondo gli exit poll del Consorzio Opinio per la Rai, Salis otterrebbe tra il 53 e il 57% dei voti, staccando nettamente il candidato del centrodestra Pietro Piciocchi, fermo tra il 38 e il 42%. Marginali gli altri candidati: Antonella Marras e Mattia Crucioli si attesterebbero entrambi tra lo 0,5% e il 2,5%.

Una nota di costume e inclusività ha caratterizzato proprio Genova, dove in alcuni seggi — come il numero 27 di via Prà — è stata introdotta per la prima volta la fila unisex, senza distinzione tra uomini e donne, nel rispetto delle identità trans e non binarie. L’iniziativa anticipa l’entrata in vigore della nuova legge sull’accessibilità dei seggi, prevista per i referendum di giugno.

Ravenna: Barattoni confermato con percentuali bulgare

Ravenna conferma il proprio orientamento progressista. Il candidato del centrosinistra Alessandro Barattoni si avvia a un successo schiacciante, con una forbice che oscilla tra il 61 e il 65%. Il rivale Nicola Grandi, sostenuto da Fratelli d’Italia e Forza Italia, si fermerebbe tra il 21,5 e il 25,5%, non riuscendo neanche a portare la sfida al secondo turno. Una conferma netta per una città storicamente favorevole alla sinistra, dove il distacco tra le forze in campo si è addirittura ampliato rispetto al passato.

Taranto: sfida a tre per il ballottaggio

Situazione molto più incerta a Taranto, dove si profila un ballottaggio combattuto. Pietro Bitetti, candidato del centrosinistra, è in testa con una forchetta compresa tra il 37 e il 41%, ma non abbastanza per chiudere la partita al primo turno. A inseguirlo, due candidati quasi appaiati: Luca Lazzaro (centrodestra senza la Lega) con il 20-24% e Francesco Tacente (civico sostenuto dalla Lega) tra il 19 e il 23%. Il voto tarantino riflette un quadro frammentato, con un centrodestra diviso che rischia di consegnare la città al centrosinistra.

Matera: avanti Cifarelli, ma si va al ballottaggio

Anche a Matera la vittoria al primo turno sembra sfuggire per poco. Roberto Cifarelli, alla guida di una coalizione riformista, è in testa con una percentuale tra il 44,5 e il 48,5%. Il suo principale avversario, Antonio Nicoletti del centrodestra, segue con una forbice tra il 31,5 e il 35,5%. Anche in questo caso sarà decisivo il ballottaggio, previsto tra due settimane, per determinare il futuro sindaco della città dei Sassi.

Il primo sindaco eletto è a Irsina (Matera)

Nel piccolo Comune di Irsina, in provincia di Matera, è arrivato già il primo verdetto ufficiale. Giuseppe Candela, unico candidato in corsa, ha superato il quorum nella serata di ieri con un’affluenza del 53% e si è assicurato la fascia tricolore. È stato il primo sindaco a essere eletto in questa tornata amministrativa.

Caos a Petronà: errore nelle schede elettorali

Un caso potenzialmente grave si registra invece in Calabria, nel comune di Petronà (provincia di Catanzaro), dove un errore di stampa ha alterato l’ordine delle liste sulla scheda elettorale. L’errore, sfuggito ai controlli, ha causato lo scambio tra le liste “Siamo Petronà e Arietta” (candidato Vincenzo Mazzei) e “Nuova Era Petronese” (candidato Dario Bolotta). L’irregolarità potrebbe determinare l’annullamento del voto: le autorità competenti stanno valutando il da farsi.

Renzi esulta: “Meloni sconfitta dove il centrosinistra è unito”

Il primo a commentare i risultati è stato Matteo Renzi, leader di Italia Viva. “Quando il centrosinistra è unito e ha candidati credibili vince praticamente ovunque”, ha scritto sui social, attaccando frontalmente la premier Giorgia Meloni: “Oggi la Meloni ha preso una scoppola mica da ridere. Altro che effetto trascinamento, altro che luna di miele”.

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Conclusioni: un segnale chiaro alla politica nazionale

I dati degli exit poll, in attesa della conferma definitiva dallo spoglio in corso, delineano un voto che potrebbe avere riflessi anche sul piano nazionale. Il centrosinistra appare in crescita dove riesce a presentarsi unito e competitivo, mentre il centrodestra, diviso in alcune realtà chiave, paga dazio. Un segnale che potrebbe influenzare le strategie dei partiti in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, europee comprese.

L’affluenza, comunque, resta in calo di circa sei punti percentuali rispetto alla precedente tornata: un dato che alimenta il dibattito sull’astensionismo e sulla fiducia nei confronti della politica. Ma oggi, per molti Comuni italiani, il vento sembra aver cambiato direzione.

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