ELEZIONI CAMPANIA – Arriva il sondaggio shock – Distacco epico, ecco chi è avanti tra cdx e Fico

A meno di un mese dalle elezioni regionali in Campania, arriva il sondaggio shock di BidiMedia, pubblicato da Fanpage.it, che ridisegna i rapporti di forza nella regione e fotografa una situazione tanto chiara quanto complessa: Roberto Fico resta saldamente in testa con 14 punti di vantaggio su Edmondo Cirielli, ma il Movimento 5 Stelle non decolla, mentre Fratelli d’Italia si conferma primo partito nella regione.
Un quadro che mostra un centrosinistra apparentemente forte, ma segnato da una crescita significativa delle liste legate a Vincenzo De Luca, e un centrodestra che, pur in ritardo organizzativo, registra un boom di consensi per Meloni e Tajani.

Fico (Movimento 5 stelle)  in vantaggio, + 15%

Il candidato del centrosinistra, Roberto Fico, ex presidente della Camera e volto storico del M5S, si attesterebbe al 55% dei consensi, contro il 41% del candidato del centrodestra Edmondo Cirielli, sottosegretario al Ministero della Difesa e figura di punta di Fratelli d’Italia.
Una forbice di 14 punti percentuali, solida ma non ancora blindata, soprattutto alla luce della bassa affluenza prevista, stimata intorno al 45-46%.

Un dato sorprendente emerge però nel dettaglio dei partiti: il Movimento 5 Stelle si ferma al 9,6%, praticamente lo stesso risultato delle precedenti regionali del 2020, quando correva da solo.
Nonostante la popolarità personale di Fico, non c’è stato alcun “effetto traino” per i pentastellati, che restano deboli nel territorio.

Il Partito Democratico resta stabile, ma il vero motore sono i “deluchiani”

Il Partito Democratico conferma la propria tenuta con il 17,3%, in linea con il 16,9% del 2020.
Tuttavia, a catalizzare l’attenzione sono le liste civiche legate a Vincenzo De Luca, il presidente uscente che, pur non ricandidandosi, continua a esercitare un forte peso politico.
La lista “A testa alta”, promossa dallo stesso De Luca, raggiunge l’8,7%, diventando la terza forza della coalizione e a un passo dal Movimento 5 Stelle.

Appena sotto, con il 7,3%, si colloca la lista “Casa Riformista”, sostenuta dai renziani e da figure come Armando Cesaro, ex Forza Italia.
In sostanza, il sondaggio conferma che il post-De Luca non sarà affatto un addio al deluchismo, ma una sua trasformazione politica: i fedelissimi del governatore uscente potrebbero risultare decisivi nella futura maggioranza, garantendo equilibrio e continuità gestionale.

Nel centrodestra Fratelli d’Italia domina, ma la Lega crolla

Sul fronte opposto, il centrodestra paga un avvio di campagna elettorale in ritardo e la scelta tardiva del candidato Edmondo Cirielli.
Eppure, i numeri mostrano un centrodestra in crescita complessiva, anche se non abbastanza per colmare il divario con Fico.

Il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, vola al 18,2%, diventando il primo partito in Campania e triplicando i voti rispetto alle regionali del 2020, quando si fermò al 5,9%.
Segue Forza Italia con l’11,3%, più del doppio rispetto al 5,1% di cinque anni fa: un segnale della riorganizzazione del partito sotto la guida di Antonio Tajani e del capogruppo campano Fulvio Martusciello.

Male invece la Lega, che scivola al 5,3%, perdendo terreno anche rispetto alle ultime regionali.
La lista personale di Cirielli, messa insieme in tempi record, si ferma al 2,6%, segno che il candidato presidente non è riuscito a mobilitare un consenso civico significativo.

 

Le forze minori e l’incognita affluenza

Tra le altre forze in campo, spicca la crescita di Giuliano Granato, candidato di Campania Popolare, stimato al 2,2%, il doppio rispetto al voto del 2020.
Una percentuale che potrebbe consentire al fronte di sinistra radicale — formato da Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani — di raggiungere la soglia di sbarramento del 2,5%, ottenendo rappresentanza in Consiglio regionale.

Ma l’elemento più allarmante per tutti i partiti è la disaffezione al voto: meno di un campano su due sembra intenzionato a recarsi alle urne.
Con un’affluenza prevista tra il 45 e il 46%, il rischio è che a decidere la partita sia il voto organizzato — quello delle strutture territoriali, delle reti civiche e clientelari — più che il voto d’opinione.

Inoltre, resta elevata la quota di indecisi, pari al 18% dell’elettorato: un bacino potenzialmente decisivo nelle ultime settimane di campagna.

Verso il voto: la Campania laboratorio politico d’Italia

La sfida campana rappresenta molto più di un’elezione regionale: è un test politico nazionale.
Per la premier Giorgia Meloni, una vittoria di Cirielli sarebbe la conferma della forza del suo partito anche nel Mezzogiorno.
Per l’opposizione, invece, un successo di Fico con una coalizione larga sarebbe la prova che un fronte progressista può competere con la destra anche dopo anni di dominio del centrodestra a livello nazionale.

Ma il dato politico più interessante riguarda la tenuta del “sistema De Luca”: il governatore uscente, pur non essendo in corsa, sembra destinato a pesare ancora sul futuro della Campania.
I suoi fedelissimi, sommando “A testa alta” e altre liste civiche, superano il 15% e potrebbero essere l’ago della bilancia nella prossima giunta.

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Conclusione: un vantaggio solido ma si aspetta il voto

Il sondaggio BidiMedia consegna dunque una fotografia chiara ma non definitiva:

Fico avanti di 14 punti, con il suo Movimento 5 stelle;

Fratelli d’Italia primo partito, in ascesa costante;

Pd stabile e deluchiani centrali negli equilibri del centrosinistra;

Centrodestra competitivo ma in ritardo, e una Campania spaccata tra continuità e cambiamento.


A tre settimane dal voto, tutto resta aperto: la bassa affluenza, gli indecisi e le liste civiche potrebbero ribaltare il risultato.
Ma una cosa è certa: la Campania post-De Luca si annuncia come una delle sfide politiche più delicate e simboliche del 2025 — un banco di prova non solo per i partiti, ma per la tenuta stessa del rapporto tra cittadini e istituzioni.

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