Elezioni Toscana – Iniziato ufficialmente lo spoglio: Ecco i risultati reali e i partiti – I NUMERI

Con le prime sezioni scrutinate (63 su 3.922), i dati reali confermano il vantaggio netto di Eugenio Giani, candidato del centrosinistra, che raccoglie il 52,8% dei voti contro il 42,9% del candidato del centrodestra Alessandro Tomasi. La candidata di Toscana Rossa Antonella Bundu si attesta intorno al 4%, in linea con le prime proiezioni.

Si tratta di una tendenza chiara, che – se confermata – sancirebbe la riconferma di Giani al primo turno, con un margine di quasi dieci punti sullo sfidante.

I numeri delle coalizioni

  • Candidato presidente (Giani): 55,00%

  • Coalizione centrosinistra: 56,40%

Dettaglio liste coalizione Giani

  • Partito Democratico (PD): 34,60%

  • Giani Presidente – Casa Riformista: 8,90%

  • Verdi–Sinistra: 7,30%

  • Movimento 5 Stelle (M5S): 5,60%

 

Un quadro che conferma la forza del campo largo, capace di aggregare aree riformiste, progressiste e ambientaliste. Il PD resta saldamente il primo partito della regione, mentre la lista civica Casa Riformista, che raccoglie esponenti di Italia Viva, socialisti e mondo civico, si avvicina all’8%.
AVS mantiene un risultato solido sopra il 5%, mentre il M5S – pur su numeri più contenuti – garantisce un apporto decisivo al successo complessivo della coalizione.

  • Candidato presidente (Tomasi): 39,20%

  • Coalizione centrodestra: 38,20%

Dettaglio liste

  • Fratelli d’Italia: 24,40%

  • Forza Italia: 6,20%

  • Lega: 4,90%

  • È Ora: 1,70%

  • Noi Moderati: 1,00%

Il centrodestra si compatta ma non sfonda.
FdI resta la colonna portante della coalizione, ma non riesce a superare la soglia del 27%, restando sotto le attese rispetto alle politiche.
Forza Italia sorprende in positivo, raggiungendo il 7,5% e superando la Lega, ferma al 5,3%, segno di una leadership di Tomasi più personale che trainata dai partiti nazionali.
Le liste civiche di supporto restano marginali.

Un risultato politico chiaro

La Toscana, anche in questa tornata, resta una roccaforte del centrosinistra, con un modello di alleanza che consolida il “campo largo” e isola le spinte populiste e sovraniste.
Il Partito Democratico si conferma egemone a livello regionale, mentre la strategia di inclusione delle forze riformiste e ambientaliste si rivela vincente.

Nel campo avversario, il centrodestra esce ridimensionato dopo mesi di campagna che avevano alimentato l’ipotesi di un risultato più equilibrato.

I prossimi passi

Lo spoglio proseguirà per tutta la serata, ma i trend consolidano una distanza strutturale tra i due blocchi.
Con oltre dieci punti di margine, il quadro appare ormai definito: la Toscana conferma il centrosinistra, e con esso il suo profilo politico tradizionale, aggiornato alla nuova stagione del campo progressista unito.

L’affluenza, tuttavia, rimane il vero dato allarmante della tornata: in calo di oltre otto punti rispetto al 2020, testimonia una disaffezione crescente, soprattutto nelle province periferiche.

La vittoria di Giani arriva dunque in un contesto complesso: politicamente solida, ma civicamente fragile, in una regione che continua a essere il laboratorio nazionale del centrosinistra.

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Se il trend delle prime sezioni sarà confermato, la Toscana archivia la partita al primo turno: Giani avanti di quasi dieci punti, trainato da un PD sopra il 35% e da un campo largo che tiene insieme riformisti, progressisti e ambientalisti. Il centrodestra, pur compatto, non sfonda: FdI resta sotto il 27%, Forza Italia supera la Lega e le civiche incidono poco. Il messaggio politico è chiaro: il baricentro regionale resta nel perimetro progressista. Resta però una nota stonata: partecipazione in calo di oltre otto punti sul 2020. Vittoria solida, coinvolgimento fragile. Il nuovo mandato si giocherà qui: trasformare il consenso in governo e ricucire con chi è rimasto a casa, a partire da sanità territoriale, lavoro e transizioni.

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