Elodie, la popstar che non fa sconti alla politica
A Propaganda Live, il talk del venerdì sera di Diego Bianchi su La7, Elodie si presenta da ospite musicale ma, come spesso le accade, finisce al centro del dibattito politico.
Quando il conduttore le ricorda una sua frase di un anno fa – “non voterei Meloni nemmeno se mi tagliassero un braccio” – la cantante non solo non arretra, ma rilancia: “Cos’è cambiato? Niente. Se cambiassi idea in un anno sarebbe grave”.
Una risposta secca, senza giri di parole, che riapre il caso e rimette Elodie al centro della discussione pubblica sul rapporto tra artisti e politica.
Nessun entusiasmo per Schlein e il Pd: “Grande carenza di personalità”
Se qualcuno si aspettava un endorsement all’opposizione guidata da Elly Schlein, è rimasto deluso.
Di fronte al nome della segretaria del Pd, Elodie resta glaciale: racconta di vedere “una grande carenza di personalità” e ammette di non sentirsi rappresentata né dalla maggioranza né dall’attuale principale partito di opposizione.
La cantante ci tiene a chiarire un punto: “Non ho mai votato per il Pd, ci tengo a sottolinearlo”.
Nessuna appartenenza, nessun tifo di bandiera. Anzi, spiega che, se dovesse scegliere, guarderebbe a forze più piccole, realtà politiche minoritarie che a suo giudizio esprimono idee e sensibilità più vicine alle nuove generazioni.
“Non esistono solo due partiti”: la critica al bipolarismo italiano
Nell’intervista con Bianchi, Elodie prova a mettere in discussione lo schema ormai fisso del confronto Meloni–Schlein, destra contro sinistra, maggioranza contro Pd.
“Non ci sono solo due partiti, qualcuno che mi piace c’è. Più piccolini, magari”, dice, spostando l’attenzione sul mondo delle liste minori, dei movimenti che faticano a bucare il muro mediatico ma che parlano a un elettorato giovane, disilluso dal duello tra i due poli tradizionali.
È una fotografia lucida di un pezzo di Paese – soprattutto under 35 – che fatica a riconoscersi sia nel sovranismo di governo sia in un centrosinistra percepito come debole, frammentato, poco incisivo. Elodie non entra nel dettaglio dei soggetti che la convincono, ma il messaggio è chiaro: la rappresentanza politica, così com’è, non basta più.
“Il cambiamento è inevitabile”: uno sguardo alle nuove generazioni
Nel corso della chiacchierata, la cantante allarga il discorso e guarda al futuro.
Per lei “il cambiamento è inevitabile”, soprattutto se si parla di nuove generazioni. Ragazzi e ragazze che vivono precarietà, crisi climatica, difficoltà abitative, ma che allo stesso tempo chiedono diritti, tutele, un’idea di società più inclusiva.
Nel suo ragionamento emerge la sensazione che la politica italiana non stia parlando davvero a quel mondo: una scena pubblica affollata di leader, talk show e slogan, ma povera di visioni credibili sul lungo periodo. È da qui che, secondo Elodie, nasce la disaffezione al voto e il distacco emotivo verso i grandi partiti.
Dallo scontro col cronista al tema dei limiti: “Sono fatta di carne”
La serata a Propaganda Live non si ferma alla politica. Bianchi le chiede anche dell’episodio di Messina, quando durante un concerto Elodie ha colpito il cellulare di un cronista che la stava riprendendo da distanza ravvicinata, facendolo cadere.
La cantante ricostruisce la scena: si trovava in una vasca con poca acqua, al centro dello show; davanti, un’area riservata ai fotografi con attrezzature professionali; subito dietro la transenna, spettatori e cronisti con i telefonini.
“Se arrivi a un centimetro, mi togli la concentrazione, sono sempre fatta di carne”, spiega, sottolineando che esistono distanze da rispettare, soprattutto quando si lavora. “Se devi fare le foto da un centimetro, prendi la macchina fotografica”, aggiunge, rivendicando la reazione di rabbia.
Non è la prima volta: racconta che, quando faceva la cubista, con un calcetto aveva mandato il telefono di un ragazzo al centro della pista. Un modo per dire che il problema non è l’episodio singolo, ma una mancanza di rispetto dei confini personali resa ancora più aggressiva dalla cultura del video a tutti i costi.
Elodie tra pop e impegno: un profilo ormai ‘politico’
L’intervento a Propaganda Live conferma una tendenza: Elodie non è più soltanto una popstar, ma una figura pubblica che prende posizione su diritti civili, lavoro, rappresentanza politica, femminismo.
Le sue parole su Giorgia Meloni – “non la voterei nemmeno se mi tagliassero un braccio” – non sono una boutade isolata, ma la prosecuzione di un filo che passa dalle critiche al governo su temi come migranti e diritti LGBTQ+ fino all’impegno pubblico a favore di campagne sociali e associazioni.
In questo senso, il suo “no” irrevocabile alla premier va letto come un atto politico: una presa di distanza radicale da un esecutivo che, nella sua percezione, non tutela abbastanza minoranze, donne e nuove generazioni. Allo stesso tempo, il rifiuto di schierarsi col Pd segnala lo scarto tra il mondo della sinistra istituzionale e chi, come lei, chiede un linguaggio, una radicalità e una progettualità che i Democratici non sembrano ancora in grado di offrire.
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VIDEO:
Le frasi pronunciate in diretta tv hanno immediatamente acceso i social.
Da un lato chi applaude Elodie come voce libera, simbolo di un pezzo di Italia che rifiuta il racconto della “normalizzazione” del governo Meloni; dall’altro chi la accusa di fare propaganda, di usare il palcoscenico per dividere invece che unire, o di parlare di politica senza averne la competenza.
In realtà, il suo intervento rimette al centro una domanda antica ma sempre attuale: gli artisti devono restare neutri o hanno il diritto–dovere di esporsi? Elodie sceglie la seconda via. Rivendica il diritto di dire per chi non voterebbe, di criticare anche l’opposizione, di pretendere una classe dirigente più credibile.
Che la si condivida o meno, la sua voce è ormai entrata stabilmente nel coro – spesso stonato – del dibattito pubblico italiano. E il fatto che a scalfire la narrazione politica siano le parole di una cantante pop, più che le formule di partito, è un segnale su cui la politica, da qualunque parte, farebbe bene a interrogarsi.



















