Ennesima figuraccia di Italo boc. Carofiglio lo umilia così da Luca Sommi – IL SUPER VIDEO

È bastata una semplice domanda – “Sei antifascista?” – per scatenare uno scontro acceso nello studio di Accordi&Disaccordi, il talk politico condotto da Luca Sommi sul Nove. Protagonisti: Italo Bocchino, direttore editoriale del Secolo d’Italia, e Gianrico Carofiglio, ex magistrato e scrittore. Il primo tentenna, si arrampica su distinguo e cautele. Il secondo lo incalza senza sconti, fino ad asfaltarlo pubblicamente.

Italo Bocchino e la retorica del “sì, ma”

Chiamato da Sommi a rispondere in modo chiaro alla domanda se si definisse antifascista, Italo Bocchino ha scelto la strada della perifrasi: “Io abbraccio tutti i valori dell’antifascismo e di coloro che combatterono per liberare l’Italia dal nazifascismo”, ha dichiarato. Una risposta apparentemente affermativa, subito però attenuata: “Cosa ben diversa dal fare dell’antifascismo una professione militante.”

La polemica si è accesa ulteriormente quando Bocchino ha tirato in ballo le celebrazioni del 25 aprile, accusando i cortei commemorativi di essere egemonizzati da “violenti” e da frange estremiste: “Io non potrei partecipare a una manifestazione dove la Brigata Ebraica viene aggredita”, ha detto, riferendosi a episodi controversi avvenuti negli scorsi anni, in particolare a Milano.

L’arrampicata sugli specchi

Il conduttore Sommi ha provato a ricondurre il discorso alla semplicità della domanda iniziale: “Quindi anche tu sei antifascista, ma non militante? Sei antifascista?” Ma Bocchino ha continuato a divagare: “Non mi intruppo come un cagnolino ammaestrato tra gli antifascisti del 25 aprile che sono violenti e combattono qualcosa che non esiste più da 80 anni”, ha insistito.

Una posizione che ha rivelato tutta la difficoltà, tipica di una certa destra italiana, a rivendicare apertamente e senza ambiguità l’eredità dell’antifascismo, fondamento stesso della Repubblica nata dalla Resistenza.

Carofiglio non perdona: “La risposta è sì o no”

È a questo punto che Gianrico Carofiglio, presente in studio, è intervenuto con lucidità chirurgica. Dopo aver ascoltato pazientemente il contorto ragionamento di Bocchino, lo scrittore ha demolito la posizione dell’avversario con poche, nette parole: “La risposta di Italo Bocchino non era alla domanda ‘sei antifascista’, ma alla domanda: ‘ti intruppi con i pro-Pal alla manifestazione del 25 aprile?’. Lui dice di no, e neanche io, se proprio vogliamo metterla in questi termini.”

Poi, l’affondo definitivo: “Ma la domanda vera era un’altra e consente risposte estremamente semplici: sì o no.” Una lezione di logica e chiarezza che ha lasciato Bocchino senza replica e ha strappato il consenso silenzioso dello studio.

Una destra ancora in difficoltà sull’antifascismo

Lo scontro di Accordi&Disaccordi conferma una volta di più la fatica che la destra italiana, anche quella che si proclama “post-fascista”, continua a fare ogni volta che deve confrontarsi con il valore dell’antifascismo. Un valore che non appartiene a una parte politica, ma alla Costituzione stessa e ai principi su cui si fonda la democrazia italiana.

La reticenza, i distinguo, i tentativi di delegittimare il 25 aprile come “festa divisiva” non fanno che alimentare dubbi e sospetti sulle reali radici culturali di una parte del centrodestra. Bocchino, ieri sera, ne ha offerto l’ennesima dimostrazione.

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In un confronto televisivo che resterà nella memoria, Carofiglio ha avuto il merito di ricordare che certe domande, su certi valori, esigono risposte semplici. E che chi non sa pronunciare un “sì” limpido e convinto, inevitabilmente si condanna da solo.
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