Ennesima vergogna della casta: Fratelli d’Italia propone stipendi più alti per i d… – ULTIM’ORA

Roma, 23 luglio 2025 – Mentre l’Italia affronta una fase economica delicata, con inflazione, salari stagnanti e servizi pubblici sotto pressione, alla Camera dei Deputati si consuma un episodio che riaccende l’indignazione popolare. Con un ordine del giorno presentato in sordina durante l’esame del bilancio interno di Montecitorio, Fratelli d’Italia propone di equiparare gli stipendi dei deputati a quelli dei senatori, che oggi guadagnano circa 1.000 euro in più al mese. Ma non solo: secondo il Movimento 5 Stelle, dietro la formula ambigua e burocratica del testo firmato da Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e uomo forte del partito di Giorgia Meloni, si nasconderebbe anche il tentativo di reintrodurre i vitalizi.

Il testo dell’ordine del giorno chiede ufficialmente di “valutare l’opportunità di intensificare il confronto con i competenti organi del Senato […] al fine di superare eccessive differenziazioni nella disciplina di istituti comuni ai due rami del Parlamento”. Ma per il Movimento 5 Stelle, la traduzione è chiara: più soldi per i parlamentari, e ritorno ai privilegi che i cittadini pensavano di aver archiviato.

Gubitosa: “Meloni svuota le tasche degli italiani per riempire le proprie”

Durissimo l’attacco del vicepresidente M5S Michele Gubitosa, che parla apertamente di “vergognosa mossa”:

> “Fratelli d’Italia sta provando ad aumentare gli stipendi dei deputati e a reintrodurre i vitalizi. Cercando di passare inosservati, i finti patrioti hanno inserito un ordine del giorno per alzare il trattamento economico e tornare ai privilegi. Ancora una volta, Meloni e i suoi svuotano le tasche dei cittadini per riempire le proprie. Lotteremo con forza per bloccare questo ennesimo sfregio ai cittadini.”

Ricciardi (M5S): “È un attacco diretto alla dignità del Parlamento”

Anche il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi rincara la dose:

> “FdI vuole reintrodurre i vitalizi e aumentare gli stipendi dei deputati? Se così fosse, ci batteremo con tutte le nostre forze contro questo scempio. È l’ennesimo tentativo di usare i soldi pubblici per arricchire la casta, con formule vaghe che sperano passino inosservate.”

Una strategia vecchia quanto la politica

Secondo le opposizioni, l’ordine del giorno è stato inserito strategicamente all’ultimo punto dell’ordine dei lavori, sperando che la sua approvazione passasse senza clamore mediatico. Ma la reazione dei 5 Stelle ha acceso i riflettori su un passaggio che rischia di diventare l’ennesimo emblema di una classe dirigente sempre più distante dalla realtà dei cittadini.

Il Movimento ha annunciato che chiederà il ritiro immediato del provvedimento, o in alternativa che venga portato al voto palese in Aula, per costringere la maggioranza a uscire allo scoperto.

Uno schiaffo in pieno volto agli italiani

In un’Italia che ogni giorno chiede sacrifici ai suoi cittadini – dai giovani precari ai pensionati, dai lavoratori del pubblico impiego ai piccoli imprenditori – vedere chi siede in Parlamento tentare di aumentarsi lo stipendio e ripristinare i vitalizi suona come uno schiaffo intollerabile.

Per chi ha fatto della “guerra alla casta” una bandiera, come Giorgia Meloni e il suo partito, la proposta rappresenta una clamorosa contraddizione. E oggi più che mai, la domanda che risuona tra i cittadini è: chi difende davvero l’interesse del Paese?

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L’episodio consumatosi a Montecitorio non è solo una questione di bilancio interno: è il simbolo di un cortocircuito politico sempre più evidente tra le istituzioni e il Paese reale. Mentre milioni di italiani affrontano ogni giorno rincari, precarietà e tagli ai servizi, l’idea che i parlamentari possano discutere – anche solo “in via esplorativa” – di aumenti e privilegi, suona come un insulto.

In un momento storico che richiederebbe sobrietà, trasparenza e coerenza, il tentativo di FdI di muoversi nell’ombra rischia di erodere ulteriormente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Per una classe politica che si professa “dalla parte del popolo”, questa è l’occasione per dimostrarlo davvero. O per confermare, ancora una volta, che la distanza tra palazzo e piazza non è mai stata così profonda.

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