Il mondo dello spettacolo italiano raramente prende posizione con forza su temi politici e internazionali. Ma quando accade, l’effetto è dirompente. È il caso di Enzo Iacchetti, storico comico e conduttore, che con un video circolato in rete ha scagliato un durissimo attacco contro la premier Giorgia Meloni e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Parole nette, che hanno fatto il giro dei social, diventando un caso politico e mediatico: un artista popolare, volto familiare a milioni di italiani, che si espone senza filtri sul tema più drammatico del nostro tempo, la guerra a Gaza.
“Netanyahu è un assassino, Meloni lo applaude”
Nel video, Iacchetti non usa mezzi termini. Netanyahu viene definito “un assassino”, responsabile del massacro di civili nella Striscia di Gaza: oltre 50.000 morti, per la maggior parte donne e bambini. Numeri che l’ONU e le ONG umanitarie denunciano da mesi, parlando di catastrofe umanitaria e di possibile crimine contro l’umanità.
Ma l’attacco non si ferma al premier israeliano. Nel mirino finisce anche Giorgia Meloni, colpevole – secondo il comico – di non aver mai pronunciato una parola di condanna: “Invece di dirgli che sta facendo cose vergognose, gli dà la manina, sorride, tace. È una complicità insopportabile”.
La differenza tra terroristi e capi di Stato
Uno dei passaggi più forti del suo intervento riguarda il paragone con Hamas. Iacchetti riconosce che il 7 ottobre sia stato un atto terroristico efferato, che ha provocato vittime innocenti e ha sconvolto Israele. Ma sottolinea la differenza: “Quelli sono terroristi. Questo invece è un capo di governo. E le responsabilità non sono le stesse”.
Un ragionamento che mette a nudo l’asimmetria di potere e di responsabilità: da un lato un’organizzazione armata clandestina, dall’altro uno Stato con esercito regolare, appoggi internazionali e alleanze politiche.
Un’Italia sempre più allineata e silente
La critica alla premier italiana si inserisce in un contesto più ampio: l’allineamento dell’Italia alle posizioni di Israele e degli Stati Uniti. Mentre altri Paesi europei hanno preso posizioni più sfumate, chiedendo cessate il fuoco e corridoi umanitari, Roma si è distinta per il sostegno senza riserve a Netanyahu.
Per Iacchetti questo atteggiamento rappresenta una forma di ipocrisia politica: il governo Meloni si erge a difensore dei valori cristiani e della famiglia, ma resta muto davanti allo sterminio di migliaia di bambini palestinesi.
La voce degli artisti e il silenzio della tv
Non è la prima volta che un personaggio dello spettacolo rompe il muro di silenzio su Gaza. Ma l’intervento di Iacchetti ha un peso particolare perché arriva da un volto televisivo simbolo della comicità popolare, conosciuto da decenni per il suo ruolo a Striscia la Notizia.
Il suo gesto dimostra come, in assenza di prese di posizione nei grandi talk show, la voce di artisti e comici possa diventare megafono della società civile. Non a caso, il video ha raccolto migliaia di condivisioni e commenti di sostegno, confermando che esiste una parte crescente di opinione pubblica che non accetta più il silenzio.
“Siamo sempre di più”
Il comico ha concluso il suo intervento con una nota di speranza: “Noi che abbiamo voglia di parlare siamo sempre di più, e questa cosa prima o poi finirà”. Una frase che sintetizza lo spirito di chi, in Italia e nel mondo, non intende rassegnarsi all’idea che la verità possa essere soffocata dalla propaganda.
Il messaggio è chiaro: la coscienza civile cresce, anche se i governi tacciono. E la voce degli artisti, quando si alza con forza, può contribuire a smuovere un dibattito che la politica preferisce eludere.
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L’attacco di Enzo Iacchetti a Netanyahu e Giorgia Meloni non è stato un semplice sfogo, ma un atto politico e morale. Un artista che si mette in gioco, rischiando critiche e polemiche, per dire ciò che molti pensano e pochi osano dire davanti a una telecamera.
La sua invettiva resterà come uno dei momenti più forti di questa stagione, ricordandoci che anche la satira, quando rinuncia al sorriso e abbraccia la verità, può diventare denuncia sociale e politica.
Enzo Iacchetti ha fatto ciò che la politica italiana non ha il coraggio di fare: guardare in faccia la realtà e chiamarla col suo nome.




















