Un intervento serrato, critico e ricco di dati quello del senatore del Movimento 5 Stelle Ettore Licheri, ospite della trasmissione Tagadà condotta da Tiziana Panella su La7. Al centro del suo intervento, la dura contestazione alle recenti dichiarazioni della premier Giorgia Meloni, che aveva esultato per l’aumento del numero di occupati in Italia. Ma per Licheri, si tratta di “numeri torturati” e di “una rappresentazione falsa del Paese”.
“Meloni ha questa abilità nel nascondere la verità giocando sui numeri. Ma un Paese che cresce dello 0,3% non può generare un milione di posti di lavoro. Non serve una laurea alla Bocconi per capirlo”, ha esordito il senatore grillino.
Numeri reali e numeri manipolati
Licheri ha denunciato come i numeri sbandierati dal governo includano anche dati fuorvianti: lavoratori in cassa integrazione, lavoratori pensionabili a cui è stato impedito l’accesso alla pensione e aumenti di occupazione nei settori più poveri dell’economia.
“Se vai a vedere i numeri, ti accorgi che il numero complessivo delle ore lavorate è diminuito, e dentro quei dati ci sono anche le ore di cassa integrazione. Il lavoro è aumentato o diminuito? E poi c’è il dato dell’Eurostat, che oggi ci dice che il 9% dei lavoratori full time è sotto la soglia di povertà: non riesce ad arrivare alla fine del mese”.
Un altro riferimento chiave è arrivato dall’Istat: “Dal 2021, cioè dal governo Conte II ad oggi, i salari reali sono calati dell’8%. E in questo mese di aprile, l’inflazione si è mangiata il 2% degli stipendi di tutti noi”.
Un esempio concreto per spiegare il paradosso
Per rendere più comprensibile il discorso anche al pubblico a casa, Licheri ha usato un esempio diretto:
“Se ho una collaboratrice domestica e la pago 10 euro l’ora, e poi ne prendo due pagandole 5 euro l’una, ho raddoppiato i posti di lavoro, ma il monte ore è lo stesso e la ricchezza prodotta non è aumentata. Così si spiega il trucco del milione di posti di lavoro: sono numeri svuotati di significato”.
“Meloni racconta Fantasilandia”
Il senatore ha ironizzato sull’ottimismo della premier, parlando di una “premier dell’isola che non c’è”:
“Chi ci ascolta da casa fa fatica, lo sa benissimo. Solo chi vive in Fantasilandia può credere che stia andando tutto bene. Ma la realtà è che gli italiani sono più poveri, più precari e meno tutelati”.
Quando un altro ospite ha difeso l’operato del governo, sostenendo che i compensi totali sono aumentati, Licheri ha replicato con sarcasmo: “Allora potete anche dire che sono aumentati gli stipendi, come afferma la vostra premier. Ma per chi vive in questo Paese, è evidente che Meloni nasconde la verità. E per me, chi nasconde la verità è un bugiardo”.
La fuga dei giovani: “150.000 cervelli in fuga in meno di due anni”
Tra i passaggi più forti del suo intervento, il senatore ha toccato anche il tema della fuga dei giovani italiani all’estero:
“Negli ultimi 22 mesi più di 150.000 giovani formati in Italia – diplomati, laureati, specializzati – hanno lasciato il Paese. Per formarli, lo Stato ha investito fino a 228.000 euro per ciascun dottore di ricerca. Quando se ne vanno, perdiamo un patrimonio”.
Con un riferimento personale, ha raccontato la storia del figlio, specializzando in medicina a Modena, che riceve offerte dall’estero a causa degli stipendi bassissimi in Italia: “Non si può pensare di trattenere i nostri migliori giovani offrendo loro solo precarietà e stipendi da fame”.
Lavoro sottopagato e caporalato: “Lo dice anche Mattarella”
Licheri ha infine richiamato anche le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nei mesi scorsi ha denunciato pubblicamente due piaghe gravi del mondo del lavoro: il caporalato e la mancanza di sicurezza. “Se persino Mattarella è intervenuto su questi temi, vuol dire che la situazione è davvero insostenibile”.
Sul rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, ha ricordato che il governo propone un adeguamento del 6% in tre anni, una cifra definita “insufficiente” e “irricevibile” dai sindacati.
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Conclusione
Dall’occupazione alla precarietà, dalla fuga dei cervelli al declino dei salari, Ettore Licheri ha dipinto un quadro molto diverso da quello raccontato dal governo. E ha lanciato un messaggio chiaro: “Serve un cambio di rotta. Bisogna smettere di raccontare un Paese immaginario e iniziare a dare risposte concrete agli italiani che faticano ogni giorno per arrivare a fine mese”.
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