Ettore Licheri (M5S) infiamma Agorà su Rai 3: Ecco cosa succede fuori dal Senato – VIDEO

Un intervento carico di indignazione e denuncia quello del senatore Ettore Licheri del Movimento 5 Stelle, ospite il 7 maggio ad Agorà, la trasmissione mattutina di approfondimento politico in onda su Rai 3. Davanti alle telecamere e a un parterre di giornalisti e politici, Licheri ha duramente attaccato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusandola di evitare il confronto con il Parlamento, di raccontare “favole” sui migranti e di ignorare il dramma della povertà lavorativa in Italia.

> “Ieri è venuta a fare propaganda, non a riferire. Ha offeso le istituzioni e anche l’intelligenza degli italiani.”

Migranti: “Nove rimpatri? È una presa in giro”

Uno dei passaggi più forti dell’intervento ha riguardato il piano migranti Italia-Albania, annunciato dal governo con toni trionfalistici. “La premier ha detto che il 25% dei migranti trattenuti in Albania sarà rimpatriato. Ma si tratta di 9 persone! Nove! E domenica a Lampedusa ne sono sbarcati 350,” ha sottolineato Licheri con evidente esasperazione.

Secondo il senatore, il governo starebbe “prendendo in giro il Paese” con cifre costruite per la propaganda, completamente scollegate dalla realtà quotidiana di chi lavora nei territori o assiste alle emergenze migratorie.

“Mai un confronto vero in Aula”

Licheri ha poi spostato il discorso sulla gestione del dibattito democratico. “Giorgia Meloni evita sistematicamente il Parlamento, ieri è venuta per propaganda. e. Preferisce le passerelle e gli slogan. E oggi si presenta ai sindacati: ma se non ascolta i parlamentari, come potrà ascoltare loro?”

La critica è netta: il presidente del Consiglio viene accusata non solo di autoreferenzialità, ma anche di svuotare il ruolo del Parlamento come sede del confronto democratico.

Lavoro, salari e povertà: “I numeri fanno paura”

Tema centrale dell’intervento anche la condizione dei lavoratori. Licheri ha citato dati preoccupanti: “Boom della cassa integrazione. E il 9% dei lavoratori full time, quindi assunti a tempo indeterminato, versa in stato di povertà. Di fronte a questi numeri il governo resta muto.”

Il senatore ha rilanciato la proposta sul salario minimo legale, da tempo cavallo di battaglia del M5S, e si è chiesto se esista ancora una volontà concreta di affrontare i nodi strutturali del mercato del lavoro. “Non raccontiamo un Paese perfetto – ha detto – ma nemmeno fingiamo che le cose vadano bene solo perché lo dice la propaganda.”

Autocritica e tensione: “Ci sgoliamo, a volte perdiamo le staffe”

In chiusura, Licheri ha riconosciuto anche il tono acceso che spesso caratterizza le uscite del Movimento 5 Stelle in Aula: “Ieri mi è scappato qualche urlo. Lo ammetto. Ma quando vedi un governo che prende in giro il Parlamento e i cittadini, a volte perdi le staffe. È rabbia vera, non teatrino.”

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Conclusione: una distanza che si allarga

L’intervento di Ettore Licheri ad Agorà conferma una frattura sempre più profonda tra opposizione e governo. Le accuse rivolte a Giorgia Meloni non riguardano solo le scelte politiche, ma un metodo di governo percepito come chiuso, autoreferenziale e lontano dalle urgenze reali.

In un Paese dove i dati sulla povertà lavorativa crescono, e dove il dibattito pubblico è spesso fagocitato dalla propaganda, la voce del senatore Licheri si è fatta sentire forte e chiara. Resta da vedere se troverà ascolto, oppure resterà l’ennesimo grido nel vuoto.
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