Durissima critica alla gestione del conflitto in Ucraina da parte dell’Unione Europea. “Noi lo dicevamo: se lasciamo vuoti diplomatici, saranno altri a riempirli. E così è stato”.
Un intervento destinato a far discutere quello del senatore del Movimento 5 Stelle Ettore Licheri, andato in onda durante la trasmissione Omnibus su La7. Con toni pacati ma durissimi nei contenuti, Licheri ha lanciato un vero e proprio j’accuse contro l’Unione Europea e la sua condotta nel contesto della guerra in Ucraina, denunciando un’assenza prolungata e sistematica di iniziativa diplomatica.
“Abbiamo rinunciato alla politica. E la diplomazia è sparita”
“Altrimenti, ovviamente, finiamo per scontrarci con la stupidità”, ha esordito Licheri, con una frase che racchiude il senso del suo discorso. “In questi tre anni – ha aggiunto – abbiamo messo da parte qualunque tipo di iniziativa politica o diplomatica. Non abbiamo costruito una vera pressione internazionale, non abbiamo coinvolto gli attori globali che avrebbero potuto avere un peso: la Cina, l’India, i Paesi BRICS”.
Un’accusa precisa, che punta il dito contro la linea dell’Unione Europea e, per estensione, del blocco occidentale, colpevole – secondo il senatore M5S – di aver scelto un approccio prevalentemente militare ed economico, rinunciando alla via del dialogo e della diplomazia multilaterale.
La critica alla “foto-simbolo” dei tre leader in treno: “Era vuoto di contenuti”
Nel suo intervento, Licheri ha richiamato anche uno dei momenti più simbolici dell’impegno europeo nella crisi ucraina: la celebre foto dei tre leader europei – Mario Draghi, Emmanuel Macron e Olaf Scholz – sul treno diretto a Kiev. Un’immagine che, secondo Licheri, ha avuto un grande impatto mediatico ma ben poco valore politico: “Avete parlato della solita foto fatta lì dai tre leader in treno che andavano a Kiev. Ma dietro a quell’immagine non c’era alcuna iniziativa concreta, nessuna visione diplomatica”.
Il senatore ha sottolineato che il Movimento 5 Stelle aveva da tempo lanciato l’allarme: “Guardate che se non riempiamo questo vuoto diplomatico, altri lo faranno al posto nostro. Ed è esattamente ciò che è accaduto”.
“Abbiamo quattro armi. Ma ne usiamo solo due”
Uno dei passaggi più incisivi del discorso riguarda l’elenco degli strumenti di intervento in mano all’Europa: “In questo momento – ha spiegato Licheri – sono quattro le armi che noi abbiamo per poter intervenire in quel quadrante: le misure militari, le misure economiche, le misure politiche e le misure diplomatiche”. Ma, ha osservato, “continuiamo a sentire parlare solo di misure militari ed economiche. Nessuno parla di iniziative politiche e diplomatiche”.
Secondo il senatore M5S, si tratta di una scelta strategica miope, che ha finito per isolare l’Europa e lasciarla priva di credibilità agli occhi dei grandi mediatori internazionali. “Abbiamo abdicato al nostro ruolo, quando invece l’Europa avrebbe dovuto porsi come garante del dialogo, non come comprimario degli Stati Uniti nella gestione muscolare del conflitto”.
“Ogni tentativo di dialogo è stato sabotato dalle nostre stesse sanzioni”
Licheri ha poi rilanciato un’accusa precisa sulla tempistica delle iniziative occidentali: “Voi non siete d’accordo nel riconoscere che ogni volta che i tavoli diplomatici si sono creati, il giorno prima l’Europa ha mandato nuove sanzioni economiche o militari. È successo più volte. Come si può pensare che ci prendano sul serio se noi stessi sabotiamo ogni tentativo di mediazione?”
L’intervento si è chiuso con un appello a ripensare radicalmente la postura internazionale dell’Unione Europea. “Non si può continuare così. Servono coraggio politico e volontà diplomatica. Altrimenti continueremo a restare spettatori passivi o peggio ancora, co-responsabili di un’escalation senza fine”.
L’intervento del senatore Licheri si inserisce nella linea critica che il Movimento 5 Stelle ha mantenuto negli ultimi anni nei confronti dell’invio di armi all’Ucraina e dell’approccio esclusivamente sanzionatorio verso la Russia. Ma con questa uscita televisiva, il senatore ha alzato il tiro, denunciando anche l’incapacità dell’Unione di esercitare un ruolo geopolitico autonomo, capace di guidare processi di pace.
Un messaggio chiaro, che suona come un campanello d’allarme per la politica italiana ed europea: la guerra si combatte anche – e soprattutto – sul piano della diplomazia. E finché quella dimensione resterà assente, ogni strategia sarà, per definizione, zoppa.
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Le parole di Ettore Licheri mettono a nudo una verità spesso elusa dal dibattito pubblico: la guerra in Ucraina non si risolverà solo con armi e sanzioni. L’assenza dell’Unione Europea dal campo della diplomazia internazionale non è solo un’occasione mancata, ma un errore strategico che mina la sua stessa legittimità geopolitica.
Rinunciando a costruire ponti, l’Europa ha lasciato spazio ad altri attori globali, perdendo centralità e capacità d’influenza. In un mondo sempre più multipolare, l’inerzia diplomatica non è neutralità: è complicità nell’escalation.
Se l’Unione vuole davvero essere portatrice di pace, deve tornare a investire sul dialogo, sull’ascolto e sulla mediazione. Perché la forza senza politica è sterile. E un’Europa senza diplomazia è solo un continente che ha smarrito la propria identità.




















