Ferrara, l’incidente che diventa caso politico: il sindaco Fabbri in auto con… – L’accaduto shock

Un incidente stradale senza feriti si è trasformato in poche ore in un caso politico pesantissimo per il Comune di Ferrara. Al centro della vicenda ci sono il sindaco leghista Alan Fabbri e l’assessora Francesca Savini, coinvolti lunedì sera, 4 maggio, in un sinistro avvenuto a Sermide e Felonica, nel Mantovano. La vettura, guidata da Savini, è uscita di strada, finendo prima contro un albero e poi in un campo.

Nessuno dei due occupanti ha riportato ferite e, secondo quanto emerso, entrambi hanno rifiutato il trasporto in ospedale. Ma il punto che ha fatto esplodere la polemica è arrivato subito dopo: l’assessora è risultata positiva all’alcol test con un tasso superiore a 1,5 grammi per litro. Per lei sono scattati il ritiro della patente, la denuncia per guida in stato di ebbrezza e il sequestro del veicolo, con successiva confisca.

Le dimissioni dell’assessora

A distanza di alcuni giorni dall’incidente, Francesca Savini ha rassegnato le dimissioni da assessora comunale di Ferrara, dove aveva le deleghe a Pnrr, Anagrafe, Stato Civile e Servizi demografici. Una decisione arrivata con effetto immediato e motivata, nelle sue parole, dal rispetto verso l’istituzione e verso i cittadini.

Savini ha parlato di una scelta “sofferta” ma “doverosa”, spiegando di voler tutelare il lavoro dell’amministrazione e il rapporto di fiducia costruito negli anni. Ha inoltre precisato che l’accertamento sulle cause del sinistro è ancora in corso e che sarà fatta chiarezza nelle sedi opportune.

Il sindaco Fabbri: “Per fortuna nessuno si è fatto male”

Anche il sindaco Alan Fabbri è intervenuto pubblicamente sulla vicenda, spiegando di essere rimasto illeso e di aver continuato nei giorni successivi a svolgere regolarmente gli impegni istituzionali già programmati.

Il primo cittadino ha dichiarato di non essere intervenuto prima perché erano in corso accertamenti sulla dinamica dell’incidente, nel rispetto della privacy e del lavoro degli organi competenti. Ha poi preso atto delle dimissioni dell’assessora, definendole un gesto forte e sottolineando il senso di responsabilità dimostrato da Savini.

La figuraccia politica

Il caso, però, va oltre la cronaca stradale. A pesare è il profilo pubblico dei protagonisti: un sindaco e una sua assessora, entrambi esponenti di un’amministrazione chiamata a rappresentare legalità, sicurezza e responsabilità istituzionale. Proprio per questo l’episodio è diventato immediatamente terreno di scontro politico.

Le opposizioni hanno attaccato duramente, sollevando interrogativi non solo sulla condotta dell’assessora, ma anche sul ruolo del sindaco presente in auto. Fabio Anselmo, avvocato e capogruppo di una lista civica di opposizione, ha chiamato in causa anche Matteo Salvini, ricordando la centralità della battaglia contro la guida in stato di ebbrezza nella comunicazione politica della Lega.

Il nodo della coerenza

La vicenda rischia di diventare una vera “figuraccia epica” soprattutto per il cortocircuito politico che produce. Da un lato, la linea dura sulla sicurezza stradale e sulla guida dopo aver bevuto; dall’altro, un incidente che coinvolge direttamente due figure di primo piano dell’amministrazione ferrarese, con l’assessora risultata positiva all’alcol test oltre il limite consentito.

Le dimissioni di Savini chiudono formalmente il capitolo amministrativo, ma non quello politico. Restano le domande, le polemiche e l’imbarazzo per una vicenda che colpisce l’immagine pubblica della giunta e apre un fronte difficile da liquidare come semplice incidente.

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Il sinistro di Sermide e Felonica non ha provocato feriti, ma ha prodotto conseguenze politiche immediate. La patente ritirata, la denuncia, il sequestro dell’auto e le dimissioni dell’assessora hanno trasformato una notte finita fuori strada in un caso nazionale.

Per Ferrara, e per la Lega, resta il peso di una vicenda che mette al centro responsabilità personale, credibilità istituzionale e coerenza politica. Perché quando chi rappresenta le istituzioni finisce coinvolto in un episodio del genere, la questione non riguarda più soltanto il Codice della strada: riguarda la fiducia dei cittadini.

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