Figuraccia Epica del deputato Meloniano in diretta da Parenzo – Come legge i dati? – VIDEO

Appendino (M5S): “altro che blocco navale: +80% dalla Libia, fallimento su tutta la linea”

Si infiamma il dibattito politico sui numeri dell’immigrazione. Durante un intervento televisivo, Nicola Procaccini, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, ha citato la cifra di 260mila migranti sbarcati dall’inizio del governo Meloni, scatenando la reazione del Movimento 5 Stelle.

Sui social, il M5S ha definito “clamoroso” che un esponente di Fratelli d’Italia possa “vantarsi” di un dato che, a loro giudizio, smentisce anni di propaganda sul cosiddetto “blocco navale”. “Altro che blocco navale – scrivono i pentastellati – con Meloni al governo si è arrivati a 260mila sbarchi, un numero record che dimostra il fallimento delle sue politiche migratorie”.

Alla polemica si è aggiunta Chiara Appendino, vicepresidente del M5S, che ha collegato i dati all’aumento degli arrivi via mare dalla Libia: “Siamo a 250.000 sbarchi sotto il loro governo e +80% dalla Libia rispetto al 2024. Altro che blocco navale e realpolitik: questo è un fallimento su tutta la linea. Meloni ha preso voti per anni speculando sui migranti e ora, invece di continuare con le balle, abbia almeno il coraggio di chiedere scusa”.

Secondo i dati del Viminale, l’aumento degli arrivi dalla rotta libica rappresenta una delle principali criticità nella gestione dei flussi migratori. Un tema che, con la pausa estiva agli sgoccioli, si prepara a tornare al centro dello scontro politico in autunno, insieme alle scelte del governo in materia di sicurezza e rapporti internazionali.

Il nodo migranti e la “realpolitik”

Le critiche di Appendino non si sono limitate alla gestione del caso Almasri, ma hanno toccato anche il tema migratorio, con un richiamo diretto alle promesse elettorali della maggioranza. “E ora parlano di realpolitik, ma quale realpolitik, che neanche ha funzionato?”, ha affermato, ricordando che “siamo a 250.000 sbarchi sotto il loro governo e +80% dalla Libia rispetto al 2024”.

Per la vicepresidente M5S, le politiche migratorie annunciate – come il cosiddetto blocco navale – non avrebbero prodotto risultati concreti: “Altro che blocco navale e realpolitik: questo è un fallimento su tutta la linea”.

Accuse di incoerenza

Appendino ha infine accusato Meloni di incoerenza rispetto alle posizioni espresse in passato: “Ha preso voti per anni speculando sui migranti e ora, invece di continuare con le balle, abbia almeno il coraggio di chiedere scusa. Farebbe più bella figura”.

Il doppio fronte aperto – sul caso Almasri e sulla gestione dei flussi migratori – lascia prevedere che il dibattito politico resterà acceso anche nelle prossime settimane, con l’immigrazione destinata a essere uno dei temi centrali dell’autunno politico.

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Le parole di Chiara Appendino uniscono in un unico atto d’accusa due dossier già esplosivi per l’esecutivo: il caso Almasri e il fallimento, denunciato dall’opposizione, delle politiche migratorie. Il primo mina la credibilità e la trasparenza del governo, alimentando il sospetto di depistaggi e versioni contraddittorie; il secondo mette in discussione la capacità di mantenere le promesse simbolo della campagna elettorale di Giorgia Meloni. Insieme, questi temi compongono un fronte politico che la maggioranza non potrà liquidare con slogan o rassicurazioni di rito, perché tocca due nodi sensibili agli occhi dell’opinione pubblica: la coerenza e l’efficacia dell’azione di governo. Se non arriveranno risposte chiare e risultati tangibili, l’attacco di Appendino rischia di diventare il primo capitolo di una contestazione destinata a crescere nei prossimi mesi.

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