Figuraccia epica del MINISTRO Lollobrigida – La frase shock sulla manifestazione di 200 mila persone

ROMA — Una piazza enorme e colorata, oltre 200mila persone secondo gli organizzatori, ha attraversato ieri il centro di Roma nel corteo nazionale della Cgil contro la manovra economica del governo Meloni.
Sotto lo slogan “Democrazia al lavoro”, lavoratori, studenti, precari e pensionati sono partiti da piazza della Repubblica per raggiungere San Giovanni, cantando “Bella ciao” e sventolando bandiere rosse e della pace.

A chiudere la manifestazione è stato il segretario generale Maurizio Landini, che dal palco ha scandito parole nette:

“Le scelte del governo sono sbagliate, senza cambiamenti la mobilitazione non si ferma.”

Landini: “Non escludiamo lo sciopero generale”

Durante la marcia, Landini ha risposto alle domande dei giornalisti lasciando intendere che la protesta potrebbe proseguire:

“Uno sciopero contro la manovra? Non escludiamo nulla. Intanto oggi vogliamo dimostrare che c’è una parte importante del Paese che chiede cambiamento.”

 

Poi ha aggiunto:

“È una bellissima giornata, una grandissima manifestazione. Ringrazio tutti quelli che hanno scelto di essere qui. Non ci fermeremo e andremo avanti finché non si cambierà questa manovra sbagliata.”

 

Dal palco, il leader sindacale ha criticato anche la gestione della Rai e la precarietà nel lavoro:

“La Rai è un servizio pubblico: è inaccettabile che si tagli il giornalismo d’inchiesta o si limiti la libertà di stampa. Sulle pensioni chi ha raccontato balle è Salvini: aveva promesso di cancellare la Fornero e invece l’ha peggiorata.”

 

Infine, ha denunciato la coesione della maggioranza sui temi economici:

“Quello della maggioranza su banche e affitti è un teatrino. In realtà poi sono tutti d’accordo quando c’è da non aumentare i salari, non cancellare la precarietà e non mettere risorse nella sanità.”

La provocazione di Lollobrigida: “I pensionati della Cgil hanno tempo di manifestare”

A poche ore dalla chiusura della manifestazione, è arrivata la frase che ha fatto esplodere le polemiche.
Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ha commentato così la mobilitazione:

“Tanti pensionati sono iscritti alla Cgil, hanno tempo di manifestare. Per la destra è tutto più difficile ma abbiamo gente con gli attributi, a cominciare dalla presidente del Consiglio Meloni.”

 

Un commento che ha scatenato reazioni durissime da parte del sindacato e delle opposizioni, che lo hanno definito “un insulto ai cittadini che protestano per i propri diritti”.


Opposizioni e sindacati insorgono: “Parole offensive”

Dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, passando per Alleanza Verdi e Sinistra, le reazioni non si sono fatte attendere.
Diversi esponenti hanno accusato Lollobrigida di “disprezzo verso il mondo del lavoro” e di “linguaggio da curva più che da ministro”.

Sui social, l’hashtag #Lollobrigida è rapidamente diventato virale, con migliaia di utenti che hanno rilanciato la battuta del ministro contrapponendola alle immagini della folla a San Giovanni.

Un Paese in piazza, un governo che ironizza

La manifestazione della Cgil, sostenuta anche da rappresentanze di altre sigle sindacali e movimenti sociali, è stata una delle più grandi degli ultimi anni.
Il messaggio di Landini è stato chiaro:

“Non è vero che il Paese è rassegnato. La gente vuole cambiare e chiede dignità, giustizia e lavoro.”

Le parole di Lollobrigida, invece, hanno mostrato un atteggiamento che molti considerano di arroganza e distacco da quella parte del Paese che ieri ha riempito le strade.

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Conclusione

Il contrasto tra le due immagini — la folla di San Giovanni e le battute del ministro — restituisce la fotografia di un’Italia profondamente divisa:
da un lato chi scende in piazza per difendere il lavoro e i diritti, dall’altro un governo che sembra preferire la derisione al dialogo.

E mentre Landini promette che “la mobilitazione non si ferma”, la provocazione di Lollobrigida diventa il simbolo di una distanza sempre più grande tra il potere e la piazza.

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