Dopo lo stop della Corte dei Conti, il leader del M5S attacca il governo: “Progetto vecchio, illegittimo e devastante. Basta guerre ai giudici, ora servono aiuti veri per famiglie e imprese”
ROMA –
La Corte dei Conti blocca la delibera CIPESS sul Ponte sullo Stretto, e Giuseppe Conte affonda il colpo.
Per il leader del Movimento 5 Stelle, lo stop dei magistrati contabili è “la pietra tombale su un progetto fallimentare, illegittimo e dannoso”, che il governo Meloni ha trasformato in un simbolo di propaganda.
La decisione della sezione centrale di controllo della Corte dei Conti, che non ha ammesso al visto la delibera n. 41/2025, è arrivata come una doccia fredda per il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
Il collegio ha contestato “documentazione carente, pareri chiave senza firma e un progetto vecchio”, come riportato da La Repubblica.
Senza il via libera dei giudici contabili, il provvedimento da 13,5 miliardi di euro non può essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
È in programma questa mattina a Palazzo Chigi una riunione dell’esecutivo dedicata al dossier Ponte sullo Stretto, convocata dopo la decisione della Sezione centrale di controllo della Corte dei conti, che ieri ha negato il via libera di legittimità alla delibera del Cipess sull’opera. Secondo alcune fonti l’incontro dovrebbe tenersi alle 10.30. L’incontro, definito «d’urgenza», è stato chiamato ieri sera dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni «per affrontare la questione», come ha dichiarato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini in un’intervista al Corriere della Sera.
In una nota ufficiale, la Corte dei conti ha precisato che «la Corte dei conti, tramite la Sezione di controllo di legittimità, si è pronunciata nella giornata di ieri esclusivamente sugli aspetti giuridici della delibera Cipess relativa al Piano economico-finanziario per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, senza entrare in alcun modo nel merito dell’opportunità o del valore dell’opera». La Corte ha inoltre ricordato che «il rispetto della legittimità è un requisito essenziale per garantire la correttezza della spesa pubblica, tutela che la Costituzione affida alla Corte dei conti». E ha aggiunto: «Le decisioni e le delibere della Corte dei conti possono ovviamente essere oggetto di critica, ma tale confronto deve avvenire in un clima di rispetto per il lavoro dei magistrati».
Conte: “Progetto fallito, se ne vadano”
In un duro comunicato, Giuseppe Conte accusa frontalmente il governo di aver trascinato il Paese in una telenovela miliardaria, ignorando norme europee, vincoli ambientali e pareri tecnici.
“Il progetto del Ponte sullo Stretto è miseramente fallito. Sotterrato prima dai rilievi della Commissione europea, e adesso anche dalla Corte dei Conti.
L’avevamo già denunciato: viola norme europee e interne, procedurali e ambientali. Meloni e Salvini ora si assumano le proprie responsabilità e si dimettano.”
L’ex premier parla di “carrozzone da 13,5 miliardi” e chiede di restituire quei fondi ai cittadini, spostandoli su misure sociali concrete:
“Meloni prenda quei soldi del Ponte, ci aggiunga il miliardo buttato nei centri deserti in Albania, e li metta tutti nella legge di bilancio a favore di cittadini e imprese schiacciati dal carovita e dall’inflazione.”
La bocciatura della Corte dei Conti: “Documenti mancanti e costi non quantificati”
Secondo quanto ricostruito da la Repubblica, il giudizio della Corte dei Conti è stato durissimo:
“Documentazione carente, pareri chiave senza una firma, progetto vecchio e superato, soprattutto mancano atti che definiscano come siano stati quantificati i costi dell’opera, tutti a carico dello Stato e calcolati senza computi metrici.”
In altre parole, il governo ha tentato di riesumare un progetto degli anni 2000, mai aggiornato alle nuove normative europee e con un modello finanziario completamente stravolto: da project financing a appalto pubblico diretto, con una spesa quintuplicata.
Conte parla di “incompetenza e arroganza”:
“Hanno ripresentato un progetto vecchio, nato come project finance e oggi trasformato in un appalto che costa più di cinque volte la spesa originaria.
Volevano aggirare le regole europee sulle gare pubbliche e bypassare le norme ambientali. È una vergogna.”
Salvini attacca la Corte: “Decisione politica”
Come prevedibile, il ministro Salvini ha reagito parlando di “decisione politica” e di “grave danno per il Paese”.
In una nota ha promesso di “andare avanti comunque”, sostenendo che il Ponte “regalerà sviluppo e migliaia di posti di lavoro da Sud a Nord”.
Ma la realtà, sottolinea Conte, è ben diversa:
“Meloni e Salvini stanno già cercando di mettere le mani avanti. Tutta colpa dei giudici, brutti e cattivi. Ma la verità è che i danni li stanno facendo loro, grazie alla loro incapacità. E adesso, anziché fare autocritica, attaccano ancora la magistratura e gli organi di controllo.”
“Basta guerre ai giudici: non siete al di sopra della legge”
L’ex premier, oggi leader dell’opposizione, ha voluto anche rispondere alla linea di attacco della destra contro la magistratura e la Corte dei Conti, accusate di “bloccare le opere strategiche”:
“Smettano con la guerra santa a giudici e controllori. Questa volta sono capitati male: prima la Commissione europea, ora la Corte dei Conti.
Si credono al di sopra della legge, ma dovrebbero preoccuparsi piuttosto dei propri limiti, invece di cercare nemici e complotti ovunque.”
Le proposte del M5S: “Investire in famiglie e imprese, non in cattedrali nel deserto”
Conte rilancia anche un pacchetto di misure economiche alternative, già depositate dal Movimento 5 Stelle:
Aumento della no tax area per i redditi medio-bassi;
Potenziamento dell’assegno unico per i figli;
Rilancio di Transizione 4.0 per sostenere la produttività delle imprese;
Investimenti nelle infrastrutture sostenibili e nella sicurezza del territorio.
> “Con quei 13 miliardi – spiega Conte – si potrebbero aiutare milioni di famiglie e migliaia di imprese.
Invece questo governo preferisce buttare i soldi in un’opera inutile, che non vedrà mai la luce.”
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Conclusione: “Fine della telenovela”
VIDEO
Il leader M5S chiude la sua dichiarazione con parole nette:
“Oggi, con quest’ultima figuraccia, mettiamo la parola fine alla telenovela del Ponte sullo Stretto.
Il governo si è schiantato contro la realtà dei fatti. Meloni e Salvini non possono più nascondersi dietro la propaganda.
È tempo di restituire quei soldi agli italiani e pensare ai loro veri problemi: inflazione, stipendi bassi e servizi pubblici allo stremo.”
Il progetto del Ponte, nato come simbolo della grandeur salviniana, rischia così di trasformarsi nell’ennesimo boomerang politico ed economico.
Mentre la propaganda parla di “sviluppo”, i numeri, le carte e i giudici dicono un’altra cosa: un’opera vecchia, incompleta e fuori legge.
E questa volta, come dice Conte, “non basterà prendersela con i giudici per nascondere la verità”.



















