Un editoriale durissimo, costruito come un’unica, lunga domanda politica che pesa come un atto d’accusa. Nell’intervento andato in onda su La7 l’8 gennaio 2026, Corrado Formigli mette sotto accusa la linea internazionale del governo guidato da Giorgia Meloni, accusandola di applicare il diritto internazionale in modo selettivo: lo si difende quando conviene, lo si accantona quando intralcia interessi politici, economici o alleanze strategiche.
Venezuela, Gaza, Groenlandia non sono casi isolati, ma tasselli di un unico quadro: quello di un mondo che torna a ragionare in termini di forza e di sfere di influenza, e di un’Italia che — secondo Formigli — evita accuratamente di dire da che parte sta davvero.
Il richiamo a Macron e la frattura con gli Stati Uniti
L’editoriale si apre richiamando le parole del presidente francese Emmanuel Macron, che ha parlato apertamente di un allontanamento degli Stati Uniti dal diritto internazionale e da una storica alleanza fondata sulle regole condivise. Un passaggio tutt’altro che formale, perché segnala una frattura sempre più evidente tra Washington e una parte dell’Europa sul modo di intendere l’uso della forza.
È da qui che nasce la domanda centrale rivolta alla presidente del Consiglio: da che parte sta l’Italia da quando governa Giorgia Meloni? Con chi difende un ordine internazionale basato sulle regole o con chi accetta che la forza torni a essere l’unico criterio?
Venezuela, il nodo del “golpe legittimo”
Il cuore dell’editoriale è il Venezuela. Formigli ricorda come, dopo l’operazione statunitense a Caracas e la destituzione di Nicolás Maduro, diversi leader europei abbiano mantenuto una posizione prudente, temendo la reazione di Donald Trump. Altri, come il premier spagnolo Pedro Sánchez, hanno invece parlato apertamente di una grave violazione del diritto internazionale, pur senza legittimare Maduro.
Secondo Formigli, Meloni non solo non avrebbe espresso dubbi, ma avrebbe addirittura applaudito l’operazione americana, definendola un atto legittimo di autodifesa contro i narcos venezuelani. Una posizione che, nell’editoriale, viene definita una forzatura pericolosa: perché se l’autodifesa diventa una formula elastica, ogni intervento armato può essere giustificato a posteriori.
La “smentita” americana e il tema del petrolio
Il racconto si fa ancora più tagliente quando Formigli richiama le dichiarazioni successive dello stesso Trump, che avrebbe ammesso come l’operazione in Venezuela fosse legata anche — se non soprattutto — al controllo delle risorse energetiche, in particolare del petrolio.
È qui che la narrazione dell’autodifesa, secondo l’editoriale, si sgretola. Se l’obiettivo reale è l’appropriazione di risorse strategiche, allora non siamo davanti a una difesa preventiva, ma a un classico cambio di regime per interessi economici. E chi applaude, in quel momento, si assume la responsabilità politica di legittimare una logica che mette da parte il diritto internazionale quando diventa scomodo.
Gaza e il principio che vale a corrente alternata
Formigli allarga poi lo sguardo a Gaza, non per entrare nel merito di un singolo conflitto, ma per sottolineare una contraddizione più ampia. Il diritto internazionale viene evocato con forza in alcune circostanze e ignorato in altre, a seconda degli equilibri geopolitici e delle alleanze.
Il problema, secondo l’editoriale, non è scegliere una posizione difficile, ma farlo in modo coerente. Perché se il rispetto delle regole diventa selettivo, perde ogni forza morale e politica. Non è più un principio: è uno strumento.
Groenlandia e la normalizzazione della logica imperiale
Nel mosaico tracciato da Formigli entra anche la Groenlandia, evocata come simbolo di una nuova stagione di mire territoriali e pressioni esplicite sull’Europa. L’idea che una grande potenza possa rivendicare territori strategici con minacce o annunci unilaterali è, per l’editorialista, la prova che il mondo sta scivolando verso una normalizzazione della logica imperiale.
In questo scenario, l’Europa è chiamata a una scelta: subire o affermare una propria autonomia politica e giuridica. E l’Italia, per peso e collocazione, non può limitarsi a seguire senza prendere posizione.
Sovranismo a giorni alterni e realpolitik selettiva
Il passaggio forse più politico dell’editoriale è quello in cui Formigli accusa Meloni di praticare un sovranismo intermittente. Si applaude l’arresto di alcuni dittatori in nome della libertà e del diritto internazionale, ma allo stesso tempo si stringono accordi “molto proficui” con altri regimi, come quelli di Egitto, Libia, Algeria e Tunisia, quando tornano utili per energia, migrazioni o stabilità regionale.
Non è una critica moralistica, ma una critica di coerenza. Perché, sostiene Formigli, questa oscillazione continua non comunica forza o realismo, ma dipendenza. Dipendenza dagli equilibri del momento e dalla volontà dell’alleato più potente.
Il finale: la domanda che resta sospesa
C’è un punto, nel finale dell’editoriale, che va oltre la polemica e diventa una vera chiamata in causa politica. Non è più una questione di singole crisi, ma di linea complessiva. Perché quando il diritto internazionale viene invocato solo contro i nemici e sospeso davanti agli alleati, smette di essere un principio e diventa uno strumento occasionale.
È qui che la domanda rivolta a Giorgia Meloni assume un peso diverso: non è un attacco personale, ma una richiesta di collocazione. L’Italia vuole stare dalla parte delle regole, anche quando questo comporta attriti con l’alleato più potente, oppure preferisce adattarsi alla logica del più forte, accettando che il diritto valga solo quando non intralcia interessi strategici, economici o geopolitici? … continua
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È qui che la domanda rivolta a Giorgia Meloni assume un peso diverso: non è un attacco personale, ma una richiesta di collocazione. L’Italia vuole stare dalla parte delle regole, anche quando questo comporta attriti con l’alleato più potente, oppure preferisce adattarsi alla logica del più forte, accettando che il diritto valga solo quando non intralcia interessi strategici, economici o geopolitici?




















