Gaza, Conte attacca Meloni: “Un disonore nazionale il suo silenzio. Copre i crimini di… Video

Nel corso della puntata di martedì 6 maggio di Dimartedì, il talk show politico in onda su La7 e condotto da Giovanni Floris, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha lanciato un durissimo attacco contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Al centro della polemica, il silenzio del governo italiano sul conflitto in corso nella Striscia di Gaza, dove le operazioni militari israeliane hanno provocato decine di migliaia di vittime e una crisi umanitaria senza precedenti.

“Meloni è osannata dai giornali di regime, ma prende per i fondelli tutti”, ha esordito Conte, in un intervento dai toni aspri e senza mediazioni. “Va a Washington promettendo acquisti di armi e gas americano, compiacendo il Big Tech, conquistandosi un secondo bacio dopo quello di Biden. Ma questa non è abilità: è una truffa politica”.

Conte ha poi fatto riferimento al sondaggio presentato in studio, secondo il quale il 68% degli italiani considera le operazioni israeliane a Gaza sproporzionate e inaccettabili, mentre solo il 13% le giudica adeguate in risposta agli attacchi di Hamas. “Davanti a questi numeri, davanti alla tragedia umana che si sta consumando, il governo tace. Ma come ci si può sentire rappresentati da chi non prende posizione di fronte a uno sterminio sistematico?”, ha chiesto retoricamente l’ex premier.

“Copre un governo criminale solo perché ideologicamente affine”

“Ci sono 50, 60, 70mila palestinesi affamati da mesi, Israele blocca gli aiuti umanitari e programma una massiccia invasione di Gaza”, ha proseguito Conte. “Meloni tace. Perché? Perché Netanyahu guida un governo di destra come il suo? Ma allora mi chiedo: può davvero l’affinità ideologica giustificare il silenzio su queste atrocità? È un disonore nazionale”.

Il leader del M5s ha poi rivendicato il proprio operato internazionale durante il suo governo, ricordando che “se io avessi preso in giro, come fa lei, Macron, Merkel, Trump, non avrei mai ottenuto il Next Generation EU. Altro che politica estera di successo, questa è politica da palcoscenico, costruita a uso e consumo dei media amici”.

Una frattura politica e morale

Le parole di Conte marcano un ulteriore solco tra le forze di opposizione e l’attuale esecutivo. Il tema della guerra in Medio Oriente, e in particolare la posizione dell’Italia di fronte alle accuse rivolte a Israele per crimini di guerra, è destinato a diventare uno dei punti centrali dello scontro politico nei prossimi mesi, anche in vista delle elezioni europee.

Conte, che da mesi chiede un riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina e il blocco delle forniture militari a Israele, ha così riacceso i riflettori su un tema che imbarazza Palazzo Chigi. L’accusa è pesante: silenzio complice, motivato da calcolo politico e affinità ideologica con l’esecutivo di Netanyahu.

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Il dibattito si infiamma

Non sono mancate le reazioni sui social, dove l’intervento di Conte ha fatto rapidamente il giro della rete. Sui canali del Movimento 5 Stelle, le sue dichiarazioni sono state rilanciate con toni fortemente critici verso l’esecutivo, mentre da parte della maggioranza – almeno fino a questa mattina – non è giunta alcuna replica ufficiale.

Nel frattempo, il bilancio delle vittime a Gaza continua a salire e la pressione internazionale cresce. Ma da Palazzo Chigi, ancora nessuna dichiarazione. Un silenzio che, come ha detto Conte, “parla più di mille parole”. E che, secondo l’ex premier, resterà come una delle pagine più vergognose della storia recente della politica italiana.
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