Il leader M5S attacca l’escalation militare israeliana e accusa l’UE e il governo Meloni di silenzio e ipocrisia. “Serve subito embargo sulle armi e sanzioni. Basta mani sporche di sangue”
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– Un durissimo attacco al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ma anche all’Unione europea e al governo italiano. Con un post pubblicato nelle ultime ore su Facebook, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha definito la decisione israeliana di procedere con un’“invasione massiccia” della Striscia di Gaza un “folle piano di occupazione”, denunciando una spirale di violenza che, a suo dire, sta assumendo i contorni di un vero e proprio sterminio sistematico.
> “Poco fa Netanyahu ha annunciato ‘un’invasione massiccia a Gaza’. È di poche ore fa l’approvazione di un folle piano da parte di Israele per occupare la Striscia e strappare le persone dalla loro terra”, scrive l’ex premier. “Tutto dopo aver strappato oltre 50 mila vite palestinesi, bloccato cibo e medicine vitali per tante persone, per tanti bambini”.
Parole forti, che danno corpo alla linea ormai consolidata del Movimento 5 Stelle sulla crisi mediorientale, e che mirano anche a mettere all’angolo tanto la diplomazia europea quanto l’atteggiamento del governo Meloni, accusati da Conte di passività, ipocrisia e complicità.
“L’UE balbetta, l’Italia tace”
Nel suo messaggio, Conte accusa frontalmente l’Unione europea di limitarsi a formule vuote e di non esercitare alcuna reale pressione diplomatica su Israele:
> “’Siamo preoccupati’, ‘esortiamo Israele’, balbetta l’Unione europea con le solite chiacchiere di circostanza”.
Ma è al governo italiano che il leader pentastellato riserva le critiche più severe, parlando di una copertura politica e morale nei confronti del governo Netanyahu:
> “Da Giorgia Meloni nemmeno una parola. Gli atti del governo italiano restano fermi a foto di ministri che stringono le mani sporche di sangue di Netanyahu”.
Una denuncia che fa eco alle immagini degli ultimi mesi, in cui diversi rappresentanti dell’esecutivo italiano – compresa la premier – hanno incontrato le autorità israeliane, ribadendo il sostegno “alla sicurezza di Israele”.
“Meloni non venga più a darci lezioni di libertà”
Conte spinge la polemica anche sul piano valoriale e istituzionale, accusando la presidente del Consiglio di incoerenza e doppio standard:
> “La premier non si presenti più in Aula a farci lezioncine ipocrite di sovranità, autodeterminazione dei popoli, libertà, diritto internazionale”.
Il riferimento è al lessico più volte usato da Meloni per difendere le cause euro-atlantiche o denunciare l’espansionismo russo. Un linguaggio che – secondo Conte – non regge il confronto con l’atteggiamento remissivo e silenzioso mostrato nei confronti dell’offensiva israeliana su Gaza.
Le richieste del M5S: embargo e riconoscimento della Palestina
Nel finale del suo intervento, l’ex presidente del Consiglio formula una proposta politica netta, chiamando in causa tanto l’Italia quanto l’Europa:
> “Embargo sulle armi a Israele, pesanti sanzioni commerciali e diplomatiche, riconoscimento della Palestina”.
Non solo misure di pressione economica, quindi, ma anche un gesto simbolico e politico forte: il riconoscimento formale dello Stato palestinese, già adottato da diversi paesi membri dell’UE ma ancora assente nell’agenda diplomatica italiana.
> “Questa sarebbe la nostra Italia, questa sarebbe la nostra Europa. Abbiamo l’obbligo morale di fermare la follia di Netanyahu”.
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Un attacco che divide la politica
Le dichiarazioni di Conte promettono di riaccendere il dibattito interno sulla posizione dell’Italia nel conflitto israelo-palestinese. La linea del M5S si pone in netta rottura rispetto all’approccio dell’esecutivo e in tensione anche con alcune posizioni più caute del centrosinistra.
Il leader pentastellato si propone come interprete di una sensibilità diffusa in ampi settori dell’opinione pubblica e del pacifismo europeo, rilanciando un’idea di politica estera fondata sul diritto internazionale, sulla protezione dei civili e sul principio di autodeterminazione.
Ma la sfida lanciata a Meloni, all’UE e a Netanyahu avrà conseguenze anche sul piano parlamentare. Nelle prossime ore non si esclude una richiesta formale di dibattito in Aula o l’avvio di mozioni di indirizzo su embargo e riconoscimento della Palestina.


















