Gaza, Luca Sommi shock: “Flotilla bloccata con la complicità del Gov…” La rivelanzione… – VIDEO

L’intervento su Rai 3

Durante uno speciale di approfondimento trasmesso su Rai 3, il giornalista Luca Sommi ha commentato con parole durissime la vicenda della Global Sumud Flotilla, abbordata e fermata dalla Marina israeliana mentre tentava di portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza. Secondo Sommi, la responsabilità non ricade soltanto su Israele ma anche sui governi occidentali, Italia compresa, accusati di “complicità silenziosa”.

“L’Occidente continua a sentirsi superiore, paladino di valori universali che però calpesta ogni giorno. A Gaza si muore di fame e di bombe, e invece di pretendere corridoi umanitari si attacca chi porta cibo e medicinali. Questa non è difesa, è connivenza con un genocidio.”

Il ruolo del Governo italiano

Sommi non ha risparmiato critiche all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, accusato di piegarsi alla linea di Tel Aviv:

“La Flotilla è stata bloccata con la complicità del Governo italiano, che non ha alzato la voce, non ha protestato con forza e ha perfino dato copertura politica all’operazione israeliana. È un atteggiamento che resterà nei libri di storia come una vergogna nazionale.”

Il giornalista ha ricordato anche come la mozione presentata da Pd, M5S e Avs alla Camera – che chiedeva embargo di armi a Israele e sanzioni per le violazioni del diritto internazionale – sia stata bocciata dalla maggioranza. Un atto che, secondo Sommi, dimostra “la totale sudditanza a logiche geopolitiche e militari che nulla hanno a che fare con la tutela dei diritti umani”.

La denuncia sul “mito dell’Occidente”

Il punto centrale del ragionamento di Sommi è stato il paradosso di un Occidente che si erge a giudice del mondo ma tace davanti a Gaza:

“L’Occidente si considera la culla della civiltà, della democrazia, dei diritti. Ma quando il diritto internazionale viene violato in modo plateale, allora si gira dall’altra parte. O peggio: ringrazia Israele per aver usato ‘la minor forza possibile’, come ha fatto il ministro Crosetto. È una ipocrisia insopportabile.”

Reazioni e dibattito

Le parole del giornalista hanno subito acceso il dibattito, soprattutto sui social, dove il suo intervento è stato rilanciato e commentato da migliaia di utenti. C’è chi lo ha ringraziato per aver “detto ciò che in Rai non si dice mai”, e chi ha sottolineato la contraddizione tra la retorica occidentale e le immagini che arrivano ogni giorno da Gaza.

Una crepa nel racconto ufficiale

In un panorama mediatico spesso allineato alla narrazione dei governi, l’intervento di Sommi rompe il silenzio e offre una lettura radicalmente diversa: quella di un Occidente che non solo tollera ma legittima le violazioni commesse da Israele.

Secondo Sommi, la Flotilla, insieme agli scioperi generali e alla mobilitazione civile in corso in Italia e in Europa, rappresenta “l’unica voce che ricorda all’opinione pubblica che il diritto alla vita e alla dignità non è negoziabile”.

L’intervento di Luca Sommi su Rai 3 incrina il racconto ufficiale e riporta al centro due nodi irrisolti: la coerenza tra valori dichiarati e scelte politiche, e il dovere – per un Paese democratico – di tutelare il diritto internazionale anche quando costa sul piano delle alleanze. La vicenda della Global Sumud Flotilla diventa così uno specchio dell’Occidente: mentre si proclama custode dei diritti, accetta – o minimizza – pratiche che li contraddicono. Sommi denuncia questa frattura come “complicità silenziosa” e chiama in causa il governo italiano, accusandolo di aver offerto copertura politica all’azione israeliana invece di pretendere corridoi umanitari e garanzie per i connazionali.

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Al di là delle polemiche, resta una domanda politica e morale che non può essere elusa: è possibile rivendicare credibilità internazionale senza un atto chiaro di discontinuità, fatto di condanne esplicite, pressioni diplomatiche e – se necessario – misure concrete come embargo e sanzioni? La risposta non riguarda solo Gaza, ma la qualità stessa del nostro spazio pubblico: o il linguaggio dei diritti torna ad avere conseguenze, oppure resta un guscio retorico. In questo bivio, la Flotilla, le mobilitazioni e le voci critiche in tv ricordano che la dignità umana non è negoziabile – e che l’assenza di scelte è già una scelta.

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