Giornalista – Fuori dal Coro – Viene insultata pesantemente dal Com. Governo: “Pu…”- VIDEO

Roma, 10 novembre 2025 – ore 17:15
Un episodio di grave inciviltà istituzionale ha scosso il mondo dell’informazione e della politica italiana.
Durante un servizio della trasmissione Fuori dal Coro, condotta da Mario Giordano su Rete 4, la giornalista Costanza Tosi è stata vittima di un insulto pesantissimo da parte di Maurizio Falco, Commissario Straordinario del Ministero dell’Interno.

Il video, ormai virale sui social, mostra la reporter mentre tenta di porre alcune domande al funzionario, che, in risposta, avrebbe pronunciato al telefono una frase volgare e sessista:

“Questa è quella p*** di m**a”,
rivolta proprio alla cronista.

Le parole, intercettate chiaramente, hanno immediatamente suscitato un’ondata di indignazione nel mondo politico e giornalistico.

Costanza Tosi aveva indagato sull’utilizzo dei fondi PNRR destinati allo smantellamento delle baraccopoli irregolari in Italia. Risultato: risorse per milioni di euro — 12 solo in Calabria — rimaste ferme, con una situazione sul territorio di fatto immutata. La cronista ha quindi chiesto un confronto con il prefetto Maurizio Falco, che guida la commissione del Viminale incaricata di accelerare questi interventi. Falco, dicendo di essere impegnato in riunione, ha scelto di non riceverla. Tosi lo ha allora contattato telefonicamente: il prefetto ha risposto per errore e, sempre per errore, si è lasciato sfuggire un insulto prima che la conversazione si interrompesse dopo pochi secondi.

Reazioni politiche
La presidente della Commissione di vigilanza Rai, la senatrice M5S Barbara Floridia, ha chiesto alla premier Giorgia Meloni di esprimersi sull’episodio e ha definito le parole rivolte a Tosi “vergognose e inaccettabili”, ritenendole incompatibili con l’incarico ricoperto da Falco. Per Floridia l’unica via è le dimissioni immediate del commissario; alla giornalista ha espresso piena solidarietà.

Bufera sul web e reazioni politiche

Il filmato, rilanciato da migliaia di utenti, ha generato una valanga di commenti e condanne.
Molti utenti hanno taggato direttamente i profili di Giorgia Meloni e Matteo Salvini, chiedendo una presa di posizione ufficiale e sottolineando la gravità del linguaggio utilizzato da un rappresentante dello Stato.

Numerosi esponenti politici, sia di maggioranza che di opposizione, hanno espresso solidarietà alla giornalista Tosi e condannato l’episodio come “inaccettabile per chi ricopre ruoli pubblici”.

“Non si può tollerare un linguaggio del genere da parte di chi rappresenta le istituzioni”, ha scritto un deputato del centrosinistra. Anche in ambienti governativi cresce l’imbarazzo per il comportamento del Commissario.

Il silenzio del Viminale

Nonostante il clamore, il Ministero dell’Interno non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Fonti interne al dicastero, tuttavia, confermano che il comportamento di Falco è “attualmente sotto esame” e che il caso è stato segnalato ai vertici del ministero.

Il silenzio istituzionale sta però alimentando ulteriormente la polemica, con molti commentatori che chiedono un intervento immediato della premier Giorgia Meloni e del ministro Piantedosi.

“Un funzionario pubblico che insulta una giornalista offende non solo una persona, ma la libertà di stampa e la democrazia”,
ha dichiarato un rappresentante dell’Ordine dei Giornalisti.

Un attacco alla libertà di informazione

L’episodio riapre il dibattito sul rispetto verso i professionisti dell’informazione e sulla tutela della libertà di stampa.
In un contesto in cui i cronisti svolgono un ruolo fondamentale nel garantire trasparenza e responsabilità delle istituzioni, attacchi verbali come questo sono un segnale preoccupante.

“I giornalisti devono poter fare domande, anche scomode, senza temere insulti o minacce”,

si legge in una nota diffusa da alcune associazioni di categoria.

Leggi anche

VIDEO:

Il caso Falco rischia di trasformarsi in un nuovo scandalo politico-mediatico.
Mentre il video continua a circolare e a infiammare i social, resta da capire se il governo deciderà di prendere provvedimenti.

Nel frattempo, il gesto del Commissario riaccende una domanda che va oltre il singolo episodio:
come possono i cittadini fidarsi delle istituzioni, se i loro rappresentanti non rispettano chi esercita il diritto di informare?

Condividi sui tuoi social:

Articoli popolari

Voce dei Cittadini