20 ottobre 2025 — di Redazione Politica
Un intervento breve ma dirompente.
Nel corso del talk di Rete 4 dedicato alla manovra economica del governo, il giovane deputato Paolo Romano ha messo alle corde il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, accusandolo di raccontare “un Paese immaginario, che non ha nulla a che vedere con la realtà vissuta dai giovani italiani”.
“Per Gasparri va tutto bene. Ma noi vediamo un’altra Italia”
Romano ha iniziato con tono fermo ma misurato, rivolgendosi direttamente al senatore azzurro:
“Per Gasparri vediamo un Paese diverso. E questo è lecito. Lui vede alcuni posti di lavoro che aumentano in un territorio, l’Italia, in cui il posto di lavoro viene definito dall’Istat anche se lavori un’ora a settimana.”
Poi l’affondo più politico:
“Io vedo che la mia generazione è pagata così poco quando lavora che rimane sotto la soglia di povertà e resta a carico dei genitori. E che il numero dei lavoratori poveri, secondo le stesse statistiche del governo, è cresciuto negli ultimi due anni.”
Parole che hanno subito acceso il dibattito in studio, con applausi del pubblico e un visibile imbarazzo tra gli esponenti del centrodestra presenti.
“In Italia ci sono lavoratori full time che non riescono neanche a mangiare”
Il deputato dem ha poi citato i dati sul lavoro povero, trasformandoli in una denuncia sociale:
“Ci sono persone che lavorano anche full time e non riescono neanche a mettere insieme il pranzo con la cena. Questo è il vero fallimento di chi si riempie la bocca di crescita e occupazione. Non si può chiamare ‘successo’ un modello in cui si lavora per restare poveri.”
Romano ha accusato il governo Meloni di nascondersi dietro i numeri macroeconomici, “mentre intere generazioni vengono schiacciate da salari da fame e contratti precari”.
“La sanità pubblica è una tassa doppia: la paghi e poi paghi anche il privato”
Il momento più applaudito è arrivato quando Romano ha toccato il tema della sanità, contestando i dati rivendicati dal governo come “storici investimenti”:
“Gasparri vede gli stanziamenti in più per la sanità, io vedo il fatto che quegli stanziamenti, dall’inizio del governo Meloni a oggi, sono inferiori all’inflazione. Il risultato è che si riescono a pagare meno prestazioni sanitarie, e in quasi tutte le regioni una parte importante della popolazione non riesce a curarsi se non andando dal privato.”
Poi l’affondo finale:
“È una seconda tassa: paghi la sanità pubblica ma non la puoi utilizzare perché non c’è, e quindi paghi anche quella privata. È questo il miracolo italiano di cui parlano?”
Il web si infiamma: “Romano dice quello che pensiamo tutti”
Il video dello scontro è diventato virale nel giro di poche ore.
Sui social, centinaia di commenti hanno lodato l’intervento di Romano come “uno dei rari momenti di verità in TV”, con molti utenti che hanno rilanciato l’hashtag #PaoloRomano.
Diversi commentatori politici hanno sottolineato la forza comunicativa del deputato, capace di rappresentare “una generazione dimenticata dalla politica e tradita dal lavoro”.
“Non è pessimismo, è realismo”
Romano ha poi ribadito il concetto in un post pubblicato su X (Twitter):
“Non è pessimismo, è realismo. Se chi governa non si accorge che milioni di giovani lavorano ma restano poveri, allora è la politica che ha perso il contatto con la realtà.”
Un messaggio semplice ma tagliente, che segna una delle prese di posizione più nette del Partito Democratico sul tema della povertà lavorativa e della crisi dei servizi pubblici.
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In conclusione, il confronto in studio ha messo a nudo lo scarto tra il racconto ottimista della maggioranza e l’esperienza quotidiana di una parte dei lavoratori, soprattutto giovani. Il frame di Paolo Romano—lavoro che non emancipa dalla povertà e sanità pubblica percepita come “tassa doppia”—ha trovato forte risonanza online, segno che il tema non è marginale ma strutturale. Oltre la polemica, resta il punto politicamente dirimente: i dati su salari, precarietà e tempi d’attesa nella sanità continueranno a misurare la distanza tra promesse e realtà. Ed è su quel terreno, più che nel botta e risposta televisivo, che governo e opposizioni saranno chiamati a dare risposte verificabili.



















