Lo scontro in tv con Vespa
Durante una trasmissione condotta da Bruno Vespa, Giuseppe Conte è intervenuto con toni durissimi sul caso Almasri, accusando direttamente il governo Meloni e il ministro della Giustizia Nordio. Secondo l’ex premier, l’Italia ha compiuto un atto gravissimo, ignorando un mandato di arresto internazionale della Corte penale dell’Aia.
“Qui è una questione completamente diversa – ha detto Conte – stiamo parlando del governo della presidente Meloni e del ministro Nordio, che hanno stracciato un mandato d’arresto internazionale della Corte dell’Aia. Quello statuto che ha istituito la Corte è stato sottoscritto a Roma, e rappresenta i valori della legalità internazionale e del diritto umanitario”.
La denuncia di Conte
Conte ha rimarcato come questa decisione sia una violazione dei principi che l’Italia stessa ha contribuito a scrivere: “Noi difendiamo il diritto internazionale quando diciamo che Putin è irresponsabile per l’invasione dell’Ucraina. Allo stesso modo – ha aggiunto – dobbiamo dire che Netanyahu non può essere al di sopra delle regole. Non si può applicare il diritto internazionale a giorni alterni, a seconda delle convenienze politiche”.
“Non è Vespa a dover rispondere”
Di fronte alle obiezioni del conduttore, Conte ha ribattuto: “Vespa può fare tutte le cose che vuole, ma è il governo che deve rispondere. Non è una questione televisiva: è una questione politica e giuridica. Quando uno Stato decide di non rispettare un mandato della Corte dell’Aia, mina la credibilità internazionale dell’Italia”.
L’intervento di Conte ha riportato al centro del dibattito il tema del rispetto della legalità internazionale. L’ex premier ha denunciato un comportamento che definisce incoerente e pericoloso: da un lato si invoca il diritto internazionale contro la Russia, dall’altro lo si ignora quando riguarda Israele e i suoi dirigenti. Per Conte, la scelta del governo Meloni sul caso Almasri segna un grave arretramento e mette a rischio la stessa credibilità del Paese.
Lo scontro televisivo tra Giuseppe Conte e Bruno Vespa sul caso Almasri va oltre la polemica del momento: è il simbolo di una frattura profonda sulla credibilità dell’Italia in materia di diritto internazionale. Con toni netti, l’ex premier ha accusato il governo Meloni di aver scelto la strada dell’opportunismo politico, ignorando un mandato della Corte dell’Aia che lo stesso Paese aveva contribuito a istituire.
La denuncia di Conte mette a nudo una contraddizione evidente: non si può invocare la legalità internazionale contro Putin e, allo stesso tempo, chiudere gli occhi davanti alle responsabilità di Netanyahu. È questa “giustizia a giorni alterni” che, secondo l’ex presidente del Consiglio, rischia di isolare l’Italia e di minarne la credibilità sul piano globale.
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In un contesto internazionale già fragile, la vicenda Almasri diventa così un banco di prova non solo per il governo, ma per l’intero sistema politico: scegliere se difendere coerentemente i principi di diritto o piegarli alle convenienze del momento. Conte ha scelto la prima strada, sfidando apertamente l’esecutivo e costringendolo a rispondere su un terreno che non è televisivo, ma squisitamente politico e giuridico.



















