Durissimo post del leader M5S contro il vicepremier di Forza Italia: “Si vantano della crescita post-pandemia, ma senza il Superbonus non sarebbe mai esistita. E i veri buchi li ha aperti Meloni per il riarmo”
Un durissimo attacco di Giuseppe Conte scuote la maggioranza.
Il leader del Movimento 5 Stelle ha risposto sui social al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, accusandolo di “raccontare bugie” sul Superbonus e di “fare propaganda mentre il governo tartassa gli italiani”.
Il post di Conte, pubblicato su Facebook nella mattinata del 24 ottobre, è diventato immediatamente virale, con migliaia di condivisioni e commenti in poche ore.
Conte: “Hanno riempito gli italiani di tasse, ma non toccano gli extraprofitti bancari”
Nel suo lungo messaggio, l’ex premier ha accusato frontalmente la maggioranza di strumentalizzare il Superbonus per nascondere il fallimento economico del governo Meloni:
“Il vicepremier Tajani si è offeso perché ho detto un’ovvietà: hanno riempito di tasse i cittadini e si battono solo per non tassare gli extraprofitti bancari.
E quindi riparte con la stucchevole litania sui buchi di bilancio del Superbonus, che io ho potuto gestire solo per pochi mesi. Buchi che non esistono”.
Conte ha citato anche i dati più recenti di Bankitalia, che hanno evidenziato come il Superbonus abbia avuto un ruolo determinante nella ripresa post-pandemia:
“Proprio oggi Bankitalia ha presentato un rapporto per cui senza Superbonus la crescita italiana dopo la pandemia – di cui loro si sono vantati senza merito – sarebbe dimezzata”.
“La vera voragine è quella del riarmo voluto da Meloni”
L’ex presidente del Consiglio ha poi ribaltato completamente la narrazione del governo, accusando Fratelli d’Italia di aver creato “buchi veri” nei conti pubblici, ma non per sostenere famiglie o imprese:
“La voragine che vediamo oggi nei conti pubblici sono gli impegni miliardari presi da Meloni per il riarmo.
Se vuole, Tajani può spiegare anche come ha fatto a tradire la sua promessa sulle pensioni minime a 1000 euro”.
Conte ha anche ironizzato sui “ripensamenti” del vicepremier azzurro, ricordando le sue posizioni di pochi anni fa a favore del Superbonus, e allegando tre vecchi tweet di Tajani del 2020 e 2021 in cui Forza Italia chiedeva “l’estensione a tutte le abitazioni” e definiva il Superbonus “una misura fondamentale per famiglie e lavoro”.
“Se vuole, gli scrivo un libro come promemoria”
L’affondo di Conte è diventato ancora più personale nella parte finale del post, dove il leader M5S ha rivolto parole taglienti al ministro degli Esteri:
“Lascio qui solo qualche tweet per rinfrescare la memoria a Tajani.
Se vuole ne aggiungo altri e ne faccio un altro libro, come sui 3 anni di tasse del Governo Meloni.
Avete capito che il tempo della propaganda è finito?”.
Una frase che suona come una sfida diretta non solo a Tajani, ma all’intera coalizione di centrodestra, accusata di “cambiare versione a seconda della convenienza politica”.
I tweet di Tajani: da difensore a critico del Superbonus
Conte ha pubblicato tre post del 2020 e 2021 scritti dallo stesso Tajani su X (allora Twitter), nei quali il leader di Forza Italia si vantava del proprio impegno a favore del Superbonus:
“Forza Italia è al lavoro, con i suoi ministri, per la proroga e per l’estensione del #Superbonus. Non possiamo accettare che diventi una misura solo per le case popolari con l’esclusione di milioni di famiglie.” (24 aprile 2021)
“#Superbonus: passa la linea di Forza Italia. La casa è il patrimonio più importante per ogni famiglia. Quando le costruzioni ripartono, riparte l’economia e si crea lavoro.” (25 aprile 2021)
“Con Assoimmobiliare per parlare di rigenerazione urbana. Superbonus per tutti gli immobili, NO IMU durante le ristrutturazioni.” (17 novembre 2020)
Un passato di entusiasmo e sostegno che contrasta con la linea attuale del governo Meloni, che considera il Superbonus “la principale causa dei buchi di bilancio”.
Il botta e risposta che infiamma la maggioranza
La replica di Conte arriva dopo le dichiarazioni di Tajani che aveva definito il Superbonus “una misura folle, responsabile del disastro economico lasciato dai 5 Stelle”.
Le parole del leader M5S hanno scatenato un’ondata di reazioni anche nel centrodestra: diversi esponenti di Forza Italia hanno invitato Conte “a chiedere scusa per i danni arrecati ai conti pubblici”, mentre il Movimento ha rilanciato con il dato di Bankitalia, secondo cui la misura “ha contribuito per oltre un punto percentuale alla crescita del PIL tra il 2021 e il 2023”.
Analisi: la battaglia sul Superbonus diventa scontro politico totale
La nuova polemica segna un ulteriore irrigidimento dei rapporti tra governo e opposizione.
Il Superbonus, simbolo delle politiche del Conte II, è tornato al centro del dibattito come metafora di due visioni opposte del Paese:
da un lato quella del governo Meloni, basata sul rigore e sui tagli,
dall’altro quella del Movimento 5 Stelle, che rivendica una politica economica espansiva e redistributiva.
In mezzo, Forza Italia appare sempre più in difficoltà, stretta tra la fedeltà alla premier e la necessità di difendere le sue posizioni storiche a favore della casa e delle famiglie.
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Con il suo post, Giuseppe Conte ha sferrato uno degli attacchi più duri degli ultimi mesi al governo Meloni e al vicepremier Tajani, smascherando – a suo dire – la doppia morale del centrodestra: “Prima si vantavano del Superbonus, ora ne parlano come di un disastro”.
Uno scontro che va ben oltre la misura economica e che riporta al centro del dibattito una domanda politica più ampia: chi ha davvero sostenuto la crescita del Paese e chi oggi la sta rallentando?
Conte non ha dubbi: “Il tempo della propaganda è finito”.



















