È un messaggio durissimo quello lanciato da Giuseppe Conte contro il governo Meloni. L’ex premier e leader del Movimento 5 Stelle ha scelto i social per denunciare la svolta militarista impressa dall’esecutivo italiano, accusandolo di aver tradito i principi di pace che per decenni hanno rappresentato il fondamento stesso dell’Unione Europea.
In un lungo post, Conte ha criticato apertamente le scelte di Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Guido Crosetto, accusandoli di aver firmato un “capolavoro al contrario”: promuovere l’aumento delle spese militari a scapito della sanità, della scuola, delle infrastrutture e delle politiche sociali.
“Finita la falsa retorica di pace di questi giorni, si torna alla cruda realtà dei fatti e delle decisioni”, ha esordito Conte.
“Il Governo Meloni si è assunto una gravissima responsabilità storica: ha messo la firma sulla fine dell’Europa di pace costruita in questi anni.”
La clausola tedesca e il riarmo senza limiti
Al centro della denuncia c’è l’attivazione da parte della Germania della clausola che consente di superare i vincoli di bilancio europei per aumentare la spesa militare. Berlino ha formalmente chiesto a Bruxelles la possibilità di investire massicciamente in difesa, svincolandosi dai limiti di spesa comunitari.
Conte ha sottolineato con preoccupazione che questa decisione arriva in un momento delicato, con gli estremisti di destra tedeschi in forte ascesa nei sondaggi.
“La Germania potrà riarmarsi senza più limiti, stracciando gli equilibri e le simmetrie del mercato unico europeo”, ha avvertito il leader M5S.
E il tutto, secondo Conte, sarebbe stato reso possibile proprio grazie al sostegno italiano. Con un doppio tradimento: da un lato appoggiando il riarmo indiscriminato, dall’altro continuando a tagliare risorse vitali per il benessere dei cittadini.
Meloni, Tajani e Crosetto nel mirino: “Furbi complici”
Il capo politico del Movimento 5 Stelle non risparmia nomi e accuse dirette:
“Meloni, Tajani e Crosetto hanno realizzato un capolavoro: hanno premuto in Europa per far spendere ai singoli Stati di più in armi, esultando quando Bruxelles ha detto sì.”
Una posizione che Conte definisce paradossale: la stessa Meloni che due anni fa firmava l’accordo franco-tedesco sui vincoli di austerità, imponendo sacrifici su sanità, scuola e lavoro, oggi sostiene uno sforzo militare senza precedenti, senza porsi alcun limite.
Secondo Conte, si tratta di una scelta irresponsabile e pericolosa, che danneggerà non solo l’Italia, ma l’intera Europa, rompendo il fragile equilibrio costruito dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Il contesto europeo: il piano “ReArm Europe”
Il duro j’accuse di Conte si inserisce in un contesto più ampio.
La Commissione Europea, con il piano “ReArm Europe”, sta promuovendo un massiccio riarmo continentale, prevedendo investimenti fino a 800 miliardi di euro nel settore della difesa. L’obiettivo dichiarato è rafforzare l’autonomia strategica europea e ridurre la dipendenza da alleati esterni come gli Stati Uniti.
Tuttavia, secondo Conte, questo progetto rischia di tradire i valori fondanti dell’Unione, sostituendo la diplomazia con il militarismo, in un momento storico in cui sarebbe più urgente che mai investire sulla coesione sociale e sulla ricostruzione economica.
“È una deriva militarista che rischia di compromettere i valori fondamentali dell’Europa e il futuro dei suoi cittadini”, ha ribadito Conte.
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Conclusione
Con il suo durissimo attacco, Giuseppe Conte non si limita a criticare una scelta politica: pone un tema di fondo, che riguarda l’identità stessa dell’Italia e dell’Europa.
Nel momento in cui il governo Meloni esulta per la possibilità di aumentare le spese in armi mentre la scuola pubblica, la sanità e il lavoro soffrono tagli e abbandono, il leader del M5S invita a riflettere sulle reali priorità nazionali.
La domanda che pone Conte è semplice ma fondamentale: vogliamo un’Italia e un’Europa che investono sul futuro dei propri cittadini, o che costruiscono muri e arsenali in nome della sicurezza?
Il dibattito è aperto. E, con l’avvicinarsi delle elezioni europee, sarà sempre più al centro della scena politica.



















