Giuseppe Conte denuncia tutt e tutti davanti ai giornalisti. Ecco cosa ha dichiarato – VIDEO

Un Giuseppe Conte diretto, tagliente e visibilmente indignato ha parlato oggi con i giornalisti a Montecitorio, lanciando un duro attacco al governo guidato da Giorgia Meloni. Il leader del Movimento 5 Stelle ha toccato tre temi cruciali: la crisi salariale e sociale che attanaglia il Paese, l’inerzia politica dell’esecutivo, e le gravi implicazioni democratiche delle recenti posizioni assunte dalla maggioranza in merito al referendum contro il Jobs Act.

“Solo Meloni è convinta che tutto vada bene”

“Solo Meloni è rimasta convinta che tutto stia andando bene”, ha dichiarato Conte, commentando i dati di un recente sondaggio pubblicato dal Sole 24 Ore, secondo cui oltre la metà dei cittadini italiani ha ridotto i consumi e considera stipendi e pensioni inadeguati per far fronte al caro vita.

Un quadro sociale allarmante, che il presidente del M5S contrappone alla narrazione trionfalistica dell’esecutivo. “I cittadini invece – ha aggiunto – hanno bisogno di interventi urgenti”. La proposta del Movimento è chiara: introdurre subito un salario minimo legale, da troppo tempo osteggiato dalla maggioranza.

> “Si potrebbe approvare subito il salario minimo legale che il governo assolutamente non vuole. Parliamo di 3,5 milioni, forse anche 4 milioni di cittadini sottopagati, che ogni mese ricevono stipendi da fame”, ha detto Conte.

 

Una battaglia storica per il Movimento 5 Stelle, che il leader rilancia con forza, chiedendo al Parlamento di uscire dall’impasse e dare una risposta concreta al malessere crescente delle famiglie italiane.

Referendum e partecipazione: “Chi invita a non votare aggrava la crisi democratica”

Ma il tema economico non è l’unico ad animare lo sfogo di Conte. Interrogato sulle posizioni del governo in merito al referendum abrogativo sul Jobs Act, l’ex premier ha accusato l’esecutivo di ostacolare la partecipazione democratica, invitando implicitamente i cittadini a disertare le urne.

“Quando i politici – e addirittura i responsabili oggi del governo – invitano i cittadini a non votare, significa che vogliono aggravare le condizioni già malmesse della nostra democrazia”, ha affermato con fermezza.

Conte ha quindi esortato gli italiani a mobilitarsi e a partecipare al voto, sottolineando che la partecipazione popolare è il fondamento stesso della democrazia:

> “Noi abbiamo bisogno di tanta partecipazione su tutti i quesiti e su tutte le questioni. Non dobbiamo mai spaventarci: è giusto che, per quanto riguarda la tutela dei lavoratori, tutti i cittadini si possano esprimere”.

Legge elettorale: “Valuteremo se e quando ci sarà una proposta”

Sul fronte delle riforme istituzionali, il presidente del M5S si è mostrato cauto riguardo a un eventuale dialogo con la maggioranza sulla legge elettorale:

> “Non c’è nessuna proposta, quindi se e quando ci sarà una disponibilità vera al confronto, noi la valuteremo”.

 

Conte ha quindi ribadito l’apertura al dialogo solo su basi concrete, evitando di legittimare, come ha già fatto in passato, “dibattiti finti e strumentali”.

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Un’opposizione strutturata, tra giustizia sociale e diritti

Le parole di Conte si inseriscono in un disegno politico chiaro: contrapporre all’attuale governo una visione fondata su giustizia sociale, redistribuzione della ricchezza, diritti del lavoro e partecipazione democratica.

La sua denuncia punta a smascherare, secondo la narrazione pentastellata, l’ipocrisia di una maggioranza che si vanta della tenuta economica del Paese mentre milioni di italiani vivono in una condizione di precarietà strutturale, e che invoca il rispetto della sovranità solo quando le conviene.

Nel clima pre-elettorale che si respira in vista delle europee del 2026, il discorso di Conte suona come un richiamo programmatico al campo progressista e alle opposizioni: “Serve una nuova agenda sociale e democratica. Il Paese non può permettersi altri mesi di silenzi, foto di rito e stipendi indegni”.
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