Il leader M5s presenta la mozione alla Camera: “Chi gli stringe la mano non ci rappresenta”
Un’accusa durissima: “Netanyahu non ha commesso errori, è un criminale di guerra”
Nel giorno della discussione in Aula della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle sul conflitto israelo-palestinese, Giuseppe Conte ha preso la parola per lanciare un attacco diretto al presidente del Senato Ignazio La Russa e al governo guidato da Giorgia Meloni.
“Qualche giorno fa ho letto un’agenzia in cui si parlava di ‘eventuali errori di Netanyahu’. Me la sono fatta stampare: pensavo fosse un marziano appena atterrato sulla Terra. Invece era La Russa, seconda carica dello Stato. Ma qui non ci sono errori: c’è un genocidio in corso”.
Le parole del leader pentastellato hanno segnato un’escalation nella posizione del M5s, che da mesi denuncia l’inerzia e la complicità delle autorità italiane di fronte alle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza.
La mozione del M5s: stop ad armi, sanzioni a Israele, riconoscimento della Palestina
La mozione presentata dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle chiede che il governo italiano:
sospenda tutti gli accordi militari e industriali con Israele;
adotti sanzioni internazionali contro l’esecutivo guidato da Benjamin Netanyahu;
riconosca ufficialmente lo Stato di Palestina;
promuova una risoluzione all’Onu per fermare “il massacro in corso”.
“Questi ministri che vanno a stringere le mani sporche di sangue di Netanyahu – ha detto Conte – non ci rappresentano. Sono complici morali e politici di una tragedia storica.”
Il contesto: un’Italia divisa e silenziosa di fronte a Gaza
L’intervento di Conte arriva a pochi giorni dal rientro di una delegazione parlamentare M5s e di eurodeputati italiani dal valico di Rafah, tra Egitto e Gaza, dove hanno raccolto testimonianze dirette di madri palestinesi, operatori umanitari e volontari della Mezzaluna Rossa egiziana.
Nei loro racconti – già rilanciati in un video virale diffuso sui social dal Movimento – emergono il blocco totale degli aiuti umanitari, la carenza di medicinali e la devastazione di interi quartieri sotto i bombardamenti israeliani. “Chi nega la parola genocidio – ha aggiunto Conte – è complice per omissione.”
La Russa nel mirino: “Parole sconcertanti, fuori dalla realtà”
Il riferimento polemico di Conte a Ignazio La Russa fa eco a una dichiarazione recente del presidente del Senato, che aveva parlato di possibili “errori” da parte di Netanyahu, invocando maggiore equilibrio nel giudizio su Israele. Una linea che il M5s considera del tutto inaccettabile.
> “Non si può parlare di errori – ha ribadito Conte – quando ci sono oltre 35mila morti, in gran parte donne e bambini, e quando l’Onu denuncia crimini contro l’umanità. Non si può restare equidistanti di fronte all’evidenza.”
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Il governo Meloni sotto accusa: “Ambiguità colpevole”
Il discorso del leader del M5s si è infine trasformato in una requisitoria contro la linea del governo Meloni, accusato di non aver mai preso posizione netta contro i massacri a Gaza e di aver anzi proseguito i rapporti economici con Tel Aviv.
“L’Italia – ha concluso Conte – dovrebbe farsi promotrice della pace e del diritto internazionale, non del business delle armi. Chi governa ha il dovere morale di fermare il genocidio, non di girarsi dall’altra parte.”
La mozione del M5s sarà messa ai voti nelle prossime ore, ma intanto il dibattito parlamentare si è acceso. E con esso anche le piazze, dove le proteste pro-Palestina continuano a moltiplicarsi.
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