Giuseppe Conte e la denuncia shock da Luca Sommi contro Meloni e Von der Leyen – VIDEO

Giuseppe Conte non ha dubbi: la manifestazione di Roma contro il piano europeo di riarmo rappresenta un punto di svolta nella politica italiana. Intervistato da Luca Sommi durante la trasmissione Accordi & Disaccordi su Nove, il leader del Movimento 5 Stelle ha esordito con orgoglio: “Oggi abbiamo raddoppiato la piazza del 15 marzo lanciata da Repubblica. Ma mentre lì c’erano dubbi e distinguo, la nostra piazza era univoca: no al riarmo, senza se e senza ma”.

Una dichiarazione che si affianca a un’altra rivendicazione chiara: “Non è stata la piazza del Movimento 5 Stelle. È stato un popolo della pace. Siamo andati oltre le più ottimistiche previsioni. È stato un segnale fortissimo al governo, all’Europa e a tutti quelli che pensano che militarizzare il continente sia l’unica via”.

“Trump ha ottenuto la tregua. Biden no”

Nel corso dell’intervista, Conte ha anche toccato il conflitto in Medio Oriente, lanciando una stoccata indiretta al presidente americano: “Trump? Intanto lui ha ottenuto la tregua. Biden no”. Una presa di posizione che riecheggia le sue recenti critiche alla politica estera occidentale, accusata di “doppi standard” tra Ucraina e Gaza.

“Progressisti sì, ma niente alleanze con forze reazionarie”

Un altro passaggio chiave riguarda la collocazione politica del Movimento: “La mia comunità, non su mio impulso, ha deciso di definirsi progressista. Indipendente, certo. Ma oggi non è più possibile associarsi con forze che sono reazionarie”. Un messaggio chiaro, diretto soprattutto al Partito Democratico e ad altre forze del centrosinistra.

Conte ha comunque riconosciuto la presenza in piazza di una delegazione del Pd, composta tra gli altri da Francesco Boccia, Sandro Ruotolo e Federico Fornaro: “È importante. Se si vuole costruire un’alternativa al governo, bisogna guardare agli obiettivi e non alle etichette”.

“Noi vogliamo più ospedali, non carri armati”

Alla domanda su quale sia la proposta concreta del Movimento, Conte ha risposto senza esitazioni: “Costruire un orizzonte di pace e sicurezza. Più ospedali, non più carri armati. Proteggere la nostra manifattura. Rilanciare un tavolo di pace. Questo è il senso della nostra battaglia”.

E ancora: “Il nostro successo è frutto di coerenza. Mentre altri partiti si rincorrono sulle parole, noi abbiamo tenuto la barra dritta. Il no al riarmo è un messaggio chiaro, è il punto che aggrega la piazza e che può aggregare anche un nuovo fronte politico. È il primo solido pilastro di un’alternativa”.

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“La luna di miele del governo Meloni è finita”

Il leader pentastellato ha ribadito che l’era dell’egemonia meloniana sta volgendo al termine: “Questa piazza è la prova che la luna di miele tra Giorgia Meloni e gli italiani è finita. Non c’è più fiducia cieca, c’è una domanda di verità e di giustizia sociale. C’è voglia di un’alternativa che dica no alle spese militari e sì ai diritti”.

“Non siamo soli. L’Italia è pronta a cambiare rotta”

Conte ha concluso sottolineando il valore simbolico e politico della mobilitazione: “La manifestazione del 5 aprile non è stata solo un evento. È stato un punto di partenza. Un’Italia diversa è possibile. Un’Italia che dice no all’economia di guerra e sì alla dignità sociale. Questa piazza lo dimostra: non siamo soli. Siamo in tanti. E stiamo arrivando”.
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