“Oggi finisce la luna di miele della Meloni”
Conte non ha usato mezze misure: “Oggi si interrompe la farlocca luna di miele che Giorgia Meloni ha costruito con bugie e menzogne. Oggi costruiamo il primo pilastro dell’alternativa a questo vergognoso governo”. Secondo il leader del M5S, l’esecutivo ha “paura della democrazia”, tanto da “scrivere norme per impedire il dissenso e impedirci di venire in piazza”.
Nel mirino, il piano europeo di riarmo da 800 miliardi firmato il 6 marzo al Consiglio europeo: “Chi ha dato mandato a Meloni per firmare? Nessun voto, nessuna discussione. Ha creato un disastro storico di cui risponderà per tutta la vita politica”. Un’accusa diretta non solo alla premier ma anche al suo ministro della Difesa, Guido Crosetto: “Ha spiegato a Meloni che la lobby delle armi è potentissima. Se vuoi una lunga carriera politica, non devi scontentarli”.
“No al riarmo, no ai tagli a scuola e sanità. L’alternativa parte da qui”
Conte ha poi delineato i capisaldi della proposta politica pentastellata: “No al riarmo, no ai tagli alla scuola, alla sanità, al lavoro. Servono investimenti in ciò che davvero ci serve. Questa è l’alternativa: costruire la pace, non una superpotenza militare tedesca con fondi tolti alla coesione sociale”.
Il presidente M5S ha denunciato il rischio di una nuova gerarchia europea basata sulle armi: “La Germania diventerà una superpotenza, mentre l’Italia scalerà in fondo a tutte le classifiche. Perderemo sovranità, influenza, dignità”.
“Meloni underdog? Sta in politica da trent’anni”
“Meloni si definisce underdog, ma ha 30 anni di politica alle spalle”, ha detto Conte, accusandola di aver svenduto il Paese in nome della carriera personale. “Nel 2020, da presidente del Consiglio, ho discusso per mesi col Consiglio europeo per ottenere il Recovery Fund. Giorgia Meloni, invece, ha accettato il riarmo in quattro e quattr’otto, senza fiatare”.
Poi la stoccata più dura: “Meloni avrà un grande futuro… nei consigli di amministrazione. Ma intanto lascia l’Italia con stipendi tra i più bassi d’Europa, sanità al collasso, 5,7 milioni di poveri e giovani senza prospettive”.
“Ci chiamano vigliacchi? I veri vigliacchi sono loro”
Conte ha risposto anche alle accuse rivolte ai pacifisti: “Ci dicono vigliacchi. Ma i vigliacchi sono loro, che vogliono cancellare i milioni di voti ricevuti dal Movimento 5 Stelle. I veri democratici siamo noi, che difendiamo la Costituzione mentre loro la seppelliscono sotto menzogne e ipocrisie”.
Un messaggio rivolto anche a chi era in piazza senza tessera M5S: “Siamo fieri della nostra comunità, ma oggi voglio ringraziare chi è qui senza essere del Movimento, anche chi non condivide le nostre idee. Questa piazza è di tutti”.
“Netanyahu amico dell’Italia? Non nel mio nome”
Duro l’attacco anche alla politica estera del governo, in particolare sul conflitto a Gaza: “Ci raccontano che in Ucraina difendono la libertà. Ma a Gaza, di fronte a 50mila morti – donne e bambini – vanno a Tel Aviv a stringere le mani a un criminale. Netanyahu non è l’amico dell’Italia. È l’amico di Salvini. Non nel nostro nome”.
“Una guerra persa, e una propaganda fallita”
Conte ha attaccato anche la retorica del “conflitto necessario”: “Ci hanno raccontato che Putin era moribondo, che la Russia stava crollando, che sarebbe cambiato tutto. Ora Zelensky ammette che Donbas e Crimea non si recupereranno. Per cosa si combatte ancora, allora?”
E ha rilanciato: “La Corte Penale Internazionale è stata calpestata. L’Italia ha accolto un ufficiale libico sotto sanzione, con un volo di Stato. Di quale diritto parlano?”
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“L’Europa della guerra è una minaccia per l’Europa stessa”
Il leader pentastellato ha accusato l’Unione Europea di voler abituare i cittadini alla guerra come a una “routine di Pasquetta”, tra “carri armati elettrici” e “obblighi assicurativi per le catastrofi”. E ha citato la Giornata mondiale della coscienza, proclamata dalle Nazioni Unite proprio per promuovere pace, dialogo e tolleranza: “Oggi celebriamo quella coscienza che l’Europa ha perso. Ma noi no. E questa piazza ne è la prova”.
“Abbiamo fatto una promessa. La manterremo”
In chiusura, Conte ha ricordato l’impegno preso alle scorse elezioni europee: “Avevamo detto che qualunque nostro eletto sarebbe stato un costruttore di pace. È una promessa che manterremo. In ogni atto, ogni risoluzione, ogni parola”. E ha rilanciato: “Ci rivediamo dopo. Perché da oggi è cominciata l’alternativa”.



















