Giuseppe Conte l’ha fatto veramente, scende dall’aula e va da Meloni a… – IL VIDEO INEDITO

Il leader del M5S attacca la premier tra i banchi della Camera e rilancia: “Battaglia per famiglie, sanità e giustizia sociale”

Roma, 23 ottobre 2025 – Scambio di stoccate diretto tra Giuseppe Conte e Giorgia Meloni durante le dichiarazioni di voto alla Camera sulle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo. Il leader del Movimento 5 Stelle ha portato fisicamente in Aula un volume realizzato dal suo partito, intitolato “Governo Meloni: tre anni di tasse”, e lo ha consegnato simbolicamente alla presidente del Consiglio, con tanto di dedica:

> “Gentile omaggio per la presidente Meloni, a cura del Movimento 5 Stelle.”

 

Un gesto provocatorio che ha sorpreso l’emiciclo e strappato un sorriso ironico alla premier, la quale ha replicato – tra l’attenzione dei cronisti – con un disarmante:

“Me lo dia, me lo dia il libro.”

Conte non si è lasciato sfuggire l’occasione per ribattere a tono:

“Rida pure, presidente. Ma è il libro della realtà, non dei sogni.”

“Dal governo solo sogni, noi portiamo la realtà dei cittadini”

Durante il suo intervento, Conte ha accusato Meloni di raccontare “un Paese che non esiste”, sostenendo che la legge di bilancio “non contiene visione, ma solo briciole e tagli”.

“Veniamo da giorni di battaglie. Ci siamo confrontati con una presidente del Consiglio che ci racconta sempre il libro dei sogni. Noi le abbiamo contrapposto la dura realtà: il libro delle tasse, di cui gli italiani sono pieni dopo tre anni di governo. Le famiglie e le imprese sono allo stremo, e voi continuate a raccontare un’Italia immaginaria.”

Conte ha poi elencato le misure proposte dal M5S come alternativa alla manovra:

Aumento della no tax area, per alleggerire la pressione sui redditi più bassi;

Incremento dell’assegno unico per i figli, introdotto durante il suo governo;

Investimenti strutturali nella sanità pubblica, “tenendo fuori la politica dai reparti”;

Rilancio della transizione 4.0, per stimolare innovazione e occupazione.

> “Abbiamo avanzato quattro proposte concrete per migliorare la vita delle persone, ma avete risposto con il solito marketing politico. È un governo che naviga a vista e che ha smarrito ogni visione del futuro.”

L’affondo su Gaza e le “spese folli per le armi”

Conte ha poi attaccato la premier anche sul fronte internazionale, con toni durissimi:

“Lei, presidente Meloni, è stata complice nel silenzio di un governo genocida. Riconosca subito lo Stato di Palestina. Non è propaganda, è senso dell’umanità.”

Un passaggio che ha riacceso la tensione in Aula. L’ex premier ha poi criticato la politica di riarmo e la gestione dei fondi europei:

“Gli unici cantieri aperti in Italia sono quelli avviati con i soldi del Pnrr, portati dal nostro governo. Ma state aprendo i cantieri della guerra. A fine giugno i rubinetti da Bruxelles si chiuderanno: come pensate di gestire le vostre spese pazze per le armi?”

“Meloni con l’economia ci litiga”: la stoccata sugli extraprofitti bancari

Nel suo intervento, Conte ha anche contestato la premier sul fronte economico:

“Meloni, lei con l’economia ci litiga proprio. Oggi si è fatta spiegare male come le banche accumulano utili record. Si tratta di tassi di interesse e mutui: da lì dovevate prelevare per aiutare gli italiani in sofferenza, non fare regali ai poteri forti.”

Un riferimento diretto alla mancata tassazione degli extraprofitti bancari, cavallo di battaglia del M5S sin dal 2023.

“Non tutto va bene nel M5S, ma restiamo scomodi”

Nella diretta Facebook successiva al dibattito, Conte ha anche parlato del momento interno del Movimento:

“Non tutto va bene, lo dico chiaramente. Ci sono gruppi territoriali che non lavorano come dovrebbero, che si chiudono in sé stessi. Dobbiamo aprirci, finanziare progetti, tornare tra le persone. La nostra vocazione non è la chiusura, ma l’ascolto.”

E ha chiarito la posizione sulle alleanze:

“Non siamo alleati del PD, e non lo saremo finché non definiremo insieme un programma di forte impronta progressista su immigrazione, sicurezza, giustizia sociale e politica estera. Solo allora si potrà parlare di coalizione. Ma noi resteremo sempre scomodi, dalla parte giusta.”

Il significato politico del gesto

Il “libro delle tasse” consegnato a Meloni non è soltanto una trovata mediatica, ma un atto simbolico con più letture:

è un atto d’accusa contro l’aumento della pressione fiscale percepita;

è un test di forza in vista del voto interno M5S per la conferma della leadership di Conte;

ed è un messaggio di sfida alla premier, proprio mentre la manovra economica entra nella fase cruciale del dibattito parlamentare.

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Conclusione: la battaglia continua

In chiusura della diretta social, Conte ha ribadito la linea:

“Quella del M5S è una battaglia per il Paese, non per le poltrone. Vogliamo un’Italia più giusta, più solidale, più umana. Se Meloni sogna, noi le ricordiamo che fuori dal Palazzo ci sono milioni di cittadini che non arrivano a fine mese.”

Il duello tra i due leader, in vista della discussione sulla legge di bilancio, sembra appena cominciato. E il “libro delle tasse” è solo il primo capitolo di uno scontro politico destinato a far parlare ancora.

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