Giuseppe Conte sceglie parole nettissime per Pedro Sánchez e trasforma la crisi diplomatica tra Italia e Spagna in un confronto politico diretto tra due modelli di governo opposti. Intervistato da Andrea Pancani a Sabaudia Incontra, il presidente del Movimento 5 Stelle ha elogiato il premier spagnolo definendolo «un hombre vertical», cioè un uomo serio, coerente e «dalla schiena dritta», capace secondo Conte di difendere i propri principi anche quando ciò significa entrare in rotta di collisione con Donald Trump o con altri governi europei.
Parallelamente, l’ex presidente del Consiglio ha lanciato un attacco durissimo contro Giorgia Meloni e la scelta italiana di reintrodurre controlli nei confronti della Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta. Per Conte quella decisione sarebbe «grave e contraddittoria», figlia di una strategia di propaganda che rischia di isolare l’Italia e creare problemi concreti ai cittadini.
Conte: “Sánchez è un uomo dalla schiena dritta”
Il passaggio più forte dell’intervento è quello dedicato direttamente al premier spagnolo.
Conte ha detto:
«Sánchez ha dimostrato di essere un hombre vertical, un uomo dalla schiena dritta, una persona seria».
Un riconoscimento politico esplicito, che il leader M5S lega non soltanto alla vicenda di Ceuta, ma a una serie di scelte compiute dal governo spagnolo su politica estera, difesa e rapporti con gli Stati Uniti.
Secondo Conte, Sánchez avrebbe dimostrato coerenza anche rispetto ai principi contenuti nella Costituzione e nella Carta europea dei diritti fondamentali.
Il no al 5% del Pil per le spese militari
Conte cita innanzitutto lo scontro con Donald Trump sull’aumento delle spese militari.
Il leader M5S ricorda che Sánchez avrebbe respinto l’idea di portare la spesa per la difesa al 5% del Pil, giudicandola insostenibile e sbagliata per il proprio Paese.
Per Conte è proprio questa capacità di dire no anche al presidente degli Stati Uniti a dimostrare l’autonomia politica del premier spagnolo.
«Quando ha detto a Trump che per il suo popolo era una follia portare le spese militari al 5% del Pil, Sánchez ha dimostrato di essere un hombre vertical», ha affermato.
Un passaggio che si inserisce perfettamente nella battaglia politica che il Movimento 5 Stelle sta conducendo contro l’aumento della spesa militare europea.
Gaza e l’attacco a Netanyahu
Un secondo elemento richiamato da Conte riguarda Gaza.
L’ex premier ha elogiato Sánchez anche per la sua durissima posizione nei confronti del governo israeliano.
Secondo Conte, il premier spagnolo avrebbe dimostrato ancora una volta fermezza affermando che a Gaza Israele stava compiendo un genocidio e chiedendo una condanna nei confronti di Benjamin Netanyahu.
Una posizione che il leader del Movimento 5 Stelle presenta come esempio di coerenza e di rispetto del diritto internazionale.
Anche su questo fronte, dunque, Conte contrappone la linea spagnola a quella italiana, giudicata molto più debole e subordinata agli equilibri internazionali.
Il rifiuto di mettere a disposizione le basi per l’Iran
Conte cita poi un terzo episodio.
Secondo il leader M5S, Sánchez avrebbe mostrato ancora una volta «schiena dritta» rifiutando di mettere a disposizione basi spagnole per una guerra contro l’Iran.
Conte definisce quella guerra «illegale» e sottolinea come il conflitto stia provocando conseguenze gravissime, tra cui fame, destabilizzazione e una nuova crisi energetica mondiale.
Anche in questo caso l’ex premier utilizza Sánchez come modello di indipendenza politica.
Il messaggio è evidente: un governo serio, secondo Conte, non segue automaticamente Washington, ma valuta ogni decisione in base all’interesse nazionale e al diritto internazionale.
L’attacco a Meloni sulla Spagna
Dopo gli elogi a Sánchez, Conte passa direttamente all’attacco contro Giorgia Meloni.
Il nodo è la decisione italiana di reintrodurre controlli nei confronti della Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta.
Per il presidente M5S si tratta di una scelta profondamente incoerente.
Conte parte dai numeri e ricorda che, secondo i dati da lui citati, durante quattro anni di governo Meloni gli sbarchi in Italia avrebbero superato quota 326 mila.
Una cifra che, nella sua ricostruzione, sarebbe superiore di circa 150 mila unità rispetto agli arrivi registrati in Spagna nello stesso periodo.
“La Spagna avrebbe potuto accusare noi”
Conte utilizza questi numeri per rovesciare completamente la narrazione del governo.
Secondo l’ex premier, Madrid avrebbe potuto reagire agli sbarchi italiani definendo il nostro Paese un «colabrodo».
Avrebbe potuto reintrodurre controlli nei confronti dell’Italia.
Avrebbe potuto accusare Roma di non essere in grado di controllare i propri confini.
Eppure, secondo Conte, tutto questo non è accaduto.
Da qui la critica alla scelta italiana di reagire alla crisi di Ceuta con una misura nei confronti della Spagna.
Il precedente di Lampedusa del 2023
Il passaggio più duro arriva quando Conte ricorda quanto accadde nell’estate del 2023.
In quei giorni Lampedusa si trovò ad affrontare migliaia di arrivi in pochissimo tempo.
Giorgia Meloni chiese l’intervento dell’Unione europea.
Conte ricorda che la premier scrisse a Ursula von der Leyen e chiese apertamente solidarietà ai partner europei.
La presidente della Commissione arrivò sull’isola e ribadì pubblicamente che l’Europa sarebbe rimasta al fianco dell’Italia.
“Quando capita a te chiedi solidarietà, quando capita agli altri li isoli”
È qui che Conte pronuncia l’accusa più pesante.
Secondo il leader M5S, il comportamento del governo sarebbe completamente contraddittorio.
«Quando capita a te, chiedi solidarietà europea. Se capita nell’avamposto spagnolo che è in Africa, sospendi Schengen e inviti l’Europa a isolare la Spagna. Allora sei folle».
Una frase durissima.
Conte accusa sostanzialmente Meloni di chiedere solidarietà europea quando è l’Italia ad affrontare una crisi, salvo poi negarla quando a trovarsi in difficoltà è un altro Paese membro.
Il vertice europeo del 4 agosto
Conte sostiene inoltre che la linea italiana abbia già prodotto un risultato politicamente umiliante.
Il riferimento è al vertice straordinario dei ministri dell’Interno dell’Unione europea del 4 agosto.
Secondo la ricostruzione fornita dal presidente M5S, la posizione italiana non sarebbe stata nemmeno discussa.
«Siamo rimasti con il cerino in mano», afferma Conte.
Una frase con la quale vuole descrivere l’isolamento politico del governo Meloni all’interno dell’Unione.
“L’Europa si è schierata con la Spagna”
Conte aggiunge che i ministri europei avrebbero invece manifestato solidarietà nei confronti della Spagna.
Secondo quanto riferito dal leader pentastellato, i governi europei si sarebbero anche complimentati con Madrid per la rapidità con cui avrebbe gestito i rimpatri dopo la crisi di Ceuta.
Conte parla di circa 50 mila irregolari rimpatriati in 48 ore.
E utilizza immediatamente il confronto con l’Italia.
«Noi non riusciamo a rimpatriarne qualche migliaio all’anno. E allora anche qui stiamo zitti».
Una stilettata diretta contro la politica migratoria del governo.
Il confronto sui rimpatri
Il tema dei rimpatri è particolarmente delicato per la maggioranza.
Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno promesso per anni un forte aumento delle espulsioni e dei rimpatri dei cittadini irregolari.
Conte utilizza quindi il confronto con la Spagna per mettere in discussione proprio uno degli elementi centrali della propaganda del centrodestra sull’immigrazione.
Nella sua lettura, il governo italiano avrebbe scelto di attaccare Sánchez nonostante Madrid abbia dimostrato maggiore efficacia nella gestione concreta della crisi.
“Esisteva Frontex, perché non aiutare Madrid?”
Conte contesta anche l’idea che l’Italia non avesse alternative.
Secondo il leader M5S, l’Unione europea dispone già di strumenti operativi per affrontare emergenze di questo tipo.
Il principale è Frontex.
L’Italia avrebbe potuto chiedere una missione europea.
Avrebbe potuto sostenere direttamente la Spagna.
Avrebbe potuto lavorare per rafforzare i controlli alle frontiere esterne.
Invece, secondo Conte, Palazzo Chigi ha scelto la strada dello scontro.
“È folle accusare e isolare un Paese amico”
L’ex premier insiste proprio su questo punto.
«Avremmo potuto rivolgerci a un’agenzia europea per sostenere la Spagna o per controllare i confini, seppur marittimi, tra Africa e Spagna. Ma è folle cercare di accusare e isolare un Paese amico».
Per Conte non si tratta quindi soltanto di una scelta inefficace.
È anche un errore diplomatico.
Italia e Spagna sono due grandi Paesi mediterranei, entrambi membri dell’Unione europea e della Nato.
Una crisi politica tra Roma e Madrid, nella sua visione, non può che indebolire entrambe.
Il rapporto speciale costruito durante la pandemia
Conte rivendica anche un rapporto personale e politico costruito con la Spagna durante il suo periodo a Palazzo Chigi.
Il leader M5S ricorda in particolare la battaglia europea durante la pandemia.
Quando l’Italia chiedeva un piano straordinario di investimenti e una risposta comune europea alla crisi Covid, la Spagna fu uno dei Paesi che sostennero maggiormente la posizione italiana.
Conte ricorda che Madrid fu il primo governo a rispondere positivamente alla lettera con cui chiedeva la costruzione di quello che sarebbe poi diventato il Recovery Fund.
I 209 miliardi del Pnrr
È proprio in quel contesto che Conte richiama i 209 miliardi destinati all’Italia attraverso il Pnrr.
Una battaglia che l’ex premier continua a rivendicare come uno dei risultati più importanti dei suoi governi.
La Spagna, secondo Conte, fu un alleato fondamentale in quella trattativa.
Da qui la critica ancora più aspra alla decisione di Meloni di aprire oggi uno scontro con Madrid.
Per il leader M5S, si sta danneggiando un rapporto storico e strategico per pura convenienza politica interna.
I cittadini pagano il prezzo dello scontro
Conte sottolinea poi un aspetto molto concreto.
Le conseguenze dei controlli reciproci non ricadono soltanto sui governi.
Ricadono sui cittadini.
Italiani che vanno in vacanza in Spagna.
Spagnoli che viaggiano in Italia.
Lavoratori.
Studenti.
Imprese.
Turisti.
Per il presidente M5S, creare disagi a queste persone attraverso misure di natura simbolica significa produrre danni reali per ottenere un risultato politico inesistente.
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Il senso complessivo dell’intervento è chiaro.
Conte non considera Sánchez semplicemente un alleato politico.
Lo indica come esempio di coerenza.
In una fase in cui l’Italia sceglie lo scontro con Madrid, l’ex presidente del Consiglio propone invece di guardare proprio alla Spagna per capire come difendere gli interessi nazionali senza rinunciare ai principi europei.
La conclusione politica è durissima per Giorgia Meloni.
Secondo Conte, l’Italia non sta mostrando forza.
Sta mostrando isolamento.
E mentre il governo prova a trasformare la crisi di Ceuta in una battaglia propagandistica, Pedro Sánchez viene descritto dal leader M5S come l’opposto: «un hombre vertical», un uomo serio, capace di tenere la schiena dritta anche quando la pressione internazionale diventa fortissima.



















