Giuseppe Conte mette le cose in chiaro su Chiara Appendino davanti tutta Italia – IL VIDEO

ROMA – È un Giuseppe Conte a tutto campo quello che, ospite di Accordi & Disaccordi su Nove, ha affrontato una serie di temi caldi, dal Movimento 5 Stelle alla Rai, dalle pensioni alla democrazia liberale.
Davanti ai conduttori Luca Sommi e Andrea Scanzi, l’ex premier ha voluto prima di tutto sgombrare il campo dalle polemiche interne al Movimento dopo le recenti dichiarazioni di Chiara Appendino, vicepresidente M5S.

“Con Chiara Appendino non abbiamo mai litigato. Ha aperto un confronto politico, ma questo confronto politico c’è stato, c’è e ci deve essere sempre”, ha detto Conte, ribadendo l’unità del Movimento e respingendo le ricostruzioni mediatiche di una spaccatura.

“Mai litigato con Appendino: il confronto è la linfa del Movimento”

Conte ha definito le polemiche sul “campo largo” come “chiacchiericcio dei giornali”, precisando di non aver mai condiviso quell’etichetta:

“Campo largo è un’espressione che ho sempre respinto, ma ricompare sui giornali e nel dibattito pubblico. I giornali, essendo noi scomodi, cercano di sovrapporre il loro chiacchiericcio alla realtà. Noi siamo nel campo progressista, ma con una postura indipendente”.

L’ex premier ha ricordato come il Movimento resti una forza “diversa da tutte le altre”, perché fondata sul rapporto diretto con la base:

“Siamo l’unico partito al mondo che ha affidato statuto, riforme e obiettivi strategici completamente alla base. È quella la nostra linfa vitale.”

“La Rai è stata occupata in tutti i pertugi possibili”

Ma la parte più dura dell’intervista è arrivata quando Conte ha parlato della Rai e del controllo politico del governo Meloni:

“Questo governo ha paralizzato la Commissione di Vigilanza e ha occupato la Rai in tutti i pertugi possibili e immaginabili. Non ce la passiamo bene.”

L’ex premier ha poi replicato direttamente a Giorgia Meloni, che in Parlamento aveva ironizzato sul Movimento ricordando vecchie frasi di Beppe Grillo:

“Meloni è abilissima a raccontare, ma certi argomenti non sono degni di un presidente del Consiglio. Può presentarsi in Aula e fare battute per far ridere le persone a casa, ma deve rispondere sul fatto che questa Rai è fuori legge.
Non ha voluto fare la riforma che l’Europa ci impone, e di questo deve rendere conto.”

Conte ha ricordato come la presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia (M5S), sia stata “bloccata sistematicamente” nella sua attività di controllo: un chiaro segnale, secondo lui, della volontà del governo di “imbavagliare il servizio pubblico”.

“La Fornero piangeva, Meloni ride sempre”

Non è mancato un passaggio più ironico ma anche amaro, quando Conte ha parlato del tema delle pensioni e delle dichiarazioni recenti di Elsa Fornero:

“La Fornero è andata in tv e si è messa a piangere.
Loro invece ridono: Giorgia Meloni viene in Parlamento e ride sempre.”

Un paragone che l’ex premier ha usato per sottolineare, con tono sarcastico, la mancanza di empatia e serietà da parte dell’attuale governo, colpevole – a suo dire – di non affrontare la crisi sociale e previdenziale che colpisce milioni di italiani.

“Le democrazie liberali stanno mostrando derive pericolose”

Sul piano internazionale, Conte ha espresso preoccupazione per le derive illiberali che stanno emergendo anche nelle democrazie storiche:

“Oggi vediamo derive illiberali un po’ dappertutto, persino negli Stati Uniti, che erano il faro della democrazia.
C’è una tendenza verso una plutocrazia: i miliardari fanno da corolla a Washington e hanno un’influenza fortissima.
I giganti del web dominano le nostre vite e le nostre coscienze.”

 

Un’analisi che si collega alla riflessione, avanzata anche da Elly Schlein, sulla crisi della democrazia in Europa, ma che Conte interpreta in chiave pragmatica:

“Non si tratta di demonizzare le forze conservatrici. Ma di vigilare contro le derive autoritarie e la concentrazione del potere, anche economico e mediatico.”

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VIDEO:

L’intervento di Conte ad Accordi & Disaccordi conferma la volontà del leader pentastellato di difendere l’autonomia politica del Movimento, smarcandosi dalle formule di coalizione e rilanciando la battaglia su legalità, giustizia sociale e libertà d’informazione.

“Noi più scomodi di così non possiamo essere”, ha detto in chiusura.
“Abbiamo un’identità forte, ce la siamo data da soli e continueremo a essere una voce libera nel campo progressista.”

Una voce che, nel panorama politico italiano, continua a distinguersi – spesso in solitudine – ma con una direzione chiara: difendere la democrazia dai poteri forti, dentro e fuori le istituzioni.

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